Il Pd vuole la presidenza del consiglio

Il Partito democratico vuole la presidenza del consiglio provinciale. Lo considera il risarcimento minimo per una giunta che non soddisfa.
F. Gottardi, "L'Adige", 26 novembre 2008  GUARDA LE FOTO NELLA GALLERIA MULTIMEDIA!

Fino a lunedì pomeriggio il segretario Alberto Pacher, che è rimasto praticamente in conclave permanente con il gruppo degli eletti, ha tenuto duro con il presidente Lorenzo Dellai chiedendo quattro assessori per il partito di maggioranza relativa. Poi è arrivata la soluzione subordinata, accettata a denti stretti: la presidenza dell'aula. È però per forza di cose un patto non scritto perché non dipende completamente dalla volontà del governatore. E dunque il Pd raccoglie con soddisfazione la prudenza di Dellai, che ha deciso di aspettare prima di assegnare l'ottava poltrona assessorile. Un incarico che il partito di Pacher non considera affatto sicuro appannaggio dell'Udc e che potrebbe diventare la via d'uscita per una compensazione in caso di incidenti sull'elezione di Gianni Kessler, escluso eccellente dalla giunta e a questo punto designato naturale alla presidenza. «Politicamente allo stato attuale il quadro non risponde a quanto i cittadini hanno espresso col voto» commenta Pacher, attorniato dagli altri nove tra assessori e neo-consiglieri subentranti (Sara Ferrari e Michele Nardelli) nel corso di una conferenza stampa convocata al termine dell'ennesimo confronto interno. Il riferimento in particolare è al peso sproporzionato attribuito al Patt, presente in giunta con due assessori, contro i tre targati Pd, nonostante un numero di voti di poco superiore a un terzo. E dunque la richiesta, molto esplicita: «L'attribuzione della presidenza del consiglio è essenziale per il riequilibrio, un ragionamento che poi va allargato anche al resto, a partire dagli assessorati regionali. Il quadro complessivo deve riflettere il mandato degli elettori. Non può che essere così e non ci aspettiamo sorprese. Bene ha fatto Dellai a prendersi qualche giorno di riflessione sull'ottavo assessorato e anche su questo dovrà essere fatto un ragionamento generale, anche se è naturalmente una prerogativa del presidente. Se ci sarà un confronto con la coalizione, come ci pare di aver colto, meglio: tutto sarà più facile». Pacher e i consiglieri non hanno granché da ridire sull'attribuzione delle deleghe e tutto sommato neanche sulla scelta del segretario, di Marta Dalmaso e di Alessandro Olivi come assessori. Scelte in qualche modo condivise nel momento in cui a Dellai, invece che una rosa di nomi, erano stati dati dei criteri di scelta. Gli elementi da tener presente erano le preferenze, un posto riservato ad una donna e uno a un giovane. Con Pacher blindato da oltre 15 mila voti gli altri non potevano essere che Marta Dalmaso, che ha avuto molti più voti di Margherita Cogo, e uno tra Olivi e Luca Zeni. Ha prevalso Olivi in virtù del personale successo elettorale e forse anche della maggior esperienza amministrativa dopo tanti anni passati alla guida del Comune di Folgaria. Per quanto riguarda le deleghe invece nulla da ridire. «L'assegnazione fatta ci permette di presidiare alcuni dei settori rilevanti per il Trentino e per il resto pensiamo di poter portare un contributo importante sia nel governo che nel lavoro del consiglio provinciale» ha detto Pacher, facendo un appello alla collegialità. Vero è che anche altri settori, come gli enti locali e il lavoro, erano nel mirino del Pd. «Ma tutto non si può avere neanche con l'86% delle preferenze» scherza il segretario. Il neo vice presidente della giunta aveva iniziato la conferenza stampa in maniera soft, complimentandosi col governatore per la scelta di partire in tempi rapidi e affrontare subito le emergenze economiche che investono anche il Trentino. Ha poi affermato con forza la volontà del Partito democratico di costruire dal basso le decisioni valorizzando la partecipazione della base. «Mettiamo tutto il Pd, che è molto più grande di noi eletti, al servizio della coalizione. L'attività istituzionale dovrà essere solo il terminal di aspettative, proposte e idee» promette Pacher. Già oggi si terrà un'assemblea del partito per condividere quanto successo negli ultimi giorni.

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"Pacher tuona: quadro politico squilibrato"
U. Cordellini, "Trentino", 26 novembre 2008
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"Pacher: non riconosciuto l'esito del voto"
T. Scarpetta, "Corriere del Trentino", 26 novembre 2008
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inviato da mauro58 il 30 November 2008 21:03
Gia, anche a me ha stupito molto la scarsa partecipazione.Chissà, forse non abbiamo il coraggio di dire a tutti le nostre impressioni, o forse siamo un partito di attendisti.Chissà. Per quanto mi riguarda penso che il partito debba strutturarsi al più presto per separare la parte politica da quella governativa.Grazie Paolo per aver rotto il ghiaccio.
inviato da davide il 28 November 2008 13:57
Tanti elettori ed anche tanti sostenitori, terminate le elezioni, ritengono esaurita la propria funzione. Ecco, a mio parere, l'assenza di commenti in questi forum (sotto lamentata da Paolo) è rappresentativo di questo modo di pensare. Sta al giovane PDT dimostrare di essere in grado di coinvolgere noi cittadini alla discussione, in questi forum, ma soprattutto nei nostri paesi, tramite incontri periodici sul territorio. Io credo che il PDT sarà in grado di ritrasmettere ai cittadini, oltre alla passione politica, anche quella civile. I prossimi 5 anni saranno un test anche su questo versante.
inviato da paolo il 27 November 2008 13:10
Mi sembra strano che con tutto quello che accade su questi forum non ci siano molti commenti
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