«Territoriale è vincere le comunali»

Elisa Filippi domenica scorsa si è sentita proporre dalla «rivale» Giulia Robol di prendere lei le redini del Pd trentino e non ci poteva credere. È vero che era anche il suo compleanno, ma l'offerta più che un regalo sembrava avere l'aspetto di un pacco esplosivo. Eppure la leader della minoranza del partito, che l'anno scorso era stata la più votata alle primarie ma non abbastanza per assicurarsi la maggioranza assoluta dell'assemblea, ha deciso di rischiare.
"L'Adige", 25 febbraio 2015



Elisa Filippi tutti dicono che è stata coraggiosa a provarci. Ma è coraggio o incoscienza?
Non sono incosciente perché non ho detto che sono disponibile a qualsiasi costo. È stata una sorpresa per me ma questa disponibilità mi è stata richiesta quasi da tutti e dunque non potevo rifiutare. Però ho chiesto del tempo per fare una proposta politica chiara sulla base di due condizioni: la condivisione più ampia possibile, quindi non un cambio di maggioranza, e dall'altra un mandato pieno nella volontà di valorizzare tutte le componenti del partito. Vediamo se questa condivisione ci sarà. È evidente che non è scontato.
C'è chi dice che andare subito al congresso avrebbe reso tutto molto più chiaro. Anche lei avrebbe potuto giocarsela. Perché tentare una segreteria unitaria con questa assemblea così esacerbata e insidiosa?
Questa è la sfida enorme. La domanda che faccio è questa: vogliamo essere come Partito democratico all'altezza delle aspettative dei nostri militanti e degli elettori del Trentino. Se diciamo di sì, allora sulla base di una chiara proposta politica ci siamo, se invece lasciamo prevalere rancori, antipatie e personalismi, allora la scommessa si perde. Ma questo lo si vedrà in questi giorni. Ci sono dei temi importanti che possono essere affrontati all'interno del partito non necessariamente in una fase congressuale. E li affronteremo. A me preme molto dire che si discuterà di tutto, ma in questo momento il tema più importante per noi è adoperarsi per le elezioni amministrative e il sostegno al governo provinciale. Queste sono le due priorità.
Quindi lei dice che gli altri temi come l'idea di un Pd più territoriale e autonomo da quello nazionale o il rapporto con Dellai sono questioni non prioritarie ora per il Pd?
Questi sono temi che vanno affrontati, ma io dico che la migliore prova che possiamo dare adesso per dimostrare che il Pd è un partito territoriale è vincere le elezioni comunali. Perché se le perdiamo possiamo anche discutere tra di noi se siamo territoriali o no ma più territoriale delle comunali non so cosa ci sia.
Però su questi temi le altre mozioni le chiederanno di dire come la pensa. No?
Certo, ma in assemblea l'altra sera anche Fabiano Lorandi ha detto che per lui se ne può discutere al congresso ma anche in una sorta di congresso permanente. Ci sono momenti di elaborazione politica anche all'interno del partito. Anche il Pd nazionale ha avviato un gruppo di lavoro, coordinato da Orfini, che diventerà una conferenza permanente proprio per definire la forma partito. Un partito può riflettere su se stesso anche senza andare a congresso. Ma, ripeto, se ci saranno le condizioni. Ho chiesto una settimana di tempo per fare la proposta. Poi vedremo. 


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