Occupati e disoccupati - Rapporto Istat sul Mercato del lavoro in Italia ottobre 2012

Il record di disoccupazione raggiunto è la testimonianza della gravità della crisi. Il dato preoccupante è che purtroppo, non si vede un'inversione di tendenza. Avevamo visto giusto quando temevamo che la situazione di recessione si sarebbe prolungata ben oltre il 2012 e abbiamo fatto bene a correggere la riforma del mercato del lavoro quando, come PD, abbiamo ottenuto di prolungare le vecchie regole sulla mobilità a tutto il 2014.
da www.partitodemocratico.it

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Quello che va sottolineato è, ancora una volta, il dato grave della disoccupazione giovanile e femminile e il crescente distacco del Mezzogiorno. Che cosa fare? A mio avviso non è più sufficiente una politica che destina al solo rigore tutte le risorse che si reperiscono dalla lotta alla corruzione, dall'evasione fiscale, dai tagli e dalla spending review. Le risorse vanno divise in tre parti: al rigore la quota maggioritaria, allo sviluppo e all'equità sociale.

È impossibile creare un solo posto di lavoro in più semplicemente con la riforma delle regole del mercato del lavoro. Le regole vanno sostenute da una scelta che punti alla crescita e allo sviluppo del Paese. Si tratta di promuovere nuovi investimenti pubblici, defiscalizzare nelle infrastrutture, ridurre il costo del lavoro, stimolare il salario di produttività. Insomma occorre cambiare passo se non vogliamo avvitarci in una crisi senza uscita”. Così Cesare Damiano commentando i dati Istat sulla disoccupazione in Italia e in Europa.

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- Ad agosto 2012 gli occupati sono 22.934 mila, in calo dello 0,3% rispetto a luglio (-75 mila unità). Il calo riguarda in particolare le donne. Il numero di occupati diminuisce dello 0,3% anche su base annua (-80 mila unità).  
- Il tasso di occupazione è pari al 56,9%, in diminuzione 0,2 punti percentuali sia nel confronto congiunturale sia in quello tendenziale.  
- Il numero dei disoccupati, pari a 2.744 mila, diminuisce dello 0,3% rispetto a luglio (-9 mila unità). Su base annua si registra una crescita pari al 30,4% (640 mila unità). OCCUPATI. Agosto 2011-agosto 2012, dati destagionalizzati, valori assoluti in migliaia di unità 23100  
- Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 593 mila e rappresentano il 9,8% della popolazione in questa fascia d’età. Il tasso di disoccupazione dei 15
- 24enni, ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 34,5%, in calo di 0,5 punti percentuali rispetto a luglio.  
- Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumentano dello 0,6% (92 mila unità) rispetto al mese precedente. Il tasso di inattività si attesta al 36,3%, con un aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e una diminuzione di 1,3 punti percentuali su base annua. 

Differenze di genere
Ad agosto l’occupazione maschile segna una variazione negativa sia in termini congiunturali (-0,1%) sia su base annua (-1,2%). L’occupazione femminile diminuisce dello 0,7% rispetto al mese precedente, ma aumenta dello 0,9% nei dodici mesi.
Il tasso di occupazione maschile, pari al 66,7%, è invariato rispetto a luglio e cala di 0,9 punti percentuali su base annua. Quello femminile, pari al 47,2%, diminuisce di 0,3 punti percentuali in termini congiunturali e aumenta di 0,6 punti rispetto a dodici mesi prima.
La diminuzione congiunturale della disoccupazione interessa sia la componente femminile (-0,6%) sia, in misura modesta, quella maschile (-0,1%). In termini tendenziali cresce sia la disoccupazione maschile (+34,6%) sia quella femminile (+25,9%).
Il tasso di disoccupazione maschile (9,9%) è stabile nel confronto con luglio, mentre cresce di 2,4 punti percentuali nei dodici mesi; quello femminile, pari all’11,8%, resta invariato rispetto al mese precedente e aumenta di 2,1 punti rispetto ad agosto 2011.
L’inattività aumenta dello 0,6% in confronto a luglio. L’aumento interessa principalmente la componente femminile (+1,0%), a fronte della sostanziale stabilità di quella maschile. Nei dodici mesi, invece, la diminuzione del numero di inattivi riguarda, con la medesima intensità (-3,6%), sia gli uomini sia le donne.

Glossario
Forze di lavoro: comprendono le persone occupate e quelle disoccupate.Occupati: comprendono le persone di 15 anni e più che nella settimana di riferimento:- hanno svolto almeno un'ora di lavoro in una qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura;- hanno svolto almeno un'ora di lavoro non retribuito nella ditta di un familiare nella quale collaborano abitualmente;- sono assenti dal lavoro (ad esempio, per ferie o malattia). I dipendenti assenti dal lavoro sono considerati occupati se l'assenza non supera tre mesi, oppure se durante l'assenza continuano a percepire almeno il 50% della retribuzione. Gli indipendenti assenti dal lavoro, ad eccezione dei coadiuvanti familiari, sono considerati occupati se, durante il periodo di assenza, mantengono l'attività. I coadiuvanti familiari sono considerati occupati se l'assenza non supera tre mesi.
Disoccupati: comprendono le persone non occupate tra i 15 e i 74 anni che:- hanno effettuato almeno un'azione attiva di ricerca di lavoro nelle quattro settimane che precedono la settimana di riferimento e sono disponibili a lavorare (o ad avviare un'attività autonoma) entro le due settimane successive;- oppure, inizieranno un lavoro entro tre mesi dalla settimana di riferimento e sarebbero disponibili a lavorare (o ad avviare un'attività autonoma) entro le due settimane successive, qualora fosse possibile anticipare l'inizio del lavoro.
Inattivi: comprendono le persone che non fanno parte delle forze di lavoro, ovvero quelle non classificate come occupate o disoccupate.
Tasso di attività: rapporto tra le forze di lavoro e la corrispondente popolazione di riferimento.
Tasso di occupazione: rapporto tra gli occupati e la corrispondente popolazione di riferimento.
Tasso di disoccupazione: rapporto tra i disoccupati e le corrispondenti forze di lavoro.
Tasso di inattività: rapporto tra gli inattivi e la corrispondente popolazione di riferimento. La somma del tasso di inattività e del tasso di attività è pari al 100%.
Dato destagionalizzato: dato depurato dalla stagionalità.
Variazione congiunturale: variazione rispetto al mese precedente.
Variazione tendenziale: variazione rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. 
Settimana di riferimento: settimana a cui fanno riferimento le informazioni raccolte.
Nota metodologica
La rilevazione campionaria sulle forze di lavoro ha come obiettivo primario la stima dei principali aggregati dell'offerta di lavoro. Dal gennaio 2004 la rilevazione è continua in quanto le informazioni sono rilevate con riferimento a tutte le settimane di ciascun trimestre, mediante una distribuzione uniforme del campione complessivo nelle settimane. 
Le principali caratteristiche della rilevazione, dagli aspetti metodologici alle definizioni delle variabili e degli indicatori, sono armonizzate a livello europeo e sono definite da specifici regolamenti del Consiglio e della Commissione europea. Le stime mensili riportate in questo comunicato stampa si aggiungono ai dati trimestrali abitualmente pubblicati dall'Istat e rappresentano stime provvisorie ottenute sulla base di opportune metodologie statistiche.
Le stime mensili sono prodotte a distanza di circa 30 giorni dalla fine del mese di riferimento, in forma provvisoria, basate su una parte consistente del campione mensile coinvolto nella rilevazione (oltre 24 mila famiglie, pari a circa 56 mila individui, per il mese di agosto), contestualmente alla diffusione dei dati mensili sulla disoccupazione europea da parte di Eurostat. Quando le informazioni dell'intero trimestre sono disponibili (a circa 60 giorni dal trimestre di riferimento) vengono rivisti anche i dati mensili. Si precisa comunque che tutte le serie storiche mensili sono a tutt'oggi provvisorie, poiché la metodologia di stima è tuttora in corso di affinamento.
Il disegno campionario è a due stadi, rispettivamente comuni e famiglie, con stratificazione delle unità di primo stadio. Tutti i comuni capoluogo di provincia o con popolazione superiore ad una soglia prefissata per ciascuna provincia, detti autorappresentativi, sono presenti nel campione in modo permanente. I comuni la cui popolazione è al di sotto delle suddette soglie, detti non autorappresentativi, sono raggruppati in strati. Essi entrano nel campione attraverso un meccanismo di selezione casuale che prevede l'estrazione di un comune non autorappresentativo da ciascuno strato. Per ciascun comune campione viene estratto dalla lista anagrafica un campione casuale semplice di famiglie.
Ogni trimestre vengono intervistate circa 70 mila famiglie residenti in 1.246 comuni distribuiti in tutte le province del territorio nazionale. Il campione trimestrale è uniformemente ripartito tra i 3 mesi, tenendo conto del numero di settimane che compongono ciascun mese (rispettivamente 4 o 5). Il mese di riferimento è composto dalle settimane, da lunedì a domenica, che cadono per almeno quattro giorni nel mese di calendario. Il mese di agosto 2012 va da lunedì 30 luglio a domenica 2 settembre. Ogni famiglia viene intervistata per due trimestri consecutivi; segue un'interruzione per i due successivi trimestri, dopodiché essa viene nuovamente intervistata per altri due trimestri. Complessivamente, rimane nel campione per un periodo di 15 mesi. Considerando che le transizioni dall'inattività all'occupazione degli individui di età superiore ai 74 anni sono pressoché nulle, per evitare la molestia statistica su questo target di popolazione, dal 1 gennaio 2011, le famiglie composte da soli ultra 74-enni inattivi non vengono re intervistate.
La popolazione di riferimento è costituita da tutti i componenti delle famiglie residenti in Italia, anche se temporaneamente all'estero. Sono dunque esclusi coloro che vivono abitualmente all'estero e i membri permanenti delle convivenze (istituti religiosi, caserme, ecc,). La popolazione residente comprende le persone, di cittadinanza italiana o straniera, che risultano iscritte alle anagrafi comunali. L'unità di rilevazione è la famiglia di fatto, definita come insieme di persone coabitanti, legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi. L'intervista alla famiglia viene effettuata mediante tecniche Capi (Computer assisted personal interview) e Cati (Computer assisted telephone interview). In generale le informazioni vengono raccolte con riferimento alla settimana che precede l'intervista. Taluni quesiti della rilevazione, a motivo della difficoltà nella risposta da fornire o della sensibilità dell'argomento trattato, prevedono la facoltà di non rispondere. I dati assoluti rilevati dall'indagine, elaborati all'unità, vengono arrotondati alle migliaia nei valori e nelle variazioni assolute. Le variazioni sono calcolate sui dati all'unità e non su quelli arrotondati alle migliaia. Nelle variazioni percentuali e nei tassi nonché nelle differenze in punti percentuali l'arrotondamento è al primo decimale. Le variazioni in punti percentuali tra i tassi vengono calcolate sui tassi con tutti i decimali prima di essere approssimate.
Ad esempio, nell'attuale comunicato stampa, il tasso di inattività femminile è pari al 46,622 che arrotondato è riportato come 46,6. Il tasso di inattività femminile di luglio 2012 è pari al 46,171 ed è riportato nelle serie storiche mensili allegate al comunicato come 46,2 (Tabella 3 pag.9). La differenza tra il dato di agosto 2012 e luglio 2012 è pari quindi a 0,451. Date le regole dell'arrotondamento, nel prospetto 3 la variazione in punti percentuali è indicata pari a 0,5 punti percentuali e non 0,4 punti come sarebbe se si considerasse la differenza tra i due tassi già arrotondati.
Da ottobre 2010, la popolazione utilizzata per il calcolo dei pesi di riporto è aggiornata mensilmente anche con riguardo alla componente straniera. In precedenza la popolazione straniera veniva aggiornata una volta l'anno.
I dati destagionalizzati riportati nel comunicato stampa sono ottenuti applicando una procedura in due passi. Nel primo si esegue una destagionalizzazione monovariata utilizzando l'algoritmo TRAMO- SEATS. Nel secondo passo le serie vengono riconciliate utilizzando come vincoli contemporanei le informazioni di popolazione di fonte anagrafica e come vincoli intertemporali le serie destagionalizzate trimestrali. Come risultato si ottengono serie destagionalizzate coerenti tra loro, con i dati di popolazione e con le serie trimestrali. A partire dal primo trimestre 2011, quest'ultima serie di vincoli tiene conto dell'introduzione della nuova classificazione ATECO2007, entrata a regime dopo un periodo di sovrapposizione di tre anni con la precedente ATECO2002.