Vaccini, campagna della Provincia «Basta con la controinformazione»

È un fattore non del tutto governabile. Non dipende, in altri termini, dall’efficienza del sistema sanitario. La copertura vaccinale critica — con il conseguente venir meno dell’immunità di gregge — è condizionata da una polisemia di fattori esterni.
M. Damaggio, "Corriere del Trentino", 17 giugno 2017

In ogni caso, l’Azienda per i servizi sanitari intende agire, «evitando di rimanere chiusa nelle proprie stanze, per contrastare la controinformazione pericolosa dei comitati no-vax», spiega il direttore generale, Paolo Bordon. L’idea è avviare serate divulgative, aperte alla cittadinanza, per dare voce agli esperti e offrire strumenti conoscitivi rigorosi. «Ho già chiesto la disponibilità delle oltre 50 associazioni riunite nella Consulta provinciale per la salute», dice Bordon che, a tutti, nell’ultima seduta di giovedì ha ricordato l’importanza di unire le forze. Obiettivo: «Promuovere stili di vita corretti e migliorare il livello di copertura».

I risultati del «Network delle Regioni», ossia l’indagine condotta dall’Istituto Sant’Anna di Pisa (Corriere del Trentino di ieri), ancora una volta hanno svelato virtù (chirurgia oncologica e cure palliative) e vulnerabilità (copertura vaccinale e costi pro-capite) del sistema sanitario trentino. «I risultati confermano il livello elevato delle nostre performance — riflette l’assessore provinciale alla sanità, Luca Zeni — Gli ottimi risultati devono tuttavia essere stimolo per migliorare sui servizi territoriali».

Nel complesso, l’analisi è soddisfacente: «Siamo tra le eccellenze nazionali e, rispetto all’anno precedente, abbiamo colto dei suggerimenti per cambiare il modello organizzativo», fa eco Bordon. L’orizzonte è ben chiaro: «Diminuire l’ospedalizzazione e definire via via un sistema territoriale integrato». Meno centralizzato, più coordinato con i sette ospedali.

Sfogliando nel dettaglio le singole performance, i ricercatori del Sant’Anna considerano «ottime» le risposte della chirurgia oncologica. «Ma ciò di cui dobbiamo essere orgogliosi sono in particolare le cure palliative — riflette il direttore generale — siamo un modello a livello nazionale nella presa in carico del fine vita, accompagnando pazienti e familiari nella fase più dolorosa dell’esistenza».

Tra gli elementi critici, nella zona rossa, si impongono invece i costi medi. Tuttavia per l’Azienda sanitaria non si tratta di una problematica, bensì una strategia: «I costi sono più alti poiché alla base ci sono chiare scelte politiche a vantaggio dei cittadini — dice — Noi offriamo prestazioni aggiuntive che altri territori non hanno». Un caso su tutti: le cure odontoiatriche.

A ciò si aggiunge un’altra considerazione: «Nel nostro bilancio pesano, per un valore compreso tra i 200 e 300 milioni, le spese per le Rsa, ad esempio per abbattere le rette». Capitoli che, altrove, non vengono inseriti nei documenti economico-finanziari.

Rimanendo nell’alveo delle criticità, i vaccini si rivelano problematici. Un dato su tutti: la copertura contro morbillo, parotite, rosolia (Mpr) è diffusa nell’87,43% dei bambini che hanno compiuto i 24 mesi, ben al di sotto del 95% richiesto dall’Organizzazione mondiale della sanità. «Dobbiamo migliorare — riflette Bordon — Ora si discute del decreto, ma al di là degli impegni della legge, abbiamo il dovere di promuovere stili di vita corretti». Il dirigente ne ha discusso pochi giorni fa durante l’ultima seduta della Consulta provinciale per la salute: «Ho chiesto la disponibilità delle oltre 50 associazioni coinvolte. Oggi assistiamo solo alla pericolosa controinformazione dei comitati no-vax che veicolano messaggi parziali, dannosi e negativi». Di qui l’impegno: lanciare una campagna di sensibilizzazione e, soprattutto, di divulgazione scientifica. Non solo genitori: i destinatari sono i cittadini tout court. «Intendiamo pianificare incontri sul territorio, avvicinarci alla popolazione e assumere un ruolo attivo», sintetizza il dirigente che definirà un calendario di eventi. «È importante procedere con una maggiore sensibilizzazione — conclude Zeni — perché l’informazione è il primo strumento per non farsi guidare dall’emotività».


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