"Più confronto ma ruoli distinti"

Pacher: tra giunta e partiti c'è uno scarto da colmare.
L. Patruno, "L'Adige", 1 dicembre 2010

 «Non voglio entrare nel tema delle sindromi in gioco in questa partita altrimenti non finiremmo più». Il vicepresidente della Provincia, Alberto Pacher, evita di alimentare l'ennesima polemica accesa da Giovanni Kessler nei suoi confronti. Il presidente del consiglio provinciale domenica scorsa aveva infatti dichiarato parlando del presidente Lorenzo Dellai: «A molti va bene che ci sia uno solo che decide, così non devono prendersi responsabilità. C'è una sindrome da vicepresidenza e da consigliere provinciale: decidano pure gli altri a me basta tenere il posto. Lo si è visto anche per la vicenda della nomina del presidente della Fondazione Kessler (Fbk)».
Vicepresidente Pacher, lei non vuole replicare all'accusa di «sindrome da vicepresidenza», ma sul fatto che Kessler sostenga che Dellai decide tutto da solo e nessuno può dire niente, cosa pensa? È così? No. In giunta ci si confronta, si discute e c'è un livello di lavoro positivo, ma mi rendo contro che c'è uno scarto da colmare tra le informazioni che ha a disposizione chi come noi assessori ha funzioni di governo e i consiglieri provinciali. E da questo nascono i problemi. Possiamo recuperare maggiore serenità nei prossimi due anni e mezzo di legislatura se riusciamo a trovare un metodo di maggiore condivisione con incontri periodici tra il presidente, la giunta e le forze politiche della maggioranza.
Il presidente Dellai promette sempre riunioni di maggioranza su tutto, poi non le fa; da qui la frustrazione dei consiglieri provinciali e delle forze politiche. Non c'è la consuetudine. Ma questo non impedisce alle forze politiche di prendere l'iniziativa e sollecitare gli incontri. Con la circolazione delle informazioni ci si chiarisce prima all'interno della coalizione, pur restando sempre la possibilità di presentare interrogazioni e mozioni.
Il segretario del Pd trentino, Nicoletti, ha detto però che va ripensato il rapporto tra presidente, consiglio provinciale e partiti perché questi ultimi non sono i galoppini del governatore, che portano voti e poi basta. È d'accordo? Ha ragione Nicoletti che negli ultimi vent'anni c'è stata una forte accentuazione del ruolo degli esecutivi per dare stabilità e governabilità e questo è accaduto come reazione alla partitocrazia e ai suoi nefasti effetti, che abbiamo conosciuto nella prima Repubblica. Ora, è arrivato però il momento di ragionare su una fase diversa che va costruita con le norme e le consuetudini.
Come si costruisce un rapporto virtuoso tra consiglio e giunta? Il ruolo di indirizzo dei consigli provinciali o comunali sull'organo di governo mi rendo conto che oggi è difficile, ma io credo che questo possa avvenire se i partiti riescono ad esprimere una soggettività politica, a fare delle proposte e il mio partito, il Pd lo sta facendo. Questo però non vuol dire entrare nella gestione amministrativa che spetta alla giunta.
Intende dire che la scelta del presidente della Fondazione Kessler spetta alla giunta e non ai partiti? Certo, guai se torniamo ai tempi in cui erano i partiti a determinare le nomine persino dei primari d'ospedale.
Perché, se sceglie la giunta è meglio? Alla giunta spetta il ruolo di governo e si assume la responsabilità delle scelte che fa. Per questo in una nomina come la presidenza della Fbk, oltre ai titoli e ai requisiti tecnici c'è una componente anche fiduciaria che è essenziale. È bene che la politica detti le regole e poi che gli amministratori prendano le decisioni.
Ecco, le regole. Sulla nomina del presidente della Fbk, è stato necessario un suo intervento di mediazione perché Kessler chiedeva di applicare la nuova legge sulla pubblicazione delle candidatura, il presidente Dellai non voleva. E si era arrivati allo scontro. Perché? Nel caso specifico era impossibile rispettare la legge in senso letterale per una questione di tempi. L'abbiamo applicata in maniera sostanziale. La norma garantisce di pubblicizzare le candidature, ma poi è chiaro che un'amministrazione ha diritto a un proprio orientamento: non è un concorso pubblico.


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