#TRENTO - «Sicurezza, da aprile si parte col daspo»

Prove tecniche di Daspo. Allontanamento dalla città sino a cinque anni per chi spaccia. Ma anche divieto di stare a Trento sino a sei mesi per chi viene sorpreso più volte ad imbrattare monumenti. Tra un mese (esattamente il 20 aprile) il provvedimento del ministro dell'Interno Minniti sarà legge ed il sindaco avrà maggiori e nuovi poteri per quanto riguarda l'ordine pubblico. 
G. Tessari, "Trentino", 12 marzo 2017

 

Ma per non perdere tempo, già giovedì scorso (con i vertici delle forze dell'ordine, Commissario del Governo e Questore) Alessandro Andreatta ha effettuato una sorta di ricognizione durante un Comitato per la sicurezza su quello che potrà fare con il Daspo. Con prospettive interessanti anche e soprattutto in una città che è cambiata e che fa i conti anche con gli aspetti meno lieti della globalizzazione. Compresi quelli di una micro criminalità che non guarda in faccia nessuno e niente, luoghi pubblici di pregio compresi. Ma con nel mirino anche i parcheggiatori abusivi.

Sindaco cosa avete fatto giovedì in Comitato sicurezza? «In Comitato ci siamo occupati del Daspo come se fosse già legge. Arriveranno delle linee guida attuative dal ministero. Noi avremo particolari poteri in ambiti urbani specifici: aree dove ci sono monumenti sacri e non, aree museali, zone di verde pubblico. Sono tutti luoghi ove si pone grande attenzione».

Ecco sindaco, chi viene sorpreso a compiere dei reati come potrà essere punito? «Sino a ieri nei poteri del primo cittadino c'erano delle ordinanze dette contingibili ed urgenti, a tempo. Ma che, soprattutto sui temi della sicurezza, venivano spesso impugnate al Tar. E qualcuno l'ha anche spuntata. Ora queste ordinanze urgenti sono state potenziate (erano state quasi abbandonate) ma, soprattutto, sono state affiancate dalle ordinanze normali. Non più limitate da un vincolo temporale, i classici 60 giorni, ma possono essere più estese, più stabili. Il terzo aspetto è quello che ci interessa di più, perché riguarda il decoro, e sarà inserito in pianta stabile nel regolamento di polizia urbana. Non municipale. Una norma vera e propria, destinata a rimanere sino a quando non sarà cambiata».

Un passaggio che vi rafforza, anche politicamente. «Sì, perché passa dal sindaco al consiglio comunale. Sarà l'aula tutta e, non solo il sindaco, a fare il regolamento. Ora il cittadino si chiederà su che cosa vogliamo fare rispettare il regolamento, visto che saranno previste delle sanzioni».

Ecco, ci faccia alcuni esempi. «Se ne parla molto in questi giorni. La vendita delle bevande alcoliche, potrà essere stabilmente vietata in alcune zone dalle 22 alle 7 del mattino: lo faremo per garantire un equilibrio tra i residenti che vogliono riposare e tra i commercianti che vogliono lavorare in sicurezza. Si potrà, preme dirlo, ancora continuare a consumare nel locale ma non si potrà più fare asporto. Il Daspo rafforza una mia idea su cui avevo già cominciato a lavorare settimane fa».

Ma, per rendere le cose più chiare, una volta che uno viene sorpreso a delinquere in uno delle zone dove il Daspo è attivo, cosa gli potrà succedere? «La prima volta viene sottoposto ad un richiamo. In caso di reiterazione, cioè la stessa persona viene sorpresa di nuovo, può essere allontanata dalla città per 48 ore. Succede ancora? In quel caso il sindaco farà riferimento al Questore e gli propone di allontanarlo da Trento sino ad un massimo di sei mesi. Un provvedimento decisamente concreto. Ma l'Anci (associazione nazionale dei Comuni) ha pronta un'osservazione per inserire azioni nei confronti dei parcheggiatori abusivi. Da noi danno molto fastidio, per dire, nella zona dell'ospedale Santa Chiara. Un altro ampliamento del Daspo potrebbe arrivare nei confronti della prostituzione ostentata».

E lo spaccio di sostanze stupefacenti? «In quel caso si parla di un allontanamento dalla città da uno a 5 anni. Molta severa, naturalmente, la norma nei confronti di chi spaccia droga».

Ieri l’assessore Stanchina parlava di una città profondamente cambiata. E della necessità che la politica dia risposte a queste novità, non tutte piacevoli. «E in questo senso infatti lavoriamo. La città rispetto a 20 anni è più viva, più bella. Servono, è vero, risposte al passo con i tempi, come questa».


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