NOT, Zeni: «Avevamo ragione noi. Ora la giunta vagli nuove strade»

TRENTO Vent’anni. L’idea di un nuovo ospedale per Trento è ormai più che maggiorenne. Ma resta ancora sulla carta, vittima di decisioni sbagliate, ricorsi e controricorsi, finanche vicende giudiziarie come quella scoppiata in aprile sulla Guerrato e l’Auriga.
Trento, 24 maggio 2022

L’avvio dell’iter per il Not risale al 2011, terza giunta Dellai, assessore alla salute Ugo Rossi. La gara in project financing si chiude con 4 offerte, vince l’Impregilo ma le tre escluse fanno ricorso stigmatizzando la composizione della commissione. È solo il primo di una serie di ricorsi che costellerà questo e le successive gare. Compresa quella che ha visto vincere la Guerrato nel 2019, con rimpalli tra Tar e Consiglio di Stato. Nel frattempo i giorni passano, capita di mezzo una pandemia, le esigenze della sanità mutano. E così, all’alba del 2022 l’affidamento alla Guerrato, festeggiato nel 2019 come la fine di un incubo e l’inizio del cantiere, traballa: due i colpi che lo mettono al tappeto, praticamente insieme un mese fa.

Prima il niet della Conferenza dei servizi: il 6 aprile l’organismo rileva come il «progetto non fosse allineato alle nostre esigenze» e la Guerrato non era riuscita, come ha raccontato anche il governatore Maurizio Fugatti all’aula, a risolvere le criticità e apportare le modifiche post gara chieste da Piazza Dante. In quegli stessi giorni le Fiamme Gialle chiudono le indagini avviate più di un anno prima denunciando per falso ideologico e turbativa d’asta l’amministratore pro tempore della società Antonio Schiro e Rosario Fiorentino, amministratore dell’Auriga, società maltese che sosteneva finanziariamente il progetto di Guerrato. Di qui la richiesta del parere all’Anac che però rimanda la palla nel campo della Provincia.

Quest’ultimo passaggio non piace alle opposizioni: «In consiglio provinciale — scrive Luca Zeni, consigliere del Pd — ho spiegato che la scelta su come procedere spettava alla giunta, a prescindere dall’Anac. Ho proposto una risoluzione che impegnava la giunta a valutare» altre strade, dalla migliore collocazione del Not alla valutazione dell’appalto integrato «ma è stata bocciata in attesa del parere dell’Anac. Ora che è arrivato non ci resta che constatare tristemente che avevamo ragione» conclude sollecitando la giunta a procedere nel senso indicato dalla mozione .

 

 


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