Rossi vede Renzi: «Blindare l’autonomia»

TRENTO Non è ancora una “clausola di salvaguardia” scritta nero su bianco nel testo che riformerà il Senato e il Titolo V della Costituzione, ma il principio sembra assodato: le autonomie speciali non potranno vedere un arretramento delle loro prerogative sancite dagli statuti di autonomia. Il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani lo ha esplicitamente richiamato nel corso dell’incontro di ieri mattina a Palazzo Chigi con il premier Matteo Renzi.
C. Bert, "Trentino", 21 marzo 2014

Concetto ripreso poco dopo nel suo intervento anche dal governatore della Lombardia Roberto Maroni. Un risultato non scontato per i presidenti delle Province di Trento e Bolzano, Ugo Rossi e Arno Kompatscher, che rientrano dalla loro due giorni a Roma portando a casa un patto ben saldo tra le autonomie speciali ma anche un’importante saldatura con le Regioni ordinarie.
«Siamo all’inizio di un cammino che sarà lungo - commenta Rossi, che ieri ha anche pranzato con il sottosegretario alla presidenza del consiglio (ed ex ministro degli affari regionali) Graziano Delrio - e lavoriamo sul filo».
Renzi ha fretta di dare segnali e ieri ha annunciato che il nuovo testo di riforma, che terrà conto anche delle richieste delle autonomie locali, sarà pronto entro al massimo due settimane. Un gruppo di lavoro ristretto lavorerà sul testo del disegno di legge, e a rappresentare le autonomie speciali è stata scelta non a caso la governatrice del Friuli Debora Serracchiani, che è nella segreteria del Pd e molto vicina a Renzi.
«Quello con Renzi è stato un incontro positivo sotto il profilo della volontà riformatrice che è emersa», ha commentato ieri Ugo Rossi, ma ha subito aggiunto che «restano molti i nodi da sciogliere»: la composizione del nuovo Senato che si trasformerà in una Camera delle autonomie (formata dai presidenti delle Regioni, delegati delle Regioni e sindaci), le sue competenze («I territori devono poter partecipare ai processi legislativi più importanti», ha detto ieri Rossi), la nuova regolamentazione delle competenze concorrenti tra lo Stato e le Regioni (che la riforma del governo vuole eliminare riportando tutto in capo allo Stato, dall’energia al turismo passando per l’urbanistica e le grandi reti). E in questo quadro Trento e Bolzano puntano a blindare la propria autonomia. Nel primo vertice che Rossi e Kompatscher hanno avuto il mese scorso con Renzi, il premier aveva assicurato che la riforma non avrebbe riguardato Trentino e Alto Adige.
E il neosottosegretario Pd Gianclaudio Bressa ha ribadito nei giorni scorsi di ritenere superflua anche la norma di salvaguardia nel disegno di legge costituzionale. Ma Rossi e Kompatscher non sembrano pensarla così: «Noi dobbiamo essere sicuri - spiega il governatore trentino - che la nostra autonomia non faccia passi indietro». Il cammino sarà lungo, appunto. (ch.be.)



Convegno in Senato, il sottosegretario agli affari regionali Bressa rassicura sugli aspetti finanziari  «Specialità garantite dalla Costituzione»
"Trentino", 21 marzo 2014

ROMA «Gli aspetti finanziari delle specialità non sono un privilegio, ma un diritto costituzionalmente garantito»: lo ha detto il sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa ieri mattina in Senato al convegno sulla revisione del Titolo V della Costituzione organizzato dal gruppo parlamentare “Per le Autonomie” di Palazzo Madama.
«Riteniamo sia un grave errore considerare le Autonomie speciali come anacronistiche e superate - ha detto Karl Zeller della Svp aprendo i lavori - I buoni esempi di autogoverno andrebbero presi come modello per una buona amministrazione vicina alle esigenze dei cittadini. Sia il Governo Letta che il Governo Renzi hanno riconosciuto il valore delle Autonomie speciali ed hanno fino ad ora dimostrato con fatti concreti di rispettare i nostri statuti e di avere la volontà di rafforzarli. Per noi è di fondamentale importanza che nella nuova riforma costituzionale venga ancorata e possibilmente potenziata la nostra specialità. Ci impegneremo affinché le nostre competenze secondarie diventino competenze primarie».
Bressa ha rassicurato tutti: «Possiamo affermare che l'articolo 116 della Costituzione (che riguarda le specialità) non verrà toccato. Ma le specialità devono essere parte attiva nella politica di risanamento finanziario. Ciò significa che le specialità non possono sottrarsi alla solidarietà nazionale (articolo 119 Costituzione), al pari lo Stato non può aggirare il principio negoziale (articolo 116). Occorre, dunque, rispettare il principio della leale collaborazione».