MEZZOLOMBARDO - Anna Maria Helfer in testa con il 36, 88 % si prepara al ballottaggio


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A. Tomasi, "L'Adige", 5 maggio 2009
Improvvisamente il viso di Anna Maria Helfer si distende. Non ha vinto, ma è in testa e ora, forte del suo 36,88%, si prepara al ballottaggio.

È la prima a presentarsi, in bicicletta, davanti alla sede della scuola elementare, dove per tutta la mattina di ieri (e buona parte del pomeriggio), si è atteso l'esito del voto. Sostenuta da quattro liste, l'imprenditrice di centro («Sono vicina all'Udc, ma non sono iscritta»), fuoriuscita dallo schieramento di centro destra, è ora in corsa verso il municipio con la coalizione di centro sinistra. Con Francesco Betalli , il suo avversario, non farà nessun faccia a faccia. «Non credo che ce ne sia bisogno. Ormai i cittadini ci conoscono. Io sono una donna che parla poco e fa molto. Gli elettori mi hanno capita». Con le sue 1.304 preferenze, Helfer si sente più tranquilla rispetto a qualche giorno fa. «Intanto voglio ringraziare chi ha creduto in me». In questo periodo di campagna elettorale sono arrivate molte telefonate da Trento? «Nessuno mi ha chiamata dalla Provincia, se è questo che intendiamo». Sì. Nessun consiglio? Nessuna indicazione? «Assolutamente no. E questo è il vincolo che avevo messo io. I voti che ho raccolto mica sono stati spinti da Trento... Sono io che mi sono occupata di tutto. È una grande soddisfazione: come donna, sono riuscita ad emergere senza l'aiuto di nessuno». La parte del leone, nella sua coalizione, l'ha fatta il Patt, seguito da Upt, Mezzolombardo democratica e Uniti per la comunità. Il giorno della vittoria parziale («Aspettiamo di vedere come si mettono le cose: adesso inizia un'altra campagna elettorale») Anna Maria Helfer e i suoi alleati devono fare i conti con Paolo Mazzoni . È lui - l'ex assessore, ex dell'amministrazione uscente, l'avvocato dal passato Dc e leader della lista Civica di Mezzo - a fare da ago della bilancia. Corteggiato da destra e sinistra, potrebbe fare pendere il peso verso Helfer, visto che i rapporti con Betalli sono praticamente inesistenti. Certo, non potrà dare il proprio sostegno solo in nome della simpatia personale. Ieri i bene informati parlavano di possibile ruolo da vicesindaco e di due assessorati, da mettere sul piatto. Anna Maria Helfer su questo non vuole e sbilanciarsi: «Sì l'altra sera, al teatro, Mazzoni l'ha detto: io e lui siamo la continuità. E in effetti lui sarebbe l'alleato naturale. Di più non dico, anche perché devo confrontarmi con i miei, con le liste che mi hanno portata fino a qui». La candidata alla poltrona di sindaco appare sicura. «La campagna elettorale è stata dura, cruda. In queste settimane mi è stato detto di tutto. Mi hanno detto anche che, stando in questa coalizione, rischio di subire la sudditanza psicologica». Ma lei si dice pronta a dire dei no al presidente Dellai? «Io ho sempre ragionato con la mia testa. Io fatto un percorso di 9 anni in un gruppo. Ho maturato un'esperienza. Ora apro una nuova parentesi: vado avanti con i progetti per la Mezzolombardo del futuro». A chi, anche nei giorni scorsi, le ha fatto notare che non sarà facile gestire una coalizione così eterogenea, risponde: «Non saremo litigiosi. Ci confronteremo sull'attuazione del programma, al di là delle diverse sfaccettature». Gli amici e i supporter le stanno accanto. C'è chi ha fatto notare che finora ha mostrato solo il lato più dolce. «Ma le ho spiegato - ci dice un suo fan - che adesso deve tirare fuori gli attributi». Da candidata, quale deve essere la priorità di Mezzolombardo? «Non si può mica ridurre tutto ad un tema. Ci sono tante questioni da affrontare. Penso, in particolare, alle nuove chance di sviluppo di Mezzolombardo: un punto sui cui il collega Mazzoni ha battuto molto durante la campagna elettorale. Io credo nelle politiche del lavoro: hanno chiuso tante aziende dove la maggior parte del personale era composto da donne. Bisogna concentrarsi su questi problemi e poi sulle politiche per la famiglia». Rivendica un ruolo di primo piano: «Se non ci fossi stata io nella precedente amministrazione, certi servizi alle famiglie, alle donne e all'infanzia non sarebbero stati promossi».