L’acqua è un bene pubblico: come garantirne una gestione nell’interesse pubblico

Interrogazione presentata dal Consigliere Provinciale Pd Bruno Dorigatti.
Trento, 3 novembre 2009


L’articolo 15 del Decreto legge 25 settembre 2009, n. 135 “Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia della Comunità europea” detta le norme per l’adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica.

In base alla nuova normativa il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali dovrà avvenire in via ordinaria tramite gara ad evidenza pubblica a cui potranno partecipare imprenditori o società in qualunque forma costituite oppure direttamente a società a partecipazione mista pubblico privata che vedano il socio privato con almeno il 40 per cento della proprietà e titolare dei compiti operativi connessi alla gestione.

Per situazioni eccezionali che non permettono un efficace ed utile ricorso al mercato, in deroga alle modalità ordinarie, la gestione dei servizi può essere affidata a società a capitale interamente pubblico  svolgenti la loro attività prevalentemente nell’ambito dell’ente, o degli enti pubblici che la controllano.

Il decreto detta anche le scadenze entro cui dovranno essere affidati i servizi e le date di decadenza degli attuali affidamenti. Gli affidamenti “in house” cesseranno improrogabilmente il 31 dicembre 2011.

Il decreto, che non ha per oggetto la gestione dei servizi relativi all’energia elettrica ed il gas, ma riguarda il servizio idrico, i servizi di igiene ambientale ed in parte i trasporti, avrà un impatto molto importante nella nostra provincia in quanto attualmente tali servizi, in particolare il servizio idrico, sono gestiti da società pubbliche.

Fra l’altro il decreto limita le possibilità di sviluppo delle società che si sono costituite negli ultimi anni proprio per la gestione di tali servizi perché stabilisce che le società non quotate in mercati regolamentati che gestiscono i servizi in affidamento diretto non possono acquisire la gestione di ulteriori servizi, non possono partecipare a gare in ambiti territoriali diversi da quelli degli enti locali che ne detengono la proprietà e non possono svolgere servizi o attività per altri enti pubblici o privati per tutta la durata dell’affidamento. Le società di gestione potranno solo partecipare alla eventuale prima gara per l’affidamento, mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica, del servizio già a loro affidato.

La privatizzazione della gestione di servizi di interesse pubblico come il servizio idrico, dell’igiene ambientale non garantisce automaticamente risultati utili per la collettività. Il mercato e la concorrenza possono senza dubbio innescare comportamenti virtuosi sul fronte dei costi e dell’efficienza dei servizi, ma perché ciò avvenga è necessario che l’ambiente economico sociale in cui operano i vari attori sia il più possibile vicino al modello ideale. È necessario quindi che i vari concorrenti sul mercato siano tutti su un piano di parità, che  siano liberi da vincoli o aiuti esterni, che abbiano esclusivamente come obbiettivo la massimizzazione del profitto nel rispetto di ogni vincolo normativo ed etico in relazione al servizio fornito e alle modalità organizzative interne comprese ovviamente il rispetto dei diritti dei lavoratori dipendenti e collaboratori o appaltatori esterni. D’altra parte, visto che stiamo parlando di servizi di pubblica utilità, è indispensabile che l’ente locale che appalta la gestione dei servizi mantenga un attentissimo controllo sulla qualità del servizio fornito che deve rimanere entro gli standard definiti in ogni punto dell’ambito territoriale interessato ed in ogni momento.

 

Tanto premesso

 

interrogo il Presidente della Provincia e l’Assessore competente

 

per sapere:

 

·        quali strumenti politici ed amministrativi può utilizzare la Provincia di Trento per garantire che l’applicazione dell’articolo 15 del decreto legge 135/09 relativo all’adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica venga calibrata sulle esigenze e peculiarità della nostra provincia al fine di portare effettivamente un miglioramento dei servizi stessi senza causare una dispersione di esperienze, competenze e di posti di lavoro attualmente garantiti dalle attuali società pubbliche o a maggioranza pubblica che gestiscono tali servizi;

 

·        se è praticabile e utile la creazione di un unico soggetto di dimensioni provinciali misto a partecipazione pubblica e privata, a maggioranza pubblica, per la gestione dei servizi idrici e di igiene ambientale a cui possa essere affidata la gestione dei servizi pubblici locali in oggetto in modo che l’indirizzo generale nella gestione di un bene pubblico primario come l’acqua rimanga in mano pubblica.