Scoppia il «caso LaVis». Il Pd stoppa Rossi

Si annuncia una seduta calda oggi in giunta provinciale. Sul tavolo arrivano due delibere delicate e finanziariamente pesanti, sulle quali il via libera del Partito democratico non è scontato. Sono 24 i milioni di euro in ballo: 10 milioni riguardano il leaseback a favore della cantina LaVis attraverso Cooperfidi, un’operazione che il presidente della Cooperazione Diego Schelfi ha definito «una boccata d’ossigeno» per la cantina ancora in difficoltà finanziaria; gli altri 14 milioni sono il pacchetto che la giunta ha previsto di destinare al taglio dell’addizionale Irpef per i redditi fino a 28 mila euro.
"Trentino", 23 giugno 2014



Salvataggio LaVis
. La delibera in questione, che sarà presentata dall’assessore Tiziano Mellarini (Upt), competente sulla Cooperazione, autorizza Cooperfidi ad acquistare una parte della cantina, utilizzando 10 milioni di euro del fondo immobiliare, e prevedendo che un soggetto terzo (commercialista o revisore contabile) esamini il piano industriale della LaVis. Ma è proprio sul piano finanziario e industriale della cantina che il Pd vuole vederci più chiaro. L’ultimo bilancio ha chiuso con una perdita di 6,7 milioni e debiti per 116 milioni.

Lo stop del Pd. I tre assessori Pd - il vicepresidente Alessandro Olivi, le assessore Donata Borgonovo Re e Sara Ferrari - hanno fatto il punto ieri sera per concordare la linea unitaria che terranno stamani in giunta. E alla fine hanno deciso che chiederanno di rinviare la delibera di qualche giorno, per avere prima un confronto con Cooperazione, Cooperfidi e la stessa LaVis. «È una delibera arrivata all’ultimo e che invece doveva essere fatta sedimentare - è il ragionamento degli assessori dem - no agli interventi una tantum, c’è bisogno di capire se l’intervento di leaseback è inserito in un progetto più ampio di rilancio».
I dubbi riguardano l’intero gruppo consigliare. Luca Zeni, che ha seguito la vicenda, spiega: «Stiamo parlando di uno dei tre grandi poli vitivinicoli, insieme a Cavit e Mezzacorona, ricordiamoci che quando è esploso lo scandalo si scoprì un debito di 90 milioni di euro. Oggi i revisori certificano che il bilancio non si chiude senza i 10 milioni di leaseback. Dobbiamo chiederci se questo salvataggio ha una prospettiva o se rischiamo di dare di nuovo ossigeno e ritrovarci tra due anni punto e a capo. E interroghiamoci sulle prospettive: servono tre grandi cantine in Trentino?».
Invita alla cautela anche Bruno Dorigatti: «Serve un progetto di rilancio credibile, altrimenti è una perdita di denaro pubblico che si limita a tamponare una falla». Ma LaVis ha bisogno che la giunta approvi la delibera entro il 30 giugno per inserire i 10 milioni a bilancio.

Taglio dell’Irpef.
Arriva oggi in giunta anche la delibera che riduce dall’1,23% allo 0,9% l’addizionale regionale all’Irpef per i redditi fino a 28 mila euro. Una scelta per rilanciare i consumi che la Provincia aveva fatto nella Finanziaria, e che torna in discussione alla luce del bonus Irpef da 80 euro del governo Renzi per i redditi fino a 26 mila euro. Un bonus che - diversamente da come si era ipotizzato - non avrà un effetto sul gettito della Provincia, la quale avrà comunque un esborso di pari entità (50 milioni) sul fronte di maggiori accantonamenti. La misura provinciale vale 14 milioni : un budget sul cui utilizzo il vicepresidente Alessandro Olivi, sostenuto dai sindacati, ha chiesto un «surplus di riflessione»: «Chiediamoci se ha più senso aggiungere 8 euro al mese di bonus agli stessi beneficiari o se non sia meglio dirottare quelle risorse su altre misure, sgravi Irap, ammortizzatori, politiche del lavoro per i giovani».