"Basta con l'autoreferenzialità"

Il senatore Giorgio Tonini ammonisce il Pd sul nodo della segreteria: "Evitiamo di fare come i Ds che hanno sprecato tante energie".
A. Dongilli, "Corriere del Trentino", 24 dicembre 2008
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inviato da PAOLO FARINATI il 27 December 2008 18:51
Credo che il sen. Tonini abbia posto, con la sua consueta chiarezza, alcune priorità che prima si affronteranno all'interno del Pd, anche e soprattutto in Trentino, è meglio sarà. L'autoreferenzialità è certamente un problema interno al PD, ma lo è ancora maggiore laddove è percepita al di fuori dello stesso, ovvero tra coloro che potrebbero votarlo. Non è un problema di valori, i quali camminano con le gambe e la testa delle persone : dignità e libertà dell'individuo, solidarietà, laicità, solidarietà, meritocrazia sono dentro al patrimonio del PD e, quindi, come dice bene Tonini, è un problema di categorie con cui "leggiamo" e vogliamo "governare" l'oggi. Il prof. Baumann ci ricorda che la nostra società è " liquida ", ovvero vive di valori ormai trasversali in gran parte della comunità, la quale ha detto basta ai molti integralismo, soprattutto anche a quelli ideologici, i più "pericolosi" nella ricerca del consenso. Il PD, laddove tutti lo vogliamo partito moderno e dall'ampio consenso, tendende ad includere prima che ad escludere, dovrà conquistarsi i "numeri" fuori da coloro che oggi lo votano. E' per questo che deve e dovrà dotarsi di responsabile capacità di rinnovamento, di quella laicità, che non è ateismo, che significa rispetto di chi pensa e crede diversamente da noi, dovrà liberarsi dai molti "luoghi comuni", dovrà dotarsi di una vera e virtuosa "etica della decisione", ovvero dare spazio alla partecipazione ma nel contempo saper dire e fare politica con concretezza, come ci chiedono i cittadini, non sempre "contro" ma "per e con", il che è l'unica strada per costruire credibilità. Per il PD del Trentino, convengo con Tonini che Alberto Pacher deve rimanere segretario sino al Congresso d'autunno 2009 : uno perchè Alberto è stato direttamente e liberamente scelto da migliaia di trentini, due perchè con la sua leadership riconosciuta anche dalle recenti elezioni provinciali si evitano fratture ed inutili perdite di energie, tre perchè qualche mese di sovrapposizione di ruoli per Pacher non sono dannosi al partito, quattro perchè così vi sarà il giusto tempo per riflettere e proporre idee e soluzioni da parte di tutti, anche di chi oggi è "fuori" ma assai "vivo" nella società civile e che può essere prezioso al futuro del PD. Avrei ancora molto da dire, ma so' per certo che nei prossimi mesi il dibattito sarà vivo, ampio e proficuo. Il tutto per un PD ancora più forte, propositivo e determinante per il benessere presente e futuro del nostro Trentino.
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