Il 15 agosto a Malga Zonta

Il 15 agosto, in rappresentanza della Provincia, sono intervenuto in occasione del 68° anniversario dell’eccidio nazifascista di Malga Zonta (a passo Coe – Folgaria).
Il mio intervenuto è ruotato principalmente intorno ai concetti di giovani, Resistenza e Autonomia. Malga Zonta rappresenta il dna e il codice genetico della nostra democrazia e un momento nel quale ribadire come l’assunzione costante di responsabilità debba continuare a muoverci.
Alessandro Olivi, 15 agosto 2016


Ho anche voluto fare riferimento alla giovanissima età delle 17 vittime della ferocia nazifascista di quel 12 agosto 1944. Erano ventenni che certamente non avevano voluto quella guerra ma che fecero una opzione precisa. Sarebbe stato più facile nascondersi, ma mossi da una spinta più esistenziale che ideologica, i ragazzi di Malga Zonta andarono a morire per la nostra libertà.

Erano quei giovani di cui ha mirabilmente scritto uno dei più grandi autori italiani, Luigi Meneghello, del quale ho citato un significativo passaggio da un suo libro, “I piccoli maestri”, che racconta la sua esperienza di partigiano. Proprio Meneghello seppe infatti descrivere da vicino questa leva di giovanissimi contadini finiti nella Resistenza in quell’estate del 1944. “Si vedeva che erano ragazzini bene allevati, puntuali alle messe, anzi certamente capaci di rispondervi di persona, prodotti tipici dei nostri oratori vicentini, queste forge di chierichetti – calciatori e di cantori – alpinisti. Non erano però ragazzi bigotti, anzi allegri e perfino scanzonati: non avrebbero mai detto una bestemmia, ma le brutte parole sì, come i bambini. Il loro interesse per la resistenza era difficile da valutare”.


Il rispetto dovuto a quei giovani ci impone di ricordarci come la nostra stessa Autonomia tragga origine e fondamento anche dalla Resistenza. Perché è nella Costituzione nata grazie all’impegno e al sacrificio di molti che si stabilisce la nostra Autonomia. Oggi, in un momento contrassegnato dalle difficoltà che ben conosciamo, dobbiamo dire che dentro questo Paese la nostra Autonomia sente una responsabilità ancora maggiore con la convinzione che la ricostruzione, dopo la crisi che tutti ci auguriamo di superare, non passa per la riproposizione di una società verticale bensì con la costruzione di un sistema che favorisce le autonomie, che sperimenta autogoverno. L’Autonomia è un valore e noi lo dobbiamo vivere non come mera conservazione bensì come atto di generosità verso altri territori.
Ho concluso affermando “c’è una nuova resistenza in corso ed è fatta contro nemici invisibili. E’ fatta dalla intransigente e coraggiosa difesa contro chi detta i ritmi della crisi solo con la finanza e la speculazione, contro i valori dei lavoro. Oggi dobbiamo invece riaffermare i diritti di chi lavora, i diritti delle imprese che fanno bene il loro lavoro, i diritti di chi fa il proprio dovere. Anche questo è un modo di onorare i ragazzi di malga Zonta”.


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