«Il mio Pd torni a decidere. Si parta dal congresso»

Serve un partito che abbia una linea e decida. Giacomo Pasquazzo, giovane sindaco Pd di Ivano Fracena, dice la sua sui contorsionismi del Pd. Invocando un congresso. «Il Partito Democratico del Trentino - afferma l’amministratore - dovrebbe essere unito. Dovrebbe cercare di indicare un orizzonte. Purtroppo si è passati dallo scontro di qualche mese ad una fase di evanescenza odierna».
"Trentino", 7 dicembre 2015

 

«Certo, il Pd è un partito in cui il dialogo anche acceso non manca. Ed è un bene che ci sia un vivo confronto. Ma serve riportare tutto ad un orizzonte e soprattutto ad una decisione sui tanti temi d'attualità. E per questo urge un confronto interno chiaro nel merito. Insomma un congresso che apra una stagione di decisione politica del Pd». Quasi un richiamo al decisionismo di Renzi, quello di Pasquazzo. «Decidere è una prerogativa della politica. Quindi del centrosinistra autonomista e del Pd. Non guardiamo al passato, fatto di discussioni interne al Pd del Trentino: forse nell'ultimo congresso provinciale si è discusso più dell'ultimo congresso nazionale che dei temi locali... È il caso semmai di costruire fino in fondo e con pazienza un Pd del Trentino che tenga conto di città e territori, del Trentino nella sua complessità».

Quei territori che chiedono attenzione sugli ospedali periferici. «Il tema della sanità è emblematico rispetto alla esigenza cogente ed improcastinabile delle decisioni. Torniamo ad essere una coalizione protagonista di scelte anche se impopolari ma lungimiranti. Il percorso sugli enti locali è esemplare sulla lungimiranza dei territori e sulla esigenza di pensare ad un futuro fruibile a tutti. Le scelte in campo sanitario nel Pd, per esempio, sono state deliberate dall'Assemblea e credo che vadano portate avanti nei luoghi di confronto di coalizione.

Non si possono delegittimare le scelte di una maggioranza interna limpida... Su questo serve una chiarezza di fondo e serve serietà». Sulle palesi divisioni interne, Pasquazzo afferma: «Io credo che sia ora di tornare a decidere ed una volta deciso a livello di partito, è doveroso assumere una decisione come coalizione. Il Pd poi non deve avere paura di essere aperto e di indicare temi (sanità, fattorie sociali, trasporti), di essere propositivo e di ritrovare sé stesso, al di là dei nomi. Sono preoccupato dal tasso di litigiosità interno che si respira anche in questi giorni e da incontri organizzati in modo separato da varie “aree”. Dovrebbe essere il momento del merito». Ha le idee chiare il sindaco: «Un partito confederato con il nazionale, un partito che è parte del Pse per difendere l'autonomia anche in Europa. Se anche altri condividono questi orizzonti, sono benvenuti. Per favore però, torniamo sui territori uniti e torniamo a parlare con le persone».


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