Per i nuovi bisogni arriva l’infermiere di famiglia

Oggi l'assessore alla Salute Luca Zeni, a margine dell'assemblea annuale del Collegio degli infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici d'infanzia di Trento (IPASVI) di Trento, si è impegnato a promuovere la sperimentazione, con valutazione di efficacia, della figura dell'infermiere di famiglia. Lo ha fatto firmando, assieme alla presidente del Collegio IPASVI Luisa Zappini, un documento di intenti con tre punti che indicano la strategia da seguire nel processo di inserimento. 
Ufficio Stampa Provincia, 12 maggio 2016



Al centro dell'accordo c'è la sperimentazione di un nuovo ruolo che lavorerà a stretto contatto con le famiglie e il contesto di riferimento per educare alla prevenzione e alla corretta cura degli anziani e malati in casa, al fine di migliorare la loro qualità di vita e diminuire i casi di cronicizzazione e ospedalizzazione.

“Il progetto proposto dal Collegio IPASVI prevede la presenza in ambito territoriale di un infermiere con le competenze necessarie per prendere in carico paziente e famiglia nell'ambito del domicilio, in collaborazione con il medico di medicina generale e con altre professionalità, formando un team multidisciplinare e multi-professionale, come già accade nel resto d’Europa e Oltreoceano”, ha detto la presidente del Collegio, Luisa Zappini.
“Due sono gli aspetti che vorrei mettere in luce. Da un lato la massima collaborazione con il Collegio degli infermieri per sperimentare un nuovo percorso che ci porterà a valutare la possibilità d'istituire una nuova figura; dall’altra la necessità di valorizzare al meglio la figura professionale dell'infermiere, sulle quali vogliamo investire attraverso progetti di formazione coerenti con i bisogni in continua evoluzione dei cittadini”, ha sottolineato l'assessore provinciale alla Salute, Luca Zeni.
L'argomento della riorganizzazione della sanità è stato ampliato in mattinata durante il convegno “Il valore dell'infermiere di famiglia per la sostenibilità del sistema salute”, valido per l'accreditamento Ecm. Alla tavola rotonda che ha aperto l'evento hanno partecipato, oltre all'assessore provinciale Luca Zeni, Angela Panuccio del Ministero della Salute, Fabio Cembrani, direttore dell'Unità operativa di medicina legale dell'Apss, Ketty Vaccaro, responsabile Area salute del Censis, Mario Del Vecchio, direttore Osservatorio consumi privati in sanità della SDA Bocconi. Dopo gli interventi di professionisti attivi in ambito locale e nazionale, il convegno è stato chiuso dall'ex presidente della Federazione Collegio Ipasvi, nonché senatrice, Annalisa Silvestro, che si è occupata di nuovi paradigmi clinico organizzativi. 

L'assemblea
Giovedì 12 maggio, nella sala della Federazione trentina della Cooperazione, in via Segantini, a partire dalle 14, si è svolta l'assemblea annuale ordinaria degli iscritti al Collegio IPASVI di Trento.
L'incontro, al quale hanno partecipato circa 200 persone, è stata l'occasione per scattare una fotografia della professione in provincia. Attualmente gli iscritti al Collegio sono 4.344, un migliaio in più rispetto a dieci anni fa, 64 in più rispetto al 2015. La maggior parte è assunta nel settore pubblico: 2.663 dall'Azienda per i servizi sanitari, 569 in aziende per i servizi alla persona pubbliche. Importante è comunque anche la fetta della libera professione, con 240 occupati e altri 126 impiegati nelle case di riposo private.
La professione risulta ancora a forte predominio femminile: le donne rappresentano l'85%. Rispetto al passato, si è stabilizzato il numero degli stranieri: nel 2016 sono 253 gli infermieri arrivati dall'estero. Le nazionalità più rappresentate sono quella rumena (127) e quella polacca (39). 


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