Donne e bambini accolti nella notte. Dal porto di Salerno alla salvezza

Sono quasi tutti donne con bambini i trentuno migranti arrivati ieri notte a Trento, sbarcati a Salerno insieme ad altri 990 profughi e subito ripartiti in pullman diretti a vari centri di accoglienza. Dopo aver passato la notte nel centro di via Al Desert di Trento, i migranti hanno trovato ospitalità in gran parte alla residenza «Adige», alla Vela, tranne una coppia che è stata trasferita alla residenza «Viote».
F. Parola, "Corriere del Trentino", 11 maggio 2017

Ad oggi Piazza Dante ha in affitto «circa 130 appartamenti — spiega Pierluigi La Spada, direttore del Cinformi — con un incremento medio di circa sette o otto appartamenti al mese». «La velocità e l’efficienza con cui i nuovi arrivati sono stati accolti, pur in tarda nottata — sottolinea la responsabile della prima accoglienza, Elena Rinaldi — fa capire che il sistema dell’accoglienza trentina funziona bene».

Il gruppo arrivato nella notte è composto da 9 mamme con 11 bambini, una coppia senza figli e altre 9 donne, provenienti da Costa d’Avorio, Guinea, Nigeria e Marocco. I bambini sono molto piccoli, dai pochi mesi ai sei anni, e in media hanno due anni. «Di solito chiediamo che ci vengano assegnate donne con figli» spiega La Spada. Dei 990 sbarcati, dopo una traversata in cui ha perso la vita un bambino di tre anni, circa due terzi erano uomini. «All’arrivo erano molto provati dal viaggio — racconta La Spada — ma non presentavano particolari problemi, dato che la prima assistenza medica viene fornita appena dopo lo sbarco».

È bastata una trentina di minuti agli operatori del centro di prima accoglienza per mettere a disposizione dei nuovi arrivati docce, cibo e letti nei prefabbricati dell’hub di via Al Desert. «L’accoglienza è stata molto positiva — spiega Rinaldi — aiutata dal fatto che, nella ripartizione dei migranti fra i vari centri, cerchiamo di preservare non solo le famiglie, ma anche i legami di amicizia che i profughi, soprattutto le donne sole, stringono fra loro».

Il «sistema trentino» di accoglienza dei profughi, basato su una distribuzione capillare sul territorio di piccoli gruppi di richiedenti asilo, ha incontrato negli ultimi mesi alcune resistenze, specialmente là dove alcuni amministratori comunali non hanno messo a disposizione le strutture necessarie all’accoglienza. «Su 177 comuni, circa 120 non ospitano migranti — afferma La Spada — ma capisco che trovare alloggi non sia sempre facile». I dati ad oggi raccontano di 1.571 profughi in Trentino, in linea con la quota di 1.700 assegnata alla Provincia, lo 0,9% dei richiedenti asilo su base nazionale. Nei primi quattro mesi del 2017, il Trentino ha accolto 335 migranti, contro i 152 dei primi mesi dello scorso anno.

Intanto un appello all’accoglienza viene lanciato da Progetto volontari 2011 (Trento), Progetto accoglienza Sant’Antonio, Comitato Non laviamocene le mani (Rovereto), Volontari Cognola-Martignano, Volontari Valsugana, Rete Radié Resch Trentino: «Reagite all’indifferenza, sostenete i richiedenti asilo e i rifugiati nel loro processo di riscatto della povertà», scrivono le associazioni. «Telefonate a Cinformi — continuano — per sapere dove abitano i richiedenti asilo più vicini a voi e magari chiedete il numero di cellulare dell’operatore o dell’operatrice che li segue. Fatevi accompagnare nella loro casa, incontrateli e parlate con loro: scoprirete le stesse attese dei nostri giovani. E quando li incrociate per strada, guardateli negli occhi e salutateli. Chiedete risposte concrete ai vostri amministratori. Ricordate ai vostri sindaci che tutto quello che viene negato alla dignità dei più poveri, italiani e stranieri senza distinzione, avrà l’effetto di diminuire la coesione sociale delle nostre comunità».


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