FINANZIARIA 2013 - Approvati 3 ordini del giorno del consigliere MATTIA CIVICO

 1°) Reperire risorse economiche per continuare a catalogare i libri del Catalogo Bibliografico Trentino, salvando dalla disoccupazione i lavoratori dello cooperative chi si occupano di tale lavoro.
2°) Favore e promuovere la piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva riconoscendo appieno il valore della lingua dei segni italiana (LIS) e aggiornando il catalogatore per sostenere l’acquisto di ausili audio fonetici di ultima generazione.
3°) Riqualificare l’assistenza territoriale valorizzando i medici di medicina generale e riconoscere il diritto dei minori ancorché figli di stranieri al pediatra di libera scelta.
Roberto Bortolotti, 14 dicembre 2012

Prosegue la discussione in Consiglio provinciale del disegno di legge n. 347 che detta disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2013 della Provincia autonoma di Trento e seguendo l’ordine dei lavori si stanno trattando i vari ordini del giorno presentati dai consiglieri.

Tra ieri e oggi tre o.d.g., presentati dal Consigliere Mattia Civico, sono stati sottoposti all’attenzione dell’aula e da questa approvati.

Ordini del giorno che, seppur intervenendo in tematiche diverse fra loro, hanno il comune filo conduttore di favorire un miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti del Trentino; partendo dalle attività culturali, passando all’inserimento delle persone sorde e per favorire l’assistenza territoriale medica valorizzando la funzioni dei medici di medicina generale..

Qui di seguito vi diamo brevemente conto dei contenuti dei tre o.d.g. approvati.

ODG approvato relativo a: “Catalogazione dei libri nel Catalogo Bibliografico Trentino”

Da anni la Provincia per la catalogazione dei libri si avvale di appalti a società che forniscono il personale specializzato e solo negli ultimi 5 anni sono stati inseriti oltre 130.000 record, dando un apporto decisivo al funzionamento delle biblioteche. Per l’anno 2013 è previsto un taglio drastico dei fondi destinati a questo scopo per il Servizio beni librari e il Servizio attività culturali della PAT. Si tratta del 60% delle risorse, che segue un taglio del 20% avvenuto nel 2012. Per un taglio quantificabile in 200.000 €. Questi tagli porteranno ad una situazione di immediata disoccupazione per una parte del personale addetto e al rischio della continuità aziendale di alcune società del settore.

Il consigliere Civico ha presentato un ordine del giorno, approvato dal Consiglio, che impegna la Giunta provinciale a:

1)  a confermare l’impegno nella attività di catalogazione nell’ambito dei beni librari e del sistema bibliotecario trentino, affinché continui l’investimento nella catalogazione, promozione, tutela e messa a disposizione del patrimonio librario.

2)  a reperire nell’ambito del bilancio le risorse necessarie a garantire gli obiettivi di cui al punto 1;

3)  a evitare che le riduzioni previste abbiano effetti sulla situazione occupazionale e, nei casi in cui eventualmente non fosse possibile evitare una contrazione delle posizioni lavorative, impegnare la agenzia del lavoro a inserire le professionalità disponibili all’interno dei processi di esternalizzazione riferiti in particolare ai settori della cultura e dell’educazione.

ODG approvato relativo a: “Interventi per promuovere la piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e il riconoscimento della lingua dei segni italiana (LIS)”

In riferimento alla parte del ddl 347 che contiene disposizioni in materia di politiche sociali, sanitarie, abitative e del lavoro. In particolare l’articolo 46 (l.p. n. 15 del 2012).modifica la legge provinciale riguardante la tutela delle persone non autosufficienti.

Considerata l’importanza di promuovere il recupero funzionale e sociale della persona affetta da deficit dell’udito per migliorare le opportunità di vita indipendente riconoscendo l’importanza della lingua dei segni italiana, in acronimo LIS, che è finalizzata a favorire la comunicazione tra udenti e persone sorde. La definizione "lingua italiana dei segni" sottolinea che si tratta di una lingua vera e propria con una propria struttura fonologica, morfologica e sintattica, di un linguaggio silenzioso di grande valore umano. In questo contesto di sensibilità, facendo riferimento anche a tutta la legislazione nazionale e ai deliberati dell’ONU il consigliere Civico ha presentato l’ordine del giorno approvato del Consiglio che impegna la Giunta provinciale a:

1. a promuovere nell'ambito delle azioni finalizzate al recupero funzionale e sociale delle persone affette da minorazioni, anche attraverso interventi personalizzati volti a migliorarne le opportunità di vita indipendente, azioni volte a favorire l'integrazione sociale delle persone sorde e la loro partecipazione alla vita collettiva anche attraverso il riconoscimento della lingua dei segni italiana (LIS) come strumento di ausilio e di comunicazione di tipo visivo-gestuale, che utilizza una serie di segni compiuti con una o con entrambe le mani, ad ognuno dei quali corrisponde uno o più significati, sostenendo, altresì, l’utilizzo di apparecchi acustici e di ausili tecnici per le disabilità uditive, ivi compresa la fornitura di presidi innovativi e di apparecchi tecnologicamente avanzati;

2. a promuovere l'insegnamento della LIS nelle scuole primarie e secondarie, anche attraverso la formazione degli educatori e l’adozione di specifici servizi di sostegno finalizzati a ridurre le difficoltà comunicative dell’alunno sordo e ad assicurarne la piena partecipazione alle attività educative ai sensi dell’articolo 74 della legge provinciale della scuola (legge provinciale 7 agosto 2006, n. 5) sostenendo, inoltre, l’utilizzo della LIS nei rapporti con la pubblica amministrazione provinciale;

3. a promuovere, nel riconoscimento dei ruoli istituzionali e delle competenze che i diversi soggetti operanti sul territorio esprimono, iniziative finalizzate alla formazione e all'aggiornamento multidisciplinare e interprofessionale degli operatori che sono impegnati nelle attività di integrazione delle persone sorde, anche avvalendosi del supporto di istituti e centri formativi ai sensi dell'articolo 18 della legge provinciale 10 settembre 2003, n. 8 (legge provinciale sull'handicap) e a sostenere la diffusione della LIS nell'ambito dell'attività di informazione e comunicazione con particolare riferimento al servizio pubblico radio-televisivo, anche attraverso il coinvolgimento del Comitato provinciale per le comunicazioni, al fine di assicurare la traduzione simultanea nella LIS e/o mediante la sottotitolazione la realizzazione di trasmissioni di informazione e di particolare interesse;

4. a definire con deliberazione nell’ambito della disciplina sulle prestazioni aggiuntive rispetto a quelle previste dai livelli essenziali di assistenza di cui all’articolo 16, comma 5, della legge provinciale sulla tutela della salute (l.p. n. 16 del 2010) i criteri di valutazione delle richieste in ordine alla fornitura di ausili ad alto contenuto tecnologico per le disabilità uditive non compresi nel vigente nomenclatore tariffario ma necessari in relazione a specifiche situazioni di bisogno;

5. a trasmettere alla competente commissione consiliare permanente entro sei mesi dall’approvazione del presente atto una relazione sulle iniziative adottate al fine di dare attuazione a quanto previsto nei punti precedenti;

6. ad utilizzare a copertura degli adempimenti organizzativi e amministrativi implicati dai precedenti punti di impegno, le risorse finanziarie previste sulle corrispondenti unità previsionali di base.

ODG approvato relativo a: Riqualificazione dell’assistenza territoriale e valorizzazione dei medici di medicina generale”

 

La legge provinciale sulla tutela della salute prevede che i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta costituiscano parte integrante del servizio sanitario provinciale e rappresentino, anche in forma fra loro associata, riconoscendo loro di

a)ascoltare, valutare e prendere in carico i bisogni degli assistiti;

b) accompagnare i pazienti nel percorso di diagnosi, cura e riabilitazione;

c) dare continuità di cura e assistenza;

d) seguendo i criteri indicati da strutture e i servizi sanitari e socio-sanitari.

Il medico di base costituisce, quindi, il primo e indispensabile collegamento tra il servizio sanitario e il cittadino.

In un contesto caratterizzato da continui cambiamenti e da una forte riduzione delle risorse pubbliche, a cui deve seguire una razionalizzazione dei processi di spesa senza compromettere la qualità e la quantità dei servizi offerti, si pone il problema di una ridefinizione dell’assetto complessivo della medicina di base nell’ambito dell’assistenza primaria. Serve avviare una riflessione sull’adeguatezza dell’assetto della medicina generale per:

Favorire la collaborazione tra medici di medicina generale e il personale sanitario operante presso le strutture ospedaliere;

Sostenere forme di aggregazione sul piano dell’organizzazione dell’assistenza territoriale, promuovendo l'offerta integrata delle prestazioni dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, della guardia medica, della medicina dei servizi e degli specialisti ambulatoriali anche attraverso un’adeguata dotazione strutturale, strumentale e di servizi;

Rivedere i criteri del dimensionamento ottimale dei pazienti;

Sviluppare un sistema di relazioni tra professionisti delle cure primarie e delle cure specialistiche e professionisti degli altri profili professionali;

Promuovere la partecipazione ad iniziative di formazione e ricerca, funzionali alla sperimentazione di modelli organizzativi orientati al recupero del ruolo, dell’identità e della dignità del medico di medicina generale nell’ambito dell’assistenza primaria;

Implementare il sistema della formazione dei medici di base;

Promuovere il raccordo operativo tra i medici di medicina generale e le strutture organizzative presenti in ogni distretto sanitario, finalizzate all'orientamento e alla presa in carico del cittadino attraverso distinti percorsi terapeutici e di sostegno, volti a soddisfare il bisogno socio-sanitario a seconda che abbia natura sanitaria a rilievo sociale, sociale a rilievo sanitario o ad elevata integrazione sanitaria

Potenziare la costituzione di reti di poliambulatori territoriali dotati di strumentazione di base, operanti in coordinamento e collegamento telematico con le strutture ospedaliere.

L’ordine del giorno del consigliere Civico, approvato dal Consiglio impegna la Giunta provinciale a:

1) Avviare una riflessione sull’adeguatezza dell’assetto della medicina generale nell’ambito dei compiti di promozione e di educazione alla salute, prevenzione, diagnosi e cura sia individuale che collettiva e a riqualificare l'organizzazione dei servizi territoriali di assistenza primaria, promuovendo l'integrazione con il sociale, anche per quanto attiene all’assistenza domiciliare, e i servizi ospedalieri, valorizzando, altresì, la figura dei medici di base nell’ottica di migliorare il livello di efficienza e di capacità di presa in carico dei cittadini, alla luce dei seguenti obiettivi:

a) favorire la collaborazione tra medici di medicina generale e il personale sanitario operante presso le strutture ospedaliere

b) sostenere forme di aggregazione sul piano dell’organizzazione dell’assistenza territoriale, promuovendo l'offerta integrata delle prestazioni dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, della guardia medica, della medicina dei servizi e degli specialisti ambulatoriali anche attraverso un’adeguata dotazione strutturale, strumentale e di servizi

c) rivedere i criteri del dimensionamento ottimale dei pazienti

d) sviluppare un sistema di relazioni tra professionisti delle cure primarie e delle cure specialistiche e professionisti degli altri profili professionali

e) promuovere la partecipazione ad iniziative di formazione e ricerca, funzionali alla sperimentazione di modelli organizzativi orientati al recupero del ruolo, dell’identità e della dignità del medico di medicina generale nell’ambito dell’assistenza primaria;

f) implementare il sistema della formazione dei medici di base

promuovere il raccordo operativo tra i medici di medicina generale e le strutture organizzative presenti in ogni distretto sanitario, finalizzate all'orientamento e alla presa in carico del cittadino attraverso distinti percorsi terapeutici e di sostegno volti a soddisfare il bisogno socio-sanitario a seconda che abbia natura sanitaria a rilievo sociale, sociale a rilievo sanitario o ad elevata integrazione sanitaria

g) favorire la costituzione di reti di poliambulatori territoriali dotati di strumentazione di base, operanti in coordinamento e collegamento telematico con le strutture ospedaliere;

2) Potenziare, a garanzia del miglioramento della qualità del servizio sanitario provinciale, la formazione continua del personale sanitario, volta all'aggiornamento professionale, al rafforzamento della cultura della gestione del rischio clinico e della prevenzione degli eventi dannosi, prevedendo, altresì, nel piano triennale delle attività formative d'interesse sanitario offerte formative e iniziative d'informazione destinate ai medici di medicina generale;

3) Garantire l’accesso alla pediatria di base ai figli nati in Trentino di immigrati residenti nel territorio della provincia di Trento nel rispetto dei principi di universalità, equità, solidarietà e di uguaglianza sostanziale di cui all’articolo 12 della legge provinciale sulla tutela della salute

4) Trasmettere, entro sei mesi dall’approvazione del presente atto, alla competente commissione permanente del Consiglio provinciale una relazione evidenziante le iniziative promosse al fine di dare attuazione a quanto previsto ai punti 1., 2. e 3.;

5) Utilizzare a copertura degli adempimenti organizzativi e amministrativi implicati dai precedenti punti di impegno, le risorse finanziarie previste sulle corrispondenti unità previsionali di base.


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