«Pacher candidato: nulla in contrario ma vinca le primarie»

Il capogruppo del Pd Zeni: «Kessler ha ragione, dopo Dellai ci vuole più collegialità, ma il sistema non è da buttare».
L. Petermaier, "Trentino", 15 agosto 2012

TRENTO. Qualcuno potrebbe dire che è un’ovvieta, ma in realtà non è proprio così. «Pacher candidato governatore? Nulla in contrario, ma non prima di aver vinto le primarie. Altre soluzioni a tavolino sono ciò che della vecchia politica noi rifiutiamo». E chi - in casa Upt - pensava di sottrarsi al “voto popolare” nella scelta del leader sospingendo un candidato non inviso come l’attuale vice di Dellai è servito. Parola di Luca Zeni, capogruppo in consiglio, vicino a Gianni Kessler e giovane in rampa di lancio per le prossime elezioni amministrative. Qualcuno sussurra addirittura come candidato leader.

Zeni, Kessler da questo giornale ha invocato un cambio radicale di rotta dopo il 2013: meno uomini soli al comando e più collegialità. Ma anche una Provincia “svecchiata” e meno autoreferenziale. Critiche troppo feroci?

La realtà ci dice che abbiamo risorse in calo, un tessuto produttivo che fa fatica e famiglie che non ce la fanno. Questo per dire che il mondo sta cambiando alla velocità della luce. E dunque una forza politica con un approccio riformista come il Pd deve avere la consapevolezza che è necessario adeguare la proposta politica al mondo che cambia. Le ricette che andavano bene qualche tempo fa, e che erano positive, ora forse non vanno più bene. Questo senza dare giudizi negativi su ciò che è stato fatto.

Vanno riviste le priorità ma anche il sistema di raggiungere questi obiettivi?

Dobbiamo passare da una politica della spesa a una politica della scelta. E soprattutto nei momenti di grande crisi le scelte strategiche devono essere frutto di un percorso partecipato. La legge sulla concertazione sugli appalti sopra i 5 milioni va in questa direzione.

Aprirsi all'esterno? Sembra che questa Provincia faccia fatica a farlo. Quella che ha in mente lei?

Questa è la vera scommessa dell'Autonomia. L'Autonomia la difendi se diventa modello, se è esportabile. Quindi guai ad avere paura del confronto. Dobbiamo dimostrare di essere migliori degli altri

Sulla partita dell’A22 non andiamo esattamente in questa direzione...

L'Autobrennero è un asset particolare per noi. Come l'energia e le grandi centrali. Si tratta di settori strategici che hanno un forte impatto sul territorio. Politiche che favoriscano una maggiore regia dell'ente pubblico in questo senso secondo me sono necessarie. Altra cosa sono le imprese in generale. Qui dobbiamo favorire solo chi merita.

Nel chiacchiericcio del toto leader si fa anche il suo nome, oltre a quello di Olivi. Il quale, sul Trentino di qualche giorno fa non si è tirato indietro. Lei che fa?

In questa fase dobbiamo tenere presente che il momento è delicatissimo. La priorità del Pd oggi è quella di mettere in primo piano i numeri e gettare le basi per individuare la rotta per il Trentino dei prossimi anni. Dobbiamo concentrarci su un confronto programmatico, poi verranno i nomi.

Primarie: per voi sono irrinunciabili? Anche a rischio di compromettere gli equilibri di coalizione?

Oggi la politica vive una forte crisi di credibilità nazionale. Uno dei motivi è proprio la scarsa capacità di coinvolgere i cittadini nelle scelte. Sottoporre al proprio libero voto i candidati è qualcosa che riguarda questo potere di scelta degli elettori per dimostrare che la politica può essere fatta anche insieme ai cittadini. Il nostro orientamento è quello di scegliere la classe dirigente sempre con le primarie. Dopodichè come declinare questo lo vedremo. Quanto agli equilibri di coalizione, mi pare che il Patt abbia già dimostrato delle aperture rispetto ad una posizione iniziale assai critica.

Adesso dovete convincere l'Upt, e non sarà così facile...

Ci riusciremo.

Pacher - mi passi la ruvida esemplificazione - potrebbe essere una sorta di “moneta di scambio” in questo senso? Un candidato del Pd, non inviso all'Upt e niente primarie...

No. Questo è esattamente lo schema da cui dobbiamo uscire. Lo schema di scegliere nelle segreterie il candidato è proprio quello che noi rifiutiamo alla radice. Nulla contro Ale Pacher, sia chiaro: se sarà il più votato alle primarie sarà lui il nostro candidato.

Secondo lei avete fatto abbastanza per ridurre il potere decisionale della giunta provinciale? Ridare maggiore centralità al consiglio è stata da sempre una delle battaglie di Kessler...

Tempo fa il problema era quello della governabilità, che in effetti è stata garantita con l'attuale assetto. Oggi invece i tempi impongono scelte condivise perché a volte molto impopolari e necessariamente strategiche. Noi dobbiamo garantire, ad esempio, un autogoverno alle comunità locali, responsabilizzandole magari anche nel sistema dei finanziamenti. Penso soprattutto alle comunità di valle. In questo senso dovremo redistribuire i poteri all'interno dell'assetto istituzionale della Provincia.

Tra sabato e domenica alcuni leader nazionali saranno in Trentino per celebrare Degasperi e magari costruire un nuovo “grande centro”: lo temete?

Affatto. Anzi, potremmo ripartire proprio da quello spirito degasperiano che ha reso il Trentino un modello capace di premiare il merito e valorizzare le energie e le eccellenze. Recuperare questo spirito ci permetterà di rilanciare nuovi modelli e uscire dalla crisi.


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