#MORI - Barozzi è sindaco

È Stefano Barozzi (sostenuto da Pd, Patto Civico per Mori-Upt e Insieme per Mori) il nuovo sindaco di Mori: arrivando al ballottaggio con un buon vantaggio (il 43,3% dei consensi contro il 25,5% dell’avversario), ha battuto con un margine molto più ridotto (54,4% contro il 46,6%, 2.342 voti a 1.965) lo sfidante Cristiano Moiola (candidato di Patt, Futuro e Autonomia e Civica Trentina, con il sostegno informale al secondo turno della Lega Nord) e ora succede a colui di cui finora è stato vice, Roberto Caliari, il quale rimarrà comunque come consigliere comunale.

In deciso calo, di quasi dieci punti percentuali, l’affluenza rispetto al primo turno: 4.483 votanti (il 57,6% degli aventi diritto) contro i 5.222 (67,1%) del 10 maggio. Barozzi era il grande favorito sia prima che dopo il primo turno, con un patrimonio di 901 voti (il 17,8%) di vantaggio da gestire in vista della tornata di ieri, quando poi il margine è sceso a 377 voti (7,8%), con Moiola che ha recuperato il 10%. Questo perché lo sfidante in vista del secondo turno si era attrezzato siglando un accordo politico con la Lega Nord, assicurandosi il sostegno del Carroccio e, almeno in linea teorica, il suo 13,9% di voti.

Per completare il “ribaltone” sarebbero serviti però anche un po' di voti dei grillini (17,3%, 875 voti), i quali però non si sono chiaramente schierati: Barozzi rispetto al primo turno ha preso solo 149 voti in più (forse qualche pentastellato: con la vittoria di Barozzi i 5 Stelle avranno due consiglieri anziché uno), mentre Moiola ha fatto quasi il pieno dei voti del primo turno suoi e della Lega (1.996), con 739 persone che sono rimaste a casa.

Con il successo di Barozzi, alla coalizione del centrosinistra andranno 12 consiglieri (5 del Pd, 4 di Patto Civico per Mori-Upt, 2 di Insieme per Mori, più Barozzi), alla coalizione di Moiola 3 (2 del Patt più Moiola), al Movimento 5 Stelle 2 e alla Lega Nord 1: il Consiglio sarà composto per la maggioranza dal sindaco Barozzi, da Patrizia Caproni, Massimo Tonetta, Vincenzo Ciaghi, Paolo Battocchi e Alice Calabri in quota Pd, da Nicola Mazzucchi, Flavio Bianchi, Lucia Silli e Alessandro Sosi in quota Patto Civico e da Roberto Caliari e Cristian Bertolini in quota Insieme per Mori, con all'opposizione Moiola, Paola Depretto (Patt), Valter Gazzini (Patt), Renzo Colpo (candidato sindaco del Movimento 5 Stelle), Nicola Bertolini (M5S) e Fiorenzo Marzari (candidato sindaco della Lega Nord). A secco di consiglieri Futuro e Autonomia e la Civica Trentina di Claudio Civettini, che quindi non si troverà a dover scegliere tra Consiglio provinciale e comunale. 

 

Il neosindaco "incorona" Mazzucchi vice

Il primo commento: «Ha vinto l’amore del fare». Moiola: «Soddisfatti, noi avevamo tutti contro»
«Ha vinto l’amore del fare contro l’amore del criticare»: sono le prime parole da sindaco di Mori di Stefano Barozzi. «È in ogni caso - ha aggiunto - un successo per tutti i moriani, a cui dedico la vittoria. Vittoria che dedico anche a chi non c’è più, a chi ci ha lasciato da poco, a chi mi è stato vicino in questi mesi e a mio papà».

Le priorità più immediate? «La linea della partecipazione e della vicinanza del cittadino - spiega Barozzi - sarà un aspetto fondamentale della mia amministrazione. Ci serve la vicinanza della comunità: non si amministra da soli, ma con una squadra e con tutti i cittadini. Dopodiché per noi saranno cruciali le politiche ambientali, oltre che l’istruzione e la formazione».

Come sarà la squadra di governo? «Il vicesindaco sarà Nicola Mazzucchi, ma tutti i nostri eletti sono figure valide, competenti, che conoscono già bene la nostra amministrazione. Vedremo di trovare una squadra che possa andare bene. Ma io voglio tenere unito tutto il gruppo dei 54 candidati. Il nuovo statuto ci ha dato l’impegno di aprire più tavoli, il tavolo dei giovani, dello sport, della cultura, dell’informatica, delle associazioni di frazione, quindi tutte le rappresentanze dovranno essere ben utilizzate».

Il rapporto con l’opposizione? «Non ho apprezzato le uscite delle ultime settimane di Moiola, ma voglio pensare siano state dettate dalla gioventù e dall’inesperienza. In precedenza i rapporti con lui e con le forze che rappresenta erano buoni e potranno tornare a esserlo. Marzari è stato in Consiglio per cinque anni e apriremo un canale con il M5S. Dal punto di vista dei numeri non ci saranno problemi, ma vogliamo comunque coinvolgere tutti nelle scelte». «Sono abbastanza contento - commenta da parte sua Moiola - considerando che Barozzi ha vinto di pochissimo, confermando i voti del primo turno. Purtroppo l’affluenza è calata del 10%. Dovevamo recuperare quasi il 20%, al primo turno perdevamo 3-1, dovevamo rivolgerci alle altre forze politiche: la Lega credo sia andata a votare per noi, i 5 Stelle no. Involontariamente i grillini hanno consegnato la vittoria a Barozzi, fino all’altro giorno possibilista sul gassificatore. Noi comunque ci riteniamo soddisfatti, essendo partiti da zero e avendo contro Pd, l’Upt di Mellarini e il sindaco uscente. Barozzi comunque non rappresenta di certo il centrosinistra autonomista. Il Patt nel 2010 aveva l’11%, adesso siamo arrivati al 21% tra Patt, Futuro e Autonomia e miei voti personali. Scandaloso che l’ex Patt Mazzucchi, per cinque anni critico all’opposizione, oggi si scopra alleato e vicesindaco di questa maggioranza: di certo non rappresenta il mondo autonomista». (m.cass.)

 

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MORI - Mori ha deciso di premiare la continuità. Stefano Barozzi, vicesindaco uscente, è stato eletto con il 54,4% dei voti. La sfida del ballottaggio però è stata tutt'altro che scontata: l'avversario Cristiano Moiola, sostenuto dai voti della Lega Nord, è riuscito a raggiungere il 45,6%, partendo dal 25,5% del primo turno.
«Questa è stata la vittoria del fare contro il criticare; comunque sarò il sindaco di tutti» sono state le prime parole del neo eletto Barozzi, portato in trionfo dai suoi sostenitori che ieri notte hanno atteso i risultati davanti ai seggi di via Scuole.
Come era prevedibile il ballottaggio ha dovuto pagare dazio all'astensionismo: alle urne si sono recati 4.483 moriani, il 57,6% contro il 67,1 del 10 maggio. Proprio su questo dato si è concentrato lo sconfitto. «Rispetto al primo turno ottocento persone sono rimaste a casa. Mori ora è un paese spaccato, la vittoria di Barozzi è stata minima», è stata l'analisi a caldo di Cristiano Moiola.


In termini assoluti la coalizione formata da Pd, Patto Civico-Upt e Lista Insieme ha guadagnato 249 voti rispetto a due settimane fa: in totale 2.342 cittadini ieri hanno sostenuto Barozzi. «Mori ha premiato la moderazione, ha dimostrato di non aver apprezzato la scelta avventurista di destra ed è emerso un nuovo rapporto con l'elettorato che aveva scelto i 5 Stelle», ha messo in evidenza il segretario del Pd moriano, Lanfranco Cis.
Rispetto al primo turno Moiola è riuscito ad allungare di 673 voti, arrivati quasi certamente tutti dalla Lega Nord. Il giovane segretario del Patt, quindi, non è riuscito a lusingare i grillini. «Calcolando che partivamo da zero gliela abbiamo fatta sudare. Come Stelle Alpine siamo cresciuti del 10%», ha aggiunto il candidato sconfitto.

Moiola porta in consiglio Paola Depretto e Valter Gazzini, mentre con la vittoria di Barozzi il Movimento 5 stelle riesce a far sedere nell'aula consiliare, oltre al candidato sindaco Renzo Colpo, anche Nicola Bertolini.
La squadra di Barozzi, invece, potrà contare su Patrizia Caproni, che quasi sicuramente si riprenderà un assessorato, Nicola Mazzucchi, già nominato vicesindaco, i consiglieri uscenti Massimo Tonetta, Vincenzo Ciaghi e Cristian Bertolini, Paolo Battocchi e Alice Calabri, Flavio Bianchi, Lucia Silli, Alessandro Sosi e il sindaco uscente Roberto Caliari.
«Con me c'è un patrimonio di 54 splendide persone dalle quali partire. Non abbiamo ceduto ai falsi richiami del centrodestra e questa coerenza è stata premiata», ha detto Barozzi, che in riferimento al suo agguerrito avversario chiosa: «Ha tutta la vita davanti da dedicare alle battaglie politiche. Questa ultima settimana è stata difficile. Dedico la vittoria a tutti i moriani, a chi ci ha lasciato e a mio papà».


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