«Niente giustifica la chiusura del Brennero»

BOLZANO Mentre a Bolzano si svolgevano le celebrazioni per il 25 aprile — con lo spettro incombente del ripristino del confine al Brennero e del risultato delle elezioni austriache — dal «G5» di Hannover Renzi ha ammonito il governo di Vienna e minacciato conseguenze a livello europeo: «Non c’è alcun elemento che giustifichi la chiusura del Brennero — ha affermato il premier — e quindi pensiamo che le autorità austriache non potranno che rispettare la normativa Ue. Se così non fosse, sarà l’Europa stessa a prendere le decisioni conseguenti».
V. Leone, "Corriere del Trentino", 26 aprile 2016

Intanto, domanila polizia austriaca illustrerà le misure che verranno adottate al confine.

«La paura mangia l’anima», ha ammonito ieri il presidente della Provincia Arno Kompatscher, citando Fassbinder, durante il suo discorso al muro del lager di via Resia a Bolzano, ultima tappa delle cerimonie della Liberazione. Una giornata dedicata al dramma dei profughi e al muro del Brennero, con inevitabili riferimenti anche all’avanzata dell’estrema destra in Austria.

«Ancora oggi è necessario combattere chi mette in dubbio la dignità, l’uguaglianza e la libertà delle persone. Purtroppo il fascismo è un problema sempre attuale — ha affermato il Landeshauptmann — il voto in Austria è sicuramente uno schiaffo alla grande coalizione e credo sia stato fortemente condizionato dalla questione dei rifugiati: spero che al secondo turno non vada così. Purtroppo la propaganda populista sta funzionando e bisogna constatare che chi offre soluzioni facili ottiene poi anche un ampio consenso elettorale. Barriere e fili spinati non sono il giusto rimedio, possono forse spostare altrove il problema, ma non risolvono nulla. La storia dovrebbe insegnarci qualcosa anche per il presente».

Sul risultato delle elezioni austriache è intervenuto anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che su Facebook scrive: «Mi auguro che il governo, cui spettano le scelte in materia, continui a collaborare con l’Italia senza strappi unilaterali in un luogo così ricco di significati storici ed economici come il Brennero».

Le cerimonie sono iniziate ieri mattina a Bolzano con la deposizione di alcune corone commemorative all’interno del palazzo del Municipio, in onore ai Caduti per la patria, la libertà e la pace, alla quale hanno presenziato le massime autorità civili e militari, tra cui il commissario Michele Penta e il suo vice Hermann Berger, il presidente della Provincia Arno Kompatscher, il prefetto Elisabetta Margiacchi e il questore Lucio Carluccio.

Presente anche l’Anpi, gli alpini, le associazioni di reduci e anche tanti volti noti della politica locale, dal candidato sindaco del centrosinistra Renzo Caramaschi al vicepresidente della Provincia Christian Tommasini, Guido Margheri di Sel, Liliana Di Fede, segretaria del Pd altoatesino; per il centrodestra, invece, presenti solo Enrico Lillo e Giorgio Holzmann candidati rispettivamente consigliere e sindaco di Alleanza per Bolzano.

Subito dopo, un corteo guidato dal commissario Michele Penta ha fatto tappa in alcuni luoghi della città per dei momenti commemorativi: in via dei Vanga è stato reso onore al Maestro Franz Innerhofer; al Parco Rosegger in via Marconi è stato invece celebrato l’ Onore alla Medaglia d’Oro Salvo D’Acquisto; in piazza IV Novembre sono stati commemorati gli eroi della Resistenza Manlio Longon e Giannantonio Manci. Un secondo corteo guidato dal vicecommissario Berger ha invece fatto tappa al cimitero civile d’Oltrisarco e poi in via Volta per commemorare i Caduti dello Stabilimento Lancia e poi in via Siemens per onorare i martiri della Libertá. Penultima tappa in piazza Adriano per celebrare i Caduti per la Liberazione e infine il momento clou delle celebrazioni, alla presenza di tutte le autorità, al Muro del Lager in via Resia.

«Stiamo vivendo una stagione di grandi sfide — ha esordito Orfeo Donatini, segretario dell’Anpi di Bolzano — Le forze populiste stanno conducendo campagne di odio, mentre ci si illude di poter fermare uno tsunami con muri e fili spinati. Ci vuole un’accoglienza e una solidarietà degne di una società civile. Il trionfo in Austria della destra anti-migranti la dice lunga sulla battaglia civile che ci attende nei prossimi mesi».

A concludere la cerimonia, le parole del commissario Michele Penta: «La libertà conquistata con tanto sacrificio deve essere un valore assoluto. Dobbiamo aiutare chi non ce l’ha ed essere solidali».


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