Scalfi attendista Robol: io in corsa

Con il suo 30% di voti e i suoi delegati in assemblea, Vanni Scalfi sarà decisivo nel ballottaggio tra Elisa Filippi e Giulia Robol per la segreteria del Pd. «Siamo una squadra che ha fatto un percorso insieme e insieme discuteremo e decideremo», annuncia il coordinatore cittadino del Pd di Trento. E mette in chiaro: «Nessun patto e nessun orientamento già preso, nessuna trattativa spartitoria soprattutto. Noi siamo disponibili a decidere in modo trasparente partendo dalle cose da fare e non dalle persone».
C. Bert, "Trentino", 18 marzo 2014

Il rinnovamento del Pd, avverte Scalfi, dovrà partire anche da qui, dal metodo: «C’è un ballottaggio tra la prima e la seconda, ora è il tempo delle scelte politiche. Aspetto che Giulia e Elisa mi spieghino cosa vogliono fare e con chi. In realtà ho già un’idea abbastanza chiara di cosa ha in mente Giulia, ed è abbastanza diversa da quello che ho in mente io, mentre non ho capito bene l’idea di Elisa». Diversa in cosa, l’idea di Robol? «Per esempio sulle Comunità di valle, o sull’idea di un suo grande sostenitore, Gigi Olivieri, sull’idea di fondersi con l’Upt». E per Scalfi «la differenza la faranno le persone che Elisa e Giulia proporranno per i ruoli chiave del partito e i margini di autonomia che sapranno ritagliarsi rispetto ai loro big di riferimento». Un punto questo su cui Scalfi ha più volte battuto in campagna elettorale, criticando l’appoggio della vecchia guardia del partito alle sue due sfidanti, Pinter, Olivieri, Nicoletti, Tonini. Se Scalfi aspetta prima di schierarsi, Giulia Robol, arrivata seconda con 2462 voti (il 32,25%), si mostra più che mai battagliera e non dà affatto per scontata l’elezione a segretaria della prima classificata, Elisa Filippi.
«Da queste primarie non sono usciti vincitori. Si andrà al ballottaggio tra me e Elisa, perché così dice il regolamento, ma anche Vanni sarebbe pienamente legittimato a essere in corsa, perché siamo sostanzialmente tutti lì». E quindi - aggiunge Robol - non ci sarebbe nessun sovvertimento del voto se alla fine il segretario eletto in assemblea non fosse Elisa Filippi». «E cosa sovverti? - incalza l’assessora roveretana della giunta Miorandi - qui parliamo di un delegato in più o in meno in assemblea. Altra cosa sarebbe se il primo arrivato avesse raggiunto il 40% e il secondo fosse staccato di 20 punti, ma non è così».
Partita tutt’altro che chiusa dunque, quella per la segretaria provinciale. «Ci sono tre candidati sostanzialmente alla pari, ora è necessario che si apra un confronto su un progetto politico più che sui nomi - insiste Robol - questa non è una competizione tra me e Filippi, ma su cosa vogliamo far diventare il Pd. Non è vero che pensiamo tutti più o meno le stesse cose».
E quindi? «Vanni e io siamo più vicini sull’idea di partito, un Pd più solido fondato sulla disciplina e su regole di gioco di squadra. A lui riconosco anche un’autonomia di giudizio maggiore dal suo riferimento nazionale, Civati, rispetto a quella di Elisa che appoggia Renzi a prescindere da cosa fa». Proprio Elisa Filippi ieri si è presa una «giornata di riflessione» come l’ha definita. Ma sul risultato ribadisce quanto detto a caldo domenica sera: «Rivendico il mio risultato e credo che nessuno possa prescindere da questo. Anche perché - rimarca - il mio, a differenza di Robol, è un consenso provinciale molto omogeneo».
Per tutti e tre i candidati resta la riflessione sul brutto risultato dell’affluenza: 7717 votanti, un terzo dei partecipanti abituali. «La scarsa partecipazione mette in discussione un po’ l’intera operazione - osserva Robol - ti chiedi questo grande sforzo organizzativo a cosa porti, se invece di avvicinare le persone alla politica non rischi di allontanarle. Lo scandalo dei vitalizi ha certo pesato ma penso che dobbiamo riflettere soprattutto sul fatto di aver abusato dello strumento delle primarie». E Scalfi: «Abbiamo due strade: dire che abbiamo vinto tutti, all’italiana, oppure essere più seri e dire che ha perso il Pd». 


Nuova assemblea: Elisa avanti su Giulia per soli tre eletti, "Trentino", 18 marzo 2014
TRENTO Nuova assemblea, vecchie conoscenze. Gigi Olivieri, ex deputato, oggi assessore in Comunità di valle, si conferma vero ras di valle e recordman di preferenze nella nuova assemblea provinciale del Pd: 395 i voti conquistati, di cui 320 solo nella sua Pinzolo. Dietro di lui, sul podio, l’avvocato Gennaro Romano, in lista con Vanni Scalfi: 272 voti, di cui 67 conquistati a Gardolo (tutti di pakistani).
Al terzo posto l’assessore comunale alla cultura di Trento Andrea Robol, lista Filippi: 229 preferenze. A seguire Ennio Pangrazzi di Pellizzano, Luisa Filippi e Marco Laezza di Rovereto, Roberta Calza consigliera a Trento, Stefania Giacometti di Storo.
Ieri la commissione di garanzia del partito presieduta da Rino Sbop ha proceduto allo spoglio delle preferenze per assegnare i 64 seggi dell’assemblea ai tre candidati (oggi tornerà a riunirsi per il verbale e affronterà anche il «caso stranieri»): 24 sono andati a Elisa Filippi, 21 a Giulia Robol (che ha conquistato anche il seggio assegnato alle minoranze liguistiche, andato al cimbro Davide Nicolussi Moz con 98 voti), 19 a Vanni Scalfi. Una differenza di soli tre seggi tra le due candidate che andranno al ballottaggio: decisiva sarà la scelta dei 19 eletti nelle liste del terzo classificato, Scalfi. L’assegnazione dei seggi nelle liste dei vari collegi è avvenuta secondo il principio dell’alternanza uomo-donna: quindi, nel caso in cui il primo eletto è un uomo, il secondo seggio viene attribuito alla donna più votata, anche se ha ricevuto meno preferenze di altri uomini. Ne è uscita un’assemblea profondamente rinnovata.
Tra le conferme quella appunto del più votato, Luigi Olivieri, e poi Gennaro Romano, il consigliere provinciale Alessio Manica, la segretaria di circolo dell’Argentario Monica Ioris, Cristina Casagrande, Vera Rossi che ha fatto il pieno di voti per Scalfi a Cembra, Margherita Mottes, il roveretano Giovanni Curia. Tutti gli altri sono nuovi. Tra questi spiccano nomi più noti, come quello dell’ex parlamentare Lucia Fronza Crepaz (eletta con Scalfi), volto dei Focolari e neoiscritta al Pd, che pure si è fermata a soli 62 voti; l’avvocato Monica Baggia (eletta con Robol); il presidente della Comunità della valle dei Laghi Luca Sommadossi (per Robol), l’assessore comunale di Trento Andrea Robol (per Filippi), i consiglieri comunali di Trento Elisabetta Bozzarelli e Alberto Salizzoni (per Scalfi), l’assessora comunale a Rovereto Luisa Filippi (per Robol), ex assessora a Storo Stefania Giacometti (per Scalfi), la vicesindaco di Storo Giusi Tonini (per Robol), Marco Laezza consigliere comunale a Rovereto (per Filippi), il presidente del Parco di Paneveggio Giacobbe Zortea (per Robol), il consigliere comunale di Pellizzano Ennio Pangrazzi che ha conquistato ben 226 preferenze (per Robol), l’ex segretario organizzativo dei Ds Giuliano Andreolli. Entrano in assemblea anche tanti volti giovani come Elena Mendini, Rudi Chistè, Cecilia Meggio accanto ai già citati Filippi, Laezza, Rossi, Bozzarelli.
 



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Robol punta a vincere al ballottaggio, L. Patruno, "L'Adige", 18 marzo 2014

Giulia Robol  è determinata a giocarsi fino in fondo la partita per la conquista della segreteria del Pd del Trentino, anche se il voto degli elettori delle primarie ha dato un vantaggio a  Elisa Filippi, che ha ottenuto il  37,37%  dei consensi e  24  membri dell'assemblea provinciale contro il suo  32,25%  e  21  delegati. Terzo è arrivato  Vanni Scalfi  con il  30,22%  che gli ha fruttato un «pacchetto» di  19  delegati. Lo statuto del partito prevede che se alle primarie nessuno dei candidati ottiene la maggioranza assoluta dei membri dell'assemblea provinciale a scegliere il segretario siano i 64 membri dell'assemblea stessa, con un ballottaggio fra i primi due.
La sfida dunque ora si riduce al duello fra Elisa Filippi e Giulia Robol.
«Il regolamento - ricorda  Giulia Robol  - prevede il ballottaggio fra i primi due. Nel 2009 fu bypassata questa regola con un accordo unitario fra i candidati di allora, ma questa volta abbiamo detto tutti di non voler ripetere quella scelta e io penso che sia giusto perché l'assemblea deve esercitarsi a decidere. Vorrei spostare l'attenzione dalle persone al progetto politico e trasparente e su questo i delegati saranno chiamati a decidere senza alchimie. Piuttosto che cercare accordi strani preferisco stare all'opposizione». E sulla differenza fra lei e Filippi, Giulia Robol dice: «Mi sembra che il progetto politico di Elisa sia appiattito su quello renziano nazionale. Io mi sento più libera di critica e mi piacerebbe costruire un Pd del Trentino più vivace di quello che è attualmente, che mi sembra moribondo. Il dato dell'affluenza alle primarie è stato negativissimo, qualcosa nel meccanismo delle primarie si è inceppato e mi chiedo quanto siamo rappresentativi».
Sul fatto che l'assemblea possa eleggere segretaria del Pd chi è arrivata seconda alle primarie Robol dice: «Questa è la regola dei ballottaggi anche per i sindaci chi arriva primo al primo turno poi può perdere al ballottaggio» Elisa Filippi  non è però disposta ad accettare l'idea che nel duello in assemblea si azzeri l'indicazione venuta dagli elettori delle primarie e dice: «Io rivendico l'importanza dell'affermazione con il maggior numero di consensi alle primarie e soprattutto con una omogeneità di consensi a Trento, Rovereto e nelle valli. C'è un aspetto regolamentare, è vero, ma anche un'analisi politica da fare. Già l'affluenza è stata scarsa e non c'è tanta fiducia nei confronti del Pd, se poi si fanno accordi extra invece di dare sostanza alla proposta che ha ottenuto i maggiori consensi alle primarie non mi sembrerebbe molto corretto».«Operativamente - aggiunge Filippi - non so cosa avverrà. Serve l'impegno di tutti e io intendo presentare una proposta politica a tutti i delegati in assemblea, per cercare convergenze politiche non accordi strumentali in termini spartitori».
Nella disfida fra Filippi e Robol decisivo sarà il posizionamento di  Vannni Scalfi  e dei 19 delegati approdati con lui in assemblea. Scalfi lo sa bene ed è determinato a far pesare quel 30% di consensi che la sua proposta è riuscita a raccogliere nella distribuzione così omogenea dei consensi fra i tre candidati alla segreteria.«Noi - dice Scalfi - ascolteremo i progetti che Giulia ed Elisa ci presenteranno, cosa vogliono fare e a chi vogliono far fare cosa. Poi insieme agli eletti in assemblea decideremo».
Scalfi respinge poi il sospetto di aver deciso di candidarsi proprio per ritrovarsi a fare da ago della bilancia fra Robol e Filippi e quindi essere determinante, come è effettivamente accaduto, per la vittoria dell'una o dell'altra.
«Io - dice Scalfi - non ho fatto nessuna operazione di condizionamento. Avevo deciso di candidarmi alla segreteria già un anno fa e sono andato avanti per la mia strada. Sono molto contento del consenso ottenuto anche se non ho vinto». Scalfi non dice se si sente più vicino a Robol o a Filippi: «Ci sono tanti pro e contro sia per l'una che per l'altra. L'unica cosa che escludo per certo è che si arrivi a un accordo unitario. Non fa bene alla politica. Il partito ha bisogno di una maggioranza e una minoranza e l'accordo unitario del 2009 ci ha lasciato le macerie di questi 7.700 voti alle primarie».
E invece il senatore  Giorgio Tonini, sostenitore di Elisa Filippi, vista la divisione sostanzialmente in tre del partito, propone all'assemblea una gestione unitaria come accadde nel 2009. «Io - dichiara Tonini che era candidato alla segreteria con Nicoletti, Pinter e Veronesi - farei come abbiamo fatto noi, riconoscendo a Nicoletti l'essere primus inter pares, anche se oggi c'è chi dice che non va fatto. Per me ha dato risultati positivi visto che abbiamo vinto tutte le elezioni, anche se è mancato un obiettivo da coppa del mondo che è la presidenza della Provincia. È l'unica alternativa alla guerra per bande o all'accordo di potere, visto che non c'è una evidente differenza di proposta politica». 

- Robol-Scalfi, prove di accordo. Filippi: io prima, farò una proposta.
Alla renziana 24 seggi. la sfidante roveretana ne ha 21, A. Papayannidis, "Corriere del Trentino", 18 marzo 2014