Filippi: «Ora serve un progetto nuovo»

Consultazioni locali sin che si vuole. Ma anche se i ballottaggi di domenica non hanno riguardato il Trentino, il centrosinistra non fa certo spallucce di fronte al risultato non esaltante. Non nascondendosi che, anche qui, si può fare di più: «Ci sono molti esempi positivi di buona amministrazione. Ma ci sono dati che ci avvertono che si può migliorare rispetto ad esempi a noi vicini, come l'Alto Adige» avverte Elisa Fillippi, membro della direzione nazionale del Pd.
"Trentino", 28 giugno 2017

 

E la gamba autonomista della coalizione, il Patt, per bocca del presidente della giunta Ugo Rossi, non la prende benissimo:«L’Alto Adige ha il Pil noi però abbiamo un po’ più di ammortizzatori sociali. Il “si può fare di più” credo riguardi il resto d’Italia. Ce ne fossero di centrosinistra autonomisti che funzionano come il nostro...» osserva il governatore. Ma torniamo alla Filippi: «Mi riferisco al famoso rapporto di Bankitalia, quello che ci vede divergenti in termini di Pil rispetto a Bolzano. Ma anche alle ultime stime che dicono che il Trentino in termini di expo aumenta meno rispetto al resto del Nord Est. Il tema è che, accanto alla consapevolezza di un governo di centrosinistra che ha molti aspetti positivi, resta la necessità di un processo vero di confronto. Non tanto per giudicare quello che si è fatto in passato ma piuttosto per definire la prospettiva. E questo va fatto con un'apertura reale alle forze che ci sono vicine e con un grado importante nella qualità della consultazione. Mi riferisco al polo riformista, senza un approccio di politica “politicienne”, di coalizione più o allargata: prima il progetto e poi la verifica di chi c'è. Naturalmente partendo dal perimetro attuale, ma resta un Trentino che ha profondamente bisogno di un progetto nuovo» conclude Filippi.

La palla torna ad Ugo Rossi: «Il Pd ha il vizio di parlare di noi quando ci si riferisce al fare di più. Dico io che cosa dovrebbe fare di più il Pd ed i risultati elettorali lo dimostrano una volta di più: ci sono due Italie, il nord va ad una velocità diversa rispetto al sud. Il Pd non può permettersi - ed è un appello che faccio e che ho già fatto anche a Renzi - di perdere il contatto con le realtà del nord che camminano alla velocità dell’Europa». Osserva ancora Rossi: «Il Pd paga anche l’incapacità della sinistra di stare unita su pochi temi centrali. C’è una vocazione all’autolesionismo. In prospettiva? Si deve capire quello che succederà a livello nazionale e declinarne gli effetti sul piano locale. Spero ci sia un centrosinistra europeo che si fa carico dei problemi sociali ma anche delle paure delle persone. Senza demagogia. Qui la chiave sarà aggregare persone che fanno politica in contrapposizione a chi cavalca solo le paure. Penso a persone di buona volontà nel mondo del civismo».