Trento elimina le slot machine

Il Comune ha messo a punto la mappa delle slot machine presenti nei locali pubblici della città: una serie impressionante di circolini blu che lasciano di fatto scoperto solo un francobollo di territorio a Trento Nord. La conseguenza? Se si applica con scrupolo – e la giunta Andreatta ha tutte le intenzioni di farlo – la legge provinciale del 2015 sul gioco d'azzardo, dovranno sparire tutte le macchinette mangiasoldi.
"Trentino", 15 settembre 2016

 

Sì, tutte: «Sono posizionate (nella quasi totalità) nel raggio di 300 metri da un elenco ben preciso di edifici definiti sensibili, come scuole ed ospedali. La legge parla chiaro» osserva l'assessora per le politiche sociali Mariachiara Franzoia. Al netto di ricorsi e controricorsi il tutto si tradurrerbbe in un repulisti totale di un settore, quello delle slot, al centro di una campagna stampa portata avanti da queste colonne, dalle ricadute sociali e sanitarie devastanti. Già sanitarie, visto che la dipendenza dal gioco non da ieri è considerata una vera e propria malattia: ed infatti nei prossimi giorni è previsto un vertice tra Comune, associazioni di mutuo aiuto e Azienda sanitaria, nella persona del direttore Nava.

Oggi il tema viene affrontato in commissione consiliare con i volontari della Croce Rossa Italiana, dell'Associazione Auto Mutuo Aiuto onlus e del Forum delle associazioni familiari: «Siamo al lavoro per formare dei giovani, dei volontari che senza obblighi (ma con la particolare sensibilità di chi tratta con i propri pari età) si adoperino per mettere in guardia i ragazzi come loro dal grande rischio del gioco d’azzardo e della possibile dipendenza, non meno pericolosa». Figura nuova ed interessante quella di una sorta di sentinelle del disagio di una “droga” come le slot ed il gioco che va, nei fatti, tenuta a bada già in giovane età.

Quindi Franzoia pensa ad un doppio approccio. Uno preventivo, con informazione e presenza tra i giovani. Il secondo, quello destinato ad avere conseguenze importanti, è quello dell’applicazione a tappeto della legge provinciale. L’assessore spiega meglio il concetto: «La legge è quella firmata Viola-Plotegher ed è del 13 luglio del 2015. Cosa diceva? Sanciva che nel raggio di 300 metri da una serie di luoghi definiti sensibili le slot machine non ci sarebbero più potute stare: si parla di chiese, case di riposo, scuole ecc. Un elenco molto puntuale che noi abbiamo trasposto su una cartina della città: l’assessorato alle attività economiche del collega Stanchina ha messo un circoletto blu su ogni locale con slot o macchinette per il gioco d’azzardo. E la mappa è difatti diventata una macchia blu omogenea. Basti pensare - esemplifica Franzoia - a quanti locali ci siano in un raggio di 300 metri rispetto al Duomo, senza andare tanto lontano... Le zone che non sono influenzate da nessuna di queste presenze sensibili sono pochissime. A memoria ne ricordo una, in periferia».

La legge provinciale dava tempi certi: 5 anni perché i comuni si adeguassero alle disposizioni, andando a far togliere il gioco d’azzardo dove non è previsto continui ad esistere. Un anno è già passato, nel 2017 saranno due. Un passo importante che la mappa in possesso del Comune farebbe diventare definitivo. A meno di probabilissimi ricorsi.


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