La politica si riprenda la città, se ne sente il bisogno

Ripartenza e obiettivo comune, questo deve essere l’impegno per la nostra città. Si è da pochi giorni conclusa, speriamo definitivamente, la lunga mediazione portata avanti dal Sindaco Andreatta che ha portato ad un piccolo rimpasto nel governo cittadino ed ad una diversa distribuzione delle deleghe.
Emanuele Lombardo, 2 ottobre 2016

 

Non è stata certamente materia per la quale i cittadini siano rimasti estranei o insensibili; alla maggior parte di Loro poco interessano le beghe e rivendicazioni da parte di partiti o singoli Consiglieri, immagino invece che tutti auspicassero una rapida soluzione perché la Giunta ed il Consiglio comunale potessero svolgere con alacrità, il compito per cui sono stati chiamati dal corpo elettorale, quasi un anno e mezzo fa.

E’ chiaro che dopo le decisioni di mercoledì assunte dal Sindaco si siano potute palesare manifestazioni miste di soddisfazione o di sofferta delusione da parte di alcuni Colleghi.

Questo è ciò che succede, probabilmente, a tutte le coalizioni chiamate a governare, dove molti dei Consiglieri che vi fanno parte, ritengono e pensano, forse anche legittimamente, di essere indispensabili alla causa.

In tutte le coalizioni e senza distinzione di schieramenti, dal centrosinistra al centrodestra e, come sta succedendo a Roma in questi mesi, anche nei monocolori capaci di maggioranze bulgare, si palesano difficoltà nell’assegnazione di deleghe assessorili.

Non mi meraviglia dunque che nei Gruppi che compongono la coalizione di Maggioranza si siano probabilmente evidenziate rivendicazioni ed anche qualche mugugno.

Mi meravigliano di più le prese di posizione da parte di esponenti che rivestono importanti cariche di partito i quali, in merito alla sostituzione dell’Assessora Ferrari hanno assunto atteggiamento critico; ecco, occorre ricordare Loro che, forse, il primo ostacolo per il neoeletto Sindaco è stato quello di dover rispettare, giustamente, la rappresentanza di genere in Giunta.

Ed allora, come non ricordare che, a parte l’esponente dei Verdi, il solo partito per la Maggioranza che ha saputo esprimere donne elette in Consiglio comunale sia stato il PD_PSI insieme per Trento, con quattro Consigliere.

Da Consigliere che sente il bisogno di rispettare l’impegno assunto con l’elettorato, credo ed auspico che da subito, occorra, ora, recuperare tutta la voglia di lavorare che ogni Consigliere eletto ha portato nel proprio bagaglio nel momento in cui ha accettato di mettersi a disposizione, nel 2015, di essere candidato per quello o tal altro partito, insieme per il Centrosinistra autonomista.

Il Gruppo del PD_PSI insieme per Trento si è speso per elaborare un Documento, frutto di cinque tavoli di lavoro, approvato da una assemblea cittadina e che, immediatamente è stato messo a disposizione del Sindaco.

Si tratta di tematiche che hanno l’ambizione di declinare le necessità ed i bisogni riguardanti l’Urbanistica con la Mobilità, la Sicurezza, la Cultura con l’Università, i Giovani ed il Turismo, il Decentramento e lo Sport – che - il Gruppo del PD_PSI (splendidamente supportato dai Consiglieri circoscrizionali, dal Coordinamento cittadino e da iscritti e simpatizzanti) – ritiene prioritarie – e per le quali si è speso, credendoci fortemente.

Ora, anche gli altri partner di coalizione stanno avviando analogo percorso; bene, sarà, immagino, foriero di utile confronto purché in tempi strettissimi.

Sul nuovo Piano Regolatore Generale e sulla Sicurezza, per esempio e senza fare torto alle rimanenti tematiche, pure esse importanti e sentite, ritengo occorra da ora in poi un convinto cambio di passo e recuperare tempo per dare risposte concrete alla città.

Se solo lo si vuole, si può, si deve! Lo chiedono i cittadini di Trento.

 


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