#TRENTO - Dopo tre votazioni Gardolo «torna» al Pd

Un consiglio dalla portata storica, quello che si è tenuto ieri a Gardolo, visto il rischio di consegnare al centrodestra la maggioranza della circoscrizione, quando, da sempre, l’elettorato si è espresso per il centrosinistra. Alla fine ha prevalso Antonella Mosna (Pd)perché, dopo tre votazioni infruttuose, si sono guardate le preferenze ricevute alle elezioni.
"Trentino", 11 maggio 2017

 

E quelle di Mosna erano maggiori del «rivale» per la presidenza Caravello. Ma andiamo con ordine. Ieri si doveva votare l’elezione del nuovo presidente, dopo le dimissioni di Ottavio Campestrini (Pd), sfiduciato da una mozione votata dalle opposizioni, ovvero dai quattro consiglieri della Lega Nord, da quello di Agire, da Caravello che è passato al Gruppo Misto e dai due Cinquestelle. Candidati Marcello Caravello per il centrodestra e Antonella Mosna (Pd) per il centrosinistra. L’incognita, ancora e sempre, era il voto dei due consiglieri del M5S, perché, come dichiarato al nostro giornale da Alessandro Paoletto, la posizione presa all’interno del Meet Up era l’astensione, a meno che il centrodestra non avesse condiviso in pieno il loro programma.

Si è andati così a votare, con la certezza che alla terza votazione sarebbe prevalsa la candidata Mosna, visto che i voti di Pd e Cantiere sono 7 contro i 6 della Lega, Agire e gruppo misto. Ma la sorpresa è stata che Mosna e Caravello hanno ricevuto entrambi 7 voti, segno che uno dei due consiglieri Cinquestelle ha votato per Caravello. E questo per tre votazioni. Con, fra la seconda e la terza «chiama», l’inedita apertura del consiglio agli interventi da parte del pubblico proposta da Caravello. Interventi che non hanno smosso le cose, visto che c’è stata nuovamente parità fra i due candidati. E alla fine - grazie alle preferenze - è stata eletta Mosna

Ma come si è arrivati a questa situazione? Come si ricorderà, il ribaltone è iniziato fin dall’elezione del presidente Ottavio Campestrini nel 2015, quando Marcello Caravello che faceva parte della maggioranza si era astenuto, rischiando di consegnare il presidente alle opposizioni. Poi era prevalso comunque il nome di Campestrini, in quanto il più votato. E Caravello in seguito, uscendo dal Patt, è stato ancora l’elemento destabilizzante, che ha messo spesso in difficoltà il centrosinistra. 


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