ROVERETO - Upt per Laezza, ma resta sola

È Giovanni Laezza il nome su cui punta l'Upt per le primarie del centrosinistra autonomista a Rovereto. Primarie che i centristi vorrebbero per scegliere il prossimo candidato a sindaco. Ma martedì sera gli esponenti dell'Upt hanno trovato le porte chiuse nel vertice di maggioranza con il Pd, il Patt e l'Adc. 
"L'Adige", 11 dicembre 2014


Formalmente Pd e Adc si sono già espressi martedì sera a caldo, dicendo che loro andranno avanti sulla ricandidatura di Andrea Miorandi. Il Patt, formalmente, si è preso ancora una giornata di tempo, ma ieri in serata stava decidendo con il suo direttivo cittadino nella direzione di un rinnovato sostegno a Miorandi, tanto che per questa mattina è attesa una conferenza stampa in cui i tre partiti annunceranno che si presenteranno con Miorandi candidato a sindaco. Una scelta che aprirà sicuramente una frattura con l'Upt, o quantomeno con una sua consistente parte. Perché va detto che anche dentro l'Unione per il Trentino le cose non sono scontate, avendo due assessori (di cui uno vicesindaco) in giunta con Miorandi, che potrebbero sganciarsi dal partito di Donatella Conzatti. E su questo versante sicuramente si attendono altre fibrillazioni nelle prossime settimane, se non nei prossimi giorni.
L'altra sera Roberto Maffei, Beppino Graziola e Alessandro Giori si sono presentati agli alleati ripetendo la loro linea, espressa finora, ossia che non vogliono Andrea Miorandi e che per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra si dovessero svolgere le primarie di coalizione. La questione prosegue ormai da settimane, con critiche anche pesanti al sindaco in carica da parte dei centristi. Sotto accusa ci sono diverse questioni, non ultima l'idea che il sindaco sia distante dai problemi della città, ma in particolare c'e la vicenda viabilità e la «tangenziale» da sempre oggetto di polemiche. Una proposta che gli altri alleati rigettano, perché la considerano un affare di pertinenza provinciale e non comunale.
E hanno ovviamente presentato il nome di Laezza, in subordine quello della dirigente provinciale Livia Ferrario. Laezza da parte sua si sente in corsa. Con i giornalisti non intende parlare, pur ammettendo di essere a disposizione su una ipotesi di coalizione, cioè se il centrosinistra attualmente al governo ritiene di valutare anche la sua ipotesi, per un criterio di pluralità. Laezza ha fatto sapere nei giorni scorsi a Marco Graziola, segretario cittadino del Patt, e a Fabiano Lorandi, segretario roveretano del Pd, che lo hanno incontrato recentemente, che il suo nome potrebbe allargare la coalizione di centrosinistra verso mondi più orientati al centro dello schieramento politico. Tuttavia Laezza non è uno sprovveduto, sa che le ipotesi di una sua candidatura sono abbastanza remote, anche se gli pare che ci sia troppa fretta. Da qui a giugno, si sa, possono succedere tante cose. 
Tuttavia Pd, Patt e Adc ormai sono in corsa e non intendono recedere da Miorandi. Questo apre un problema serio, perché i dirigenti dell'Upt hanno deciso di non sostenere il sindaco uscente. La frattura, al momento pare inevitabile, con il rischio molto serio che l'Upt resti isolata e per di più con i «ribelli» interni che vogliono restare con il sindaco Miorandi, a iniziare dal vicesindaco Gianpaolo Daicampi e dall'assessore Leone Manfredi, che potrebbero abbandonare il partito. Tantopiù dopo la scelta di Lorenzo Dellai, abbracciata anche da Daicampi convintamente.
Oggi potrebbe partire la resa dei conti dentro l'Upt con la segretaria Conzatti. Quel che è certo è che questa vicenda non sarà indolore.


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