Sindaco e il Pd finiscono in tribunale

Andrea Miorandi e Fabiano Lorandi querelati dalla Lega Nord per il "giro della Padania". Il carroccio, dopo le dichiarazioni del primo cittadino e del segretario democratico in merito alla corsa ciclistica, ha querelato i due politici per diffamazione a mezzo stampa. Il pm Nazzaro ha chiesto l'archiviazione ma il partito di Maroni si è opposto.
N. Guarnieri, "L'Adige", 6 settembre 2012

Il sindaco di Rovereto Andrea Miorandi e il segretario cittadino del Pd Fabiano Lorandi dovranno difendersi, in tribunale, dall'accusa di diffamazione a mezzo stampa aggravata dal concorso e, soprattutto, dall'offesa recata a un corpo politico. Tradotto, in caso di condanna potrebbe anche esserci una pena di tre anni di reclusione. A trascinare i due esponenti politici davanti al gip di Trento Carlo Ancona è una denuncia formalizzata dal segretario della Lega Nord Trentino Maurizio Fugatti il 12 settembre 2011, all'indomani delle dichiarazioni di Miorandi e Lorandi rilasciate in merito al contestatissimo «Giro della Padania». Certo, pensare che la querela arriva da un partito, il Carroccio, che prima dell'avvento di Mario Monti a palazzo Chigi andava a braccetto con Silvio Berlusconi (che ha sempre tuonato contro la magistratura e l'uso improprio o esagerato di denunce e processi penali), fa quantomeno sorridere. Fa invece pensare che per dirimere un contenzioso appunto politico debba essere chiamato in causa un giudice. Che dire, allora, degli insulti e delle affermazioni, assai più gravi, che registra ad ogni seduta l'attività parlamentare? Se si querelasse ogni esponente di partito i tribunali di tutta Italia dovrebbero chiudere perché sommersi dalla scartoffie.
Ma torniamo a noi. La Lega, all'epoca del Padania (per inciso, la seconda edizione, quest'anno, ha evitato il Trentino), aveva preannunciato querela nei confronti del Pd roveretano e del sindaco della città della Quercia. E l'iter, a palazzo di Giustizia, ha seguito il suo corso. Anche se, in primavera, il pm Antonella Nazzaro ha chiesto l'archiviazione non ravvisando elementi tali da giustificare il reato contestato. L'on. Fugatti e lo staff del Carroccio, ovviamente, hanno impugnato la decisione ed ora il gip Ancona ha convocato le parti per il prossimo 6 novembre alle 11. Quel giorno, in camera di consiglio, il giudice deciderà se archiviare il procedimento oppure se rinviare gli atti alla procura affinché formuli richiesta di rinvio a giudizio.
La Lega Nord contesta le reazioni del segretario Pd e del primo cittadino riportate dalla stampa. «Lorandi - disse Fugatti un anno fa - ha affermato che la manifestazione non avrebbe dovuto essere ospitata a Rovereto e che per i roveretani si è trattato di "un'iniziativa leghista fatta passare truffaldinamente come evento sportivo". Ma non è stata data voce alla gran parte che invece ha accolto con piacere l'evento e che è stata infastidita dai gesti violenti di pochi. Prima della partenza da Rovereto della tappa, Lorandi aveva invitato tutti i cittadini a protestare contro il Giro, definito come "un'offesa per la città della pace, un'iniziativa politica sciagurata"».
Gli esponenti della Lega Nord, da parte loro, hanno sempre ripetuto che «si è trattato semplicemente di un grande evento sportivo, che ha coinvolto 200 corridori e 25 squadre di professionisti provenienti da tutto il mondo e 4 squadre nazionali. La cosa invece è purtroppo degenerata. Chi ruba e brucia una bandiera commette un atto di violenza, invece in questa occasione non ha ricevuto alcun biasimo. Gettare puntine da disegno e olio lungo il tracciato dei corridori non è un gesto di protesta, ma porta con sé la volontà di fare del male. Solo grazie all'intervento delle forze dell'ordine si è potuto evitare il peggio».
Per la Lega, infine, «un sindaco deve rappresentare tutti i cittadini, anche i 2.000 leghisti roveretani, non soltanto il Pd. Invece la democrazia in Trentino è stata calpestata». Di qui la querela.


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