#TRENTO, approvato il bilancio, la maggioranza tiene. Il Sindaco: «Segni la ripartenza del dialogo tra partiti»

«Ho sentito dire che la città è ferma, che ci vuole una ripartenza» ha detto Andreatta all'inizio della sua replica, giunta al termine di una settimana di dibattito sul bilancio 2016, occasione per un confronto e un riassetto programmatico per l'amministrazione cittadina. Sono parole usate soprattutto dal Patt, «opposizione» nella maggioranza, ma anche dalle frange dissidenti dell'Upt. «La dimensione politica - dibatte il sindaco - ha subito qualche battuta d'arresto in questi mesi ma la città non si è affatto fermata. I servizi e i programmi sono andati avanti».
F. Gottardi, "L'Adige", 23 dicembre 2015

 

Andreatta ammette la necessità di fare autocritica. «Ma - aggiunge subito - ci vuole un recupero del dibattito politico. Non abbiamo bisogno di anestetici da banco. Abbiamo bisogno di una fiducia nei partiti e nel rapporto tra giunta e consiglio. Io disponibile a riannodare i fili del dialogo ma la mia disponibilità ma non è unilaterale. Nei tanti interventi ho sentito rivolgersi a sindaco e giunta con proposte a volte contraddittorie e con poca volontà di fare sintesi. Se devo confrontarmi con venti o trenta posizioni diventa difficile, spero che torni la capacità dei partiti di svolgere il loro ruolo».

Tra le novità riguardanti il bilancio c'è l'accoglimento di alcuni emendamenti strategici proposti dalle minoranze, che in cambio hanno sgomberato il campo da quelli, centinaia, presentati per fare ostruzionismo. Come richiesto in particolare da Lega Nord, Civica Trentina e Forza Italia, ma anche dall'Altra Trento a Sinistra, è stata dimezzata la cifra, inizialmente 300.000 euro, prevista per ingaggiare nomi di peso chiamati a portare idee per il nuovo piano regolatore. Il sindaco ha difeso l'idea di ingaggiare buoni consulenti esterni, elencando i temi su cui potrebbero essere d'aiuto: «Il tema del ripensamento delle aree produttive - ha detto - è importante, il passaggio da bosco ad agricolo anche così come quelli del paesaggio e dell'identità. Bisogna pensare a un Piano degli insediamenti storici, fare un ragionamento sulla perequazione, gestire i processi partecipativi, pensare alla carta del paesaggio e alle reti forti. Qualche studio per tutto questo necessario». Ma tant'è, si farà di necessità virtù puntando comunque al potenziamento del servizio urbanistica, che il sindaco vuol potenziare.

A proposito di urbanistica il sindaco ha parlato anche dello scontro con la Provincia sulla collocazione del Not, rivendicando la coerenza del Comune nel difendere l'ipotesi via Desert, individuata proprio a Palazzo Thun tra una rosa di ipotesi dodici anni fa. Ma è parso di scorgere un'apertura quando ha dato spago alla Provincia e a Rossi nella distinzione tra Not, ospedale provinciale, e cittadella della salute, cioè luogo di cura con annessi e connessi i servizi amministrativi dell'azienda sanitaria e gli spazi necessari per la crescita futura. «Su questo chiederò chiarimenti alla Provincia» ha detto. Ammettendo implicitamente che nel secondo caso la prospettiva di spostarsi a Mattarello potrebbe essere più digeribile.

Ha poi rivendicato impegno e passi avanti sul tema della sicurezza impegnandosi a fare di più per combattere in futuro l'accattonaggio.
La delibera di bilancio è stata ritoccata anche concedendo al centrodestra un impegno di spesa di 100.000 euro per uno studio di fattibilità per un parcheggio da 1.300 posti nell'area ex Sit, ma solo «compatibilmente con la realizzazione anche della futura realizzazione delle autocorriere» prevista. E la nave va. A vista. Aspettando che i partiti eleggano i loro ammiragli per vedere se sapranno dialogare con capitan Andreatta.

 

Parcheggio all’ex Sit, parla Andreatta «Un’idea compatibile e di buonsenso», "Corriere del Trentino", 23 dicembre 2015

Dopo cinque sedute e uno sprint finale, il bilancio del Comune è stato approvato nella notte scorsa. Un percorso quasi di psicanalisi, talvolta aspro e figlio di un momento d’intensa dialettica dentro e fuori la maggioranza. Ora che l’ostacolo è stato saltato, il sindaco pensa già al futuro. Ieri, a poche ore dal voto, ha incontrato i cittadini per gli auguri di Natale. Un modo per ricominciare con energia e ottimismo. «Il bilancio mi ha arricchito — dice Alessandro Andreatta — ora possiamo ripartire insieme, dopo una pausa di riflessione». A una condizione: l’impegno dev’essere collettivo. Quanto all’accordo con la minoranza, definito con pazienza per approvare l’articolato, il primo cittadino parla di «soluzioni di buonsenso». Compreso il progetto preliminare per realizzare un maxi-parcheggio da 1.300 posti all’ex Sit: «Era già inserito nel Pum». La Provincia, che lì pensava al trasferimento della stazione delle corriere, «capirà». 


Sindaco, il bilancio è stato approvato. Ora che il dibattito è finito, quali sono le misure di cui va particolarmente orgoglioso? 
«Innanzitutto è un bilancio equilibrato, attento a tutte e a tutti. Non mi riferisco solo alle donne e agli uomini della città, penso a tutte le famiglie, alle associazioni, alle categorie, al territorio nel suo complesso, comprese le circoscrizioni e i sobborghi. È un bilancio equilibrato, poi, perché siamo ancora in tempo di crisi. Qualche spiraglio c’è e stiamo cercando di uscirne insieme». 


Quanto alle misure concrete: quali i pilastri? 
«Con tutte le premesse fatte, per noi è importante dire no, con convinzione, all’aumento delle tasse e delle tariffe, perché il cittadino non può essere gravato da nuovi costi. Ma diciamo anche dei “sì”. Vogliamo ridurre ancora la spesa pubblica, così come accade in ogni famiglia. Diciamo sì anche agli investimenti, proviamo a creare nuove opere per dare lavoro ai nostri artigiani e alle nostre imprese. C’è poi un capitolo che ci sta a cuore e ci preoccupa: le politiche sociali. Abbiamo registrato la segnalazione delle famiglie che faticano a pagare l’affitto e le bollette. In questo bilancio ci sono interventi rivolti a loro, a chi non riesce ad arrivare a fine mese. Il Comune c’è e intende accompagnarli con dignità. Grande attenzione anche alle scuole. Oltre al nuovo asilo nido di Ravina, ricordiamo l’inaugurazione nel 2016 di quello di Martignano. Poi importanti ristrutturazioni: le “Bresadola”, le medie di Gardolo, le elementari di Sardagna. Ristruttureremo e amplieremo anche l’istituto primario Schmid. Per noi le scuole sono il luogo dove investire nel futuro». 


L’approvazione del bilancio, nella notte tra lunedì e martedì, ha chiuso un’intensa sessione ricca di interventi, talvolta aspri nei suoi confronti. Ha ritenuto ingenerose le critiche? 
«È stato un bilancio molto partecipato: se escludiamo gli assessori e la presidente del consiglio, hanno preso parola 32 consiglieri su 33. Il primo aspetto da considerare è questo: c’è voglia di partecipare e io apprezzo davvero tale sentimento. In seconda battuta emerge il protagonismo dei consiglieri: hanno molte cose da dire, offrono spunti, idee. Il ventaglio di temi affrontati è straordinario e tutto ciò è molto bello, ne faremo tesoro. Certo, nel dibattito ci sono state anche molte critiche, talvolta dure e pesanti, ma va bene così: il sindaco deve saper accettare le critiche e rispondere». 


In Aula ha detto che è pronto a fare autocritica, ma la ripartenza nel dialogo tra forze politiche implica impegno collettivo. Cosa intende e come si immagina tale ripartenza? 
«Tutti dobbiamo dialogare di più, questo deve essere un punto fermo. Tutti ci facciamo carico dei problemi e delle soluzioni, tutti crediamo in questa città. Se si cambia, quindi, si cambia tutti: ho invocato volontà di fare un po’ più di sintesi. Tuttavia non può essere solo il sindaco, in Aula, a sintetizzare le istanze: la prima elaborazione va fatta nei partiti, nelle coalizioni e all’interno nell’Aula, prima ancora, appunto, del sindaco. L’ho detto in modo discreto e lo ribadisco: abbiamo bisogno del ritorno del ruolo dei partiti. Perché non sfruttare anche quel prezioso luogo di elaborazione che sono le commissioni?». 


Nella sua relazione e nella replica prima del voto, ha nuovamente parlato di ripartenza: cosa intende? 
«La ripartenza non è una falsa partenza. Ripartire, per chi come me ama la montagna, significa riavviarsi dalla malga per poi arrivare al rifugio, fino alla vetta. Ripartire, dunque, significa tornare in cammino dopo una pausa, non per tornare indietro ma per proseguire il percorso. Questo bilancio mi ha arricchito di idee e ora siamo pronti a ripartire insieme».

 
Con la minoranza s’è trovato un accordo: la realizzazione del parcheggio all’ex Sit potrebbe costituire un problema con la Provincia, che lì pensa allo spostamento della stazione delle corriere? 
«La Provincia non è contraria a creare parcheggi in una zona centrale della città. C’è l’idea di spostare la stazione delle autocorriere, è vero. Ma un parcheggio può andare anche due piani sotto, oppure due sopra. Ne parleremo, ma la Provincia capirà». 


La mediazione è costata molto alla maggioranza? 
«Le mediazioni sono sempre mediazioni, ma sono state di buonsenso: la democrazia è fare la volontà della maggioranza, ma nel rispetto della minoranza. Molte richieste dell’opposizione erano nelle corde della maggioranza e, ricordiamo, all’ex Sit era già previsto un parcheggio dal Piano urbano della mobilità (Pum), quindi non è nulla che non avessimo già programmato».

 
Crede che l’arrivo del 2016 farà superare questi mesi politicamente delicati? 
«La politica, come diceva Alberto Pacher, è buonsenso, pazienza, capacità di relazionarsi con le persone. Ed è proprio così: ci siamo incamminati nella strada giusta, ora chiedo a tutti di fare la propria parte. Il sindaco lo farà, l’ho promesso: però l’impegno e l’autocritica non devono essere unilaterali». 


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