#TRENTO, prove di dialogo tra PD e Patt

Prove di dialogo tra Pd e Patt a Palazzo Thun per evitare che la crisi sfoci in una caduta della giunta Andreatta. Ieri sera i democratici hanno incontrato il sindaco in attesa della verifica di maggioranza di domani. Il capogruppo Paolo Serra ostenta ottimismo: «Siamo fiduciosi che si andrà avanti. Al vertice vedremo cosa verranno a dire gli altri partiti della coalizione e in che modi lo faranno. È ormai chiaro che ci sono consiglieri che non si si sentono rappresentati dai partiti in aula: Panetta ha detto che lui è dell'Upt... Ma qui stiamo parlando di questioni personali, non di strategia politica».
L. Marognoli, "Trentino", 24 novembre 2015

Il Pd in questa circostanza si è dimostrato coeso. E nei giorni scorsi ha anche fatto la voce grossa con gli alleati, minacciando di mandare tutti a casa se i franchi tiratori non torneranno nei ranghi: «I nodi vanno risolti, certo: non si può andare avanti con il patema d'animo». Però Serra sembra accontentarsi anche di un “cessate il fuoco” temporaneo: «Probabilmente si congelerà tutto, in attesa dei congressi di Upt e Patt. Sarebbe già un risultato, perché l'importante è fare le cose concrete per la città».

Parole distensive anche da Franco Panizza, segretario provinciale delle Stelle alpine: «Non posso parlare per il gruppo comunale, ma credo di poter dire che non ci sono divergenze e fratture insanabili. Nessuna volontà di rompere alleanze e destabilizzare la coalizione: semplicemente di renderla più forte, con un intento costruttivo. Nel concreto, sui problemi della città vogliamo essere coinvolti di più. Abbiamo una sezione che è molto vivace nel portare proposte e lamentiamo il fatto che sono prese poco in considerazione dall'amministrazione e che il sindaco tende a fare da solo. Si tratta di trovare un metodo che valorizzi di più le idee di tutti».

Intanto è bastata la parola magica “dimissioni”, anche se pronunciata nell’incontro fra sindaco e capigruppo di maggioranza allo scopo di scoraggiare strappi pericolosi, per scatenare la fantasia delle minoranze, che già sognano il ritorno alle urne. Claudio Cia, l’ex candidato sindaco, è stato contattato da più partiti delle opposizioni per chiedergli di “scaldare i motori” in vista di una nuova campagna elettorale, invito che il consigliere provinciale della Civica sembra però intenzionato a declinare. Se davvero si dovesse andare di nuovo al voto, è opinione comune nel centrodestra che ad esprimere il candidato sindaco dovrebbe essere la Lega pigliatutto che alle elezioni era stata il partito più votato.È decisamente prematuro parlarne.

Ma intanto in un nota Cia parla di un Andreatta «appeso a un filo» e suona la carica. «Patt e Upt - dice l’esponente della Civica - sono sempre più insofferenti e scontenti di un sindaco che non ha saputo assicurare le careghe promesse, perché questo è il nocciolo della questione. Tutte le altre recriminazioni sono chiaramente degli alibi». «Ora che i nodi sono venuti al pettine, per il bene della città speriamo vadano tutti a casa. In tal caso il centrodestra deve essere pronto per ripresentarsi unito. Trento potrebbe diventare il laboratorio dove scoprire che si può governare anche senza il Pd». Ci pensa Paolo Serra a raffreddare i bollenti spiriti delle minoranze: «Siamo contenti per loro, che credono ancora nelle favole».

 

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Trento, il sindaco «apre» ai capigruppo. Il Patt: una prima risposta alla richiesta di più confronto, "L'Adige", 24 novembre 2015

«Lo considero un atto distensivo da parte del sindaco» dice Alberto Pattini , capogruppo del Patt. «Ma lo si è già fatto in passato» dice il capogruppo del Pd, Paolo Serra , minimizzandone la portata. L'«atto distensivo» è la pre-riunione dei capigruppo con il sindaco Alessandro Andretta , convocata alle 16.45 di ieri, preparatoria della conferenza dei capigruppo delle 18, fissata per definire l'ordine del giorno delle tre sedute del Consiglio comunale della prossima settimana. «Il sindaco ci ha convocati per la pre-riunione con un messaggio: l'ha già fatto altre volte per chiarire in anteprima quali delibere la Giunta porterà in aula. Il dibattito politico sulle ultime vicende non c'entra nulla». Pattini, tuttavia, ci vede quella disponibilità ad un maggior confronto che gli autonomisti da tempo sollecitano al sindaco. 


Della vicenda politica che ha incrinato pesantemente i rapporti nel centrosinistra autonomista al governo della città capoluogo, cioè dell'«impallinamento» del sindaco Andreatta da parte di sei franchi tiratori di maggioranza nella seduta della scorsa settimana, s'è però discusso ieri sera in due incontri distinti, appena chiusa la conferenza dei capigruppo: uno tra i consiglieri del Patt; l'altro, annunciato, tra i consiglieri del Pd con il sindaco. Incontri convocati per sondare gli umori delle due forze politiche in vista del summit che conta, quello di domani sera di Andreatta con tutti i capigruppo e i segretari-coordinatori dei partiti di maggioranza. Perché i «mal di pancia», legati anche ad una dimensionale personale, e quindi di fiducia, nei confronti del sindaco, sono esplosi assai evidenti nel Cantiere civico democratico, spaccato al suo interno e in fibrillazione per l'appuntamento congressuale di gennaio, e nel Patt. Ma non mancano nemmeno nel Pd, il partito del sindaco. «Ma i mal di pancia passano, come l'influenza» dice Paolo Serra «e da parte dei consiglieri del Pd c'è sempre stata compattezza, al momento del voto. Da parte di tutti». Il riferimento è al consigliere Alberto Salizzoni , l'ingegnere che nella passata consigliatura presiedeva la commissione urbanistica e non ha gradito l'esclusione dalla giunta.


Quanto all'ordine del giorno della raffica di consigli della prossima settimana, si comincia con una convocazione straordinaria il 30 novembre (ultima seduta utile), per votare l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione (15 milioni di euro) che l'allentamento del patto di stabilità ha liberato per i Comuni. Nelle sedute dell'1 e 2 dicembre, il Consiglio sarà chiamato a deliberare sulla proposta di modifica dello statuto comunale: una modifica all'articolo 19 sul referendum di iniziativa popolare, punto su cui i rappresentanti del Movimento 5 Stelle avanzeranno, in aula, la richiesta di abbassare ulteriormente il quorum. All'ordine del giorno è stata messa anche la delibera con cui il centrodestra (primo firmatario Andrea Merler della Civica Trentina) chiede di annullare in autotutela il provvedimento con cui l'aula ha designato i due rappresentanti del Consiglio di biblioteca e archivio storico, nominando (nel segreto dell'urna) per le minoranze Antonia Romano dell'Altra Trento a Sinistra, in luogo di Antonio Coradello . Il Consiglio comunale dovrà poi deliberare sulla riduzione, con contestuale aumento, del capitale di Trento Funivie spa e una variante in deroga al Piano regolatore generale per consentire l'aumento dei volumi della cantina dell'Azienda Vinicola Bailoni di Ravina.

 

Maggioranza, ore decisive per Andreatta. Il sindaco prepara l’exit strategy dopo la debacle in aula. Consiglieri, deleghe in arrivo: ma non subito, M. Giovannini, "Corriere del Trentino", 24 novembre 2015

A Palazzo Thun l’attenzione è alta. In molti, in queste ore, si chiedono quale sarà la strategia che il sindaco Alessandro Andreatta metterà in atto domani sera, nell’incontro con i vertici dei partiti del centrosinistra cittadino, per cercare di appianare le divergenze interne alla sua maggioranza

Ieri la delicata situazione della coalizione è stata oggetto di un confronto interno alla giunta. A qualche giorno dalla bocciatura in aula della delibera (firmata dal primo cittadino) sulle modifiche al regolamento del personale, con il voto negativo di sei «franchi tiratori» del centrosinistra, l’esecutivo ha affrontato con franchezza i nodi aperti. Commentando le varie ipotesi — più o meno fondate — emerse in questi giorni e soffermandosi su assetti e metodo. Allontanata — dallo stesso sindaco — la prospettiva di dimissioni, ieri Andreatta ha parlato con i suoi assessori anche della «voce» di un rimpasto, pure questa negata con forza. Quanto alle debolezze interne alla coalizione, il quadro rimane abbastanza chiaro: se da un lato infatti a minare fin dall’inizio la stabilità della maggioranza sono le scelte «esterne» fatte dal sindaco per la composizione della giunta, dall’altro esiste un problema di metodo che in questi giorni più di una forza politica ha messo in evidenza, sollecitando Andreatta a cambiare registro. 


Proprio su questo si giocherà, probabilmente, il confronto di domani tra il sindaco, i capigruppo e i segretari politici della coalizione. Ai rappresentanti della maggioranza, Andreatta chiederà quella «lealtà» che ha invocato già all’indomani dello «sgambetto» in aula sulla delibera del personale. «Un atto di irresponsabilità politica» aveva osservato subito il primo cittadino. E sul tavolo finiranno inevitabilmente anche i mal di pancia individuali, sfociati mercoledì scorso nella bocciatura «nascosta» dallo scrutinio segreto. Se, in questo senso, il capogruppo del Pd Paolo Serra si è detto fin dall’inizio certo della compattezza del suo gruppo (almeno su questa partita, anche se i mal di pancia non mancano nemmeno in casa dem), diverso è il quadro negli altri due partiti: nel Cantiere Panetta e Castelli saranno difficilmente recuperabili, mentre nel Patt in più di un’occasione i vari consiglieri hanno presentato documenti «scomodi». 


È probabile che in un quadro così frastagliato Andreatta mostri domani di accogliere l’invito a un metodo più partecipato, con più incontri di maggioranza e un confronto più fitto all’interno della coalizione. Difficile, invece, che già nella riunione di domani il primo cittadino metta sul piatto le discusse deleghe da affidare a qualche consigliere: una mossa che potrebbe passare come semplice strategia per garantirsi il consenso degli esponenti più scomodi nelle prossime votazioni e non come una scelta ragionata sulla base delle reali competenze dei rappresentanti della maggioranza (senza contare che, in questo momento, qualche consigliere potrebbe rifiutare l’incarico). È scontato, in ogni caso, che le nomine arriveranno a stretto giro. 


L’urgenza, per il sindaco, è comunque quella di stemperare il più possibile il clima e di ottenere dai partiti una certa garanzia di lealtà in vista delle prossime partite. A fine mese l’aula dovrà approvare (necessariamente entro il 30 novembre) la variazione di bilancio sull’avanzo di amministrazione, mentre entro la fine dell’anno dovrà arrivare il via libera sul bilancio. A Palazzo Thun, in realtà, in pochi pensano davvero a una debacle di Andreatta sulla manovra finanziaria: difficilmente la maggioranza farà mancare i voti sulla delibera che rappresenta una sorta di «voto di fiducia», con il rischio concreto di tornare quindi alle urne. Più facile, invece, prevedere percorsi a ostacoli sulle altre delibere, a partire dal piano commerciale (previsto a gennaio) e dal nuovo Prg. Tornerà in aula, tra l’altro, anche la delibera sui rappresentanti nel consiglio di biblioteca, che già aveva provocato brividi. 


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