#TRENTO - Il sindaco: "Basta scontri sulle Foibe"

«Siamo qui oggi per riaffermare che l'orrore delle foibe non può essere né negato, né dimenticato, né giustificato in nome di qualsivoglia ragione politica. Non esistono vittime di serie B, come qualcuno ancora oggi sostiene. Siamo qui perché non possiamo ammettere che qualcuno si costruisca una patria su misura, in cui i carnefici diventano eroi e le vittime inermi si tramutano in colpevoli».
G. Fin, "L'Adige", 11 febbraio 2016


Queste le parole pronunciate ieri dal sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, durante la celebrazione del «Giorno del Ricordo» che si è svolta a Palazzo Geremia. Uno degli appuntamenti che ha scandito la giornata del 10 febbraio riconosciuta dalla Repubblica al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe.
Dopo la santa messa nella Basilica di San Lorenzo con don Gianni Ciorra, nel pomeriggio vi è stata la deposizione della corona in Largo Pigarelli, sul luogo dove si trova la lapide dedicata alle «Vittime delle Foibe», che nei giorni scorsi era stata trafugata e successivamente ripristinata dall'amministrazione comunale. Erano presenti alla deposizione della corona a Largo Pigarelli, la presidente del consiglio comunale, Lucia Coppola, il sindaco Alessandro Andreatta, il vice Prefetto vicario Domenico Lione, il questore Massimo D'Ambrosio, il prefetto uscente Francesco Squarcina, Roberto Debernardis dell'associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, una rappresentanza dell'Anpi, dell'Associazione nazionale Alpini e delle Forze dell'ordine.
La cerimonia ufficiale si è poi svolta a palazzo Geremia con l'intervento del direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino, Giuseppe Ferrandi e del sindaco Andreatta.
«Mi piacerebbe - ha affermato il sindaco - che il giorno del Ricordo fosse una giornata di riflessione commossa e di commemorazione pietosa. Invece, anno dopo anno, il 10 febbraio ci appare come un campo di battaglia, un duello combattuto a colpi di slogan, furti oltraggiosi, minacce, distinguo capziosi».
Per il sindaco «c'è la necessità di trovare una memoria condivisa e serve dire davvero che c'è stato un grande silenzio per troppi anni su una vicenda che ha toccato tanti italiani vittime di violenza. Dobbiamo - ha affermato Andreatta - trovare memoria e ritrovare identità. Oggi nella comunità rimane qualche resticciolo ideologico ma ho fiducia che questo diventerà un momento importante al parti della Giornata della memoria».
Nel proprio intervento il sindaco ha citato il politico-scrittore Gianfranco Bettin, l'ex presidente della Camera Luciano Violante e Norberto Bobbio. Durante la celebrazione ieri pomeriggio a palazzo Geremia è stato proiettato il documentario «Il sorriso della patria» sull'esodo giuliano-dalmata. Ad intervenire ieri è stato il presidente dell'Aassociazione partigiani Sandro Schmid. «La Giornata del Ricordo - ha affermato - deve servire per evitare che tragedie passate si possano ripetere. E' importante una condivisione di una storia che sia però raccontata per intero. Deve essere una giornata che porta ad un processo di chiarificazione e di riconciliazione ed è assurdo che nel 2016 ci siano posizione estreme, soprattutto di destra ma anche di sinistra, che strumentalizzano la storia».