ROSY BINDI in Trentino a sostegno di Michele Nicoletti

"L'Adige", 23 maggio 2009
Garbata ma pungente. Rosy Bindi non si tira indietro nel rispondere alla domanda sulla scelta del presidente Lorenzo Dellai di non sostenere il suo alleato forte in Provincia, il Pd, alle europee.

«Il voto è libero - sorride - e lo sono anche le dichiarazioni di voto. Spero in un grande del risultato del Pd perché noi stiamo dalla parte degli europeisti. Temo invece che le forze sostenute dal presidente Dellai avranno posizioni diverse rispetto a quelle che servono al suo Trentino». «Un Trentino - ricorda l'ex ministro - del quale si parla come modello. Ma vorrei ricordare che in questo "modello Trentino" il Pd è un alleato importante, addirittura determinante per la sua elezione». La parlamentare spende una battuta anche sul nuovo «scontro istituzionale» tra Provincia e governo dopo che il ministro pugliese Raffaele Fitto ha impugnato davanti alla Corte costituzionale sia la riduzione dell'1% dell'Irap per gli agricoltori sia la legge che consente il varo del comune di Ledro: «Lui (Silvio Berlusconi, ndr) non riesce a diminuire le tasse come aveva promesso - risponde Rosy Bindi - Quindi non capisco perché non possa lasciar fare chi lo fa». L'ex ministro è in regione assieme al 71enne europarlamentare uscente Vittorio Prodi in campagna elettorale con il candidato trentino Michele Nicoletti. I temi dell'incontro sono ambiente ed energia. Bindi non è tenera nemmeno sull'opzione del nucleare: «Prima di parlare di questo - osserva - l'Italia dovrebbe installare tanti pannelli solari quanti ne ha la Germania». Per Prodi questa scelta «non è coerente con i bisogni dell'Italia» mentre per Bindi una strategia diversa potrebbe riavvicinare il Belpaese agli Stati Uniti dopo la svolta di Obama. «Il nucleare è una delle bandiere ideologiche di questo governo», insiste la parlamentare del Pd. Sulla vicenda Mills, Rosy Bindi chiede almeno che «il presidente del consiglio rinunci al Lodo Alfano per chiarire la sua posizione». Nicoletti rileva il paradosso di questa prossima consultazione: «L'Europa conta sempre più nella vita dei cittadini - ammonisce - ma i cittadini rischiano di contare sempre di meno nelle sue determinazioni». Il candidato trentino auspica un cambio di maggioranza (non più con il timone in mano ai popolari che hanno avallato scelte che hanno concesso troppo al libero mercato) e punta su scelte condivise con la gente per quanto riguarda la montagna e anche ad «agganciare il rilancio economico al rispetto per l'ambiente».


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