«Una brutta pagina per il Paese»

"L'Adige", 15 dicembre 2010
«Oggi è stata scritta una brutta pagina di politica. Per il clima che si respira nel parlamento ma anche per quello che è successo fuori, con gli incidenti e tutto il resto». Laura Froner, come la maggior parte dei deputati, è ancora alla camera quando gli scontri raggiungono il massimo della violenza, con fermi di polizia e feriti.

Ed è rattristata per le notizie che arrivano nel palazzo. «Ci hanno consigliato addirittura di non uscire» spiega la parlamentare di Borgo Valsugana, che dopo il voto di fiducia ha proseguito il pomeriggio con una riunione di commissione. In serata, a guerriglia finita, è poi potuta tornare tranquillamente a casa.

«Ora la politica deve riflettere»
«È un grave problema che impone una serie riflessione a tutta la politica». Così il senatore Claudio Molinari (Pd) ha commentato gli scontri di ieri attorno ai palazzi delle istituzioni. Molinari, al termine del voto della mattina in Senato, ha assistito dalle finestre di palazzo Madama alle proteste che si sono trasformate in violenti tafferugli. «Abbiamo visto spari di lacrimogeni e poi, quando sono uscito, ho potuto notare le vetrine infrante, i muri imbrattati dalla vernice». «È giusto che da parte nostra ci si chieda chi sono queste persone e quale sia il loro obiettivo» ha concluso.

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inviato da Vittoria il 15 December 2010 16:11
Quanto è successo dentro e fuori la Camera non solo è grave ma è anche indicativo di una situazione che deve allarmare. Il mondo della poltica, grazie al modo di condurla da parte soprattutto di questo governo, non solo si è allontanato dai bisogni della gente, che sono tanti, gravi ed urgenti, la cosa pericolosa è che ha spaccato in due l'opinione pubblica, ha dato avvio ad atteggiamenti da tifoseria: chi è per il governo e per Berlusconi non capisce chi non lo è e viceversa. Non capirsi vuol dire non riuscire a dialogare: resta quindi solo lo scontro che spesso è frontale e qindi incivile. Fuori dalla Camera anche i giovani delusi fanno altrettanto e, se incontrano chi li manovra, da ingenui non sapendo difendersi, seguono come dei tifosi coloro che possono sembrare a loro simili per idee, non purtroppo per metodi. Al PD ritengo spetti il compito di farsi sentire, di pronunciare con voce più alta e decisa quali sono i punti del suo programma, che c'è, lo sappiamo, ma non si sente e quindi non si conosce. Si sente solo dire ad alta voce, da parte della maggioranza che la minoranza non ha un programma nè un leader: sembra vero solo perchè lo si dice a voce più alta. Abbiamno bisogno di sentire, di sentirci ripetere che ci siamo, cosa facciamo, cosa vorremmo fare, chi è il nostro leader, anche più volte al giorno se necessario. Voce, voce, voce: siamo tutt'orecchi. Fatevi sentire.
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