Olivi: “Sulla Marangoni urge un piano industriale che chiarisca i progetti del gruppo su Rovereto”

Incontro schietto ma sereno, stamane, tra il vicepresidente della Provincia di Trento e le rappresentanze sindacali. “Confrontiamoci su una programmazione di medio periodo. Un dimezzamento delle forze lavoro in fabbrica significherebbe uno smembramento della stessa e non è socialmente sostenibile”, ha detto Olivi.
Ufficio Stampa Provincia, 12 febbraio 2016

”Deve essere chiaro che siamo di fronte ad uno snodo che riguarda la futura politica industriale della Marangoni e come tale va affrontato. Se è vero, come è vero, che l’azienda versa in una fase di oggettiva trasformazione industriale, la forza lavoro non può essere considerata solo un peso, ma un patrimonio da reinvestire per un piano di rilancio della competitività aziendale. Ci aspettiamo – ha aggiunto Olivi –  parole chiare sul futuro del sito di Rovereto, rispetto al quale il Gruppo ha progettato alcuni anni fa una concentrazione competitiva che oggi non può essere priva di una forte componente produttiva”. E’ stato un confronto sincero, schietto ed estremamente civile quello di stamattina, protrattosi per un’ora e mezza presso la sede di Trentino Sviluppo, tra il vicepresidente e assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro della Provincia autonoma di Trento, Alessandro Olivi, e le rappresentanze sindacali. Al termine l’impegno congiunto ad aprire un tavolo di confronto con l’azienda che verrà convocato nei prossimi giorni.

All’incontro, chiesto nei giorni scorsi dalle parti sociali, erano presenti i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil – rispettivamente Mario Ceruti (Filctem), Marco Ravelli (Femca) e Osvaldo Angelini (Uiltec) – Giovanni La Spada in rappresentanza dei Cobas, oltre ai componenti della Rsu dei lavoratori Marangoni.

Ad accompagnare il vicepresidente Olivi c’erano Claudio Moser, dirigente del Dipartimento Sviluppo Economico e Lavoro della Provincia di Trento, Roberto Dal Bosco, responsabile dell’Ufficio rapporti con le imprese di Agenzia del Lavoro e Sergio Anzelini, consigliere delegato di Trentino Sviluppo.

 

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Troppi esuberi, Olivi striglia Marangoni, M. Stinghen, "Trentino", 12 febbraio 2016
 
ROVERETO «Non è immaginabile, non è sostenibile che l'epilogo di questa situazione sia il dimezzamento dello stabilimento produttivo». Questo ha detto ieri ai lavoratori di Marangoni l'assessore all'industria Alessandro Olivi, al termine di un incontro piuttosto lungo con le rappresentanze sindacali. Per Olivi il fatto che l'azienda di pneumatici arrivi a 120, 150 esuberi «non sta nè in cielo nè in terra: chiederemo all'azienda un piano industriale, che non può esaurirsi solo nel ridurre le persone». Un piano industriale che tuttavia i sindacati chiedono a Marangoni sin dallo scorso agosto, quando si annunciò la cassa integrazione per una cinquantina di operai, l'inizio della crisi per l'azienda di pneumatici. Un piano che tuttavia i manager aziendali ancora non sono riusciti a presentare alla Provincia o ai rappresentanti sindacali.
 
Da agosto invece la situazione si è fatta ancora più pesante, per via della concorrenza cinese, per l'andamento dei mercati, per il crollo del prezzo del petrolio, e ciò ha messo in forte difficoltà l'azienda: difficoltà da tutti, Olivi e sindacati compresi, "oggettive". Sul piatto l'azienda aveva messo una previsione di 120 - 150 esuberi; ieri tuttavia Olivi (che il giorno prima aveva incontrato l'azienda) non ha voluto parlare di numeri. Gli operai Marangoni ieri erano in sciopero, e hanno presidiato sia l'azienda, sia la sede di Trentino Sviluppo, dove era in programma l'incontro con l'assessore provinciale. La giornata è cominciata in maniera tesa, con la scoperta, la mattina presto, della scritta "Olivi zerbino di Marangoni" sulle mura dello stabile di via Zeni, presto cancellata dagli addetti. A Trentino Sviluppo c'erano una cinquantina di operai, diversi dei quali avrebbero voluto assistere all'incontro con l'assessore, che è stato però limitato alle Rsu e ai sindacati (Mario Cerutti di Filctem Cgil, Marco Ravelli di Femca Cisl e Osvaldo Angelini della Uiltec, Giovanni La Spada dei Cobas).
 
Dopo un'ora e mezzo Olivi è comunque uscito e ha parlato agli operai, che erano rimasti nella hall di Trentino Sviluppo. «Questo stillicidio di numeri rende difficile lavorare - ha detto Olivi - con i sindacati abbiamo convenuto che i tempi siano maturi per un passaggio assieme all'azienda, perché le informazioni non sono complete. Marangoni attraversa un momento di difficoltà, ma deve anche avvertire la sua responsabilità sociale. Chiederemo un progetto che non si limiti a ridurre le persone, la soluzione non è diminuire i costi, è invece pianificare il futuro. Un piano che prevede solo ridurre le persone non è un piano, non è oggetto di discussione. L'azienda - ha detto Olivi - deve avere il coraggio di fare un progetto e ribadire la centralità di Rovereto». Olivi ha poi precisato che eventuali piani sociali per far fronte agli esuberi non devono ricadere sull'ente pubblico; ci si aspetta un piano industriale che lavori su migliori efficienze, su diversificazione della produzione. «Se la proprietà non darà una visione chiara, non potrà contare sulla Provincia. Se vogliono solo dimezzare il personale, dovranno prendersi tutta la responsabilità di fronte al territorio».

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