Pd, Chilà presidente per unire

 Il Pd a gestione Maestri sceglie di iniziare il proprio cammino seppellendo l'ascia di guerra. Questa sera è prevista la prima convocazione dell'assemblea del partito (dove la segretaria Lucia Maestri ha una risicata maggioranza, 4 eletti rispetto ad Alessadro Dal Ri) e per la presidenza dell'organismo è stata individuata un' esponente di "minoranza": si tratta di Minella Chilà, da sempre attenta alla questione femminile, eletta con la mozione di Dal Ri, che andrà a formare dunque una coppia tutta rosa alla guida dei Dem.
G. Tessari, "Trentino", 13 marzo 2019

 

La prima volta di Maestri

Lucia Maestri pronuncerà stasera il primo discorso da quando, dieci giorni fa, è stata votata alla segreteria dalle primarie: c'è attesa per capire quale linea vorrà dare al partito anche e soprattutto in vista di scadenze elettorali che sono praticamente dietro l'angolo, le elezioni suppletive in primis. Non è un segreto per nessuno che Maestri abbia difeso a spada tratta l'accordo con il centrosinistra, propugnando sino all'ultimo la riconferma di Ugo Rossi alla guida della coalizione. Nella sua prima intervista proprio la neo segretaria aveva confermato questa pista di lavoro ed aveva detto di guardare con attenzione al congresso del Patt, in programma a Pergine tra due domeniche: «Il tema è quello, riveduto e corretto, che ha tenuto banco tutta l'estate e riguarda il rapporto tra Pd e Patt in primis, allargato ad altre forze. Le due stelle alpine non sembrano aver rimarginato la ferita della rinuncia ad Ugo Rossi per la corsa alla presidenza: e la tesi congressuale di Simone Marchiori (favoritissimo per la segreteria autonomista) sembra confermarlo: per i mesi a venire il Patt dovrebbe correre da solo, essenzialmente per "ritrovarsi": «Saremo blockfrei, almeno sino al 2020, quando ci saranno le amministrative» aveva chiosato il segretario uscente Franco Panizza.

Proposta indecente?

Ma, perché c'è un ma, nelle fila degli autonomisti c'è anche chi vede possibile una soluzione che abbrevi i tempi e che veda già alle suppletive, dove la città di Trento non sarebbe data come persa in partenza, una soluzione ad oggi clamorosa: Pd e Patt assieme, ma senza i rispettivi simboli, legati da un simbolo e da un nome che potrebbe essere "Alleanza autonomista".Per fare gli avvocati del diavolo diciamo subito che pare perlomeno improbabile che il neo segretario Nicola Zingaretti sdogani una simile ipotesi, ammesso e non concesso che si parla comunque di una situazione locale.

Blockfrei

Ma nel Patt c'è chi alza ulteriormente la posta: e fa sapere che il nome che dovrebbe rappresentare la nuova alleanza da contrapporre al centrodestra dovrebbe essere espressione del Patt. Fantapolitica? Probabilmente ma l'unica soluzione che ad oggi potrebbe mettere in difficoltà il centrodestra provinciale guidato dal governatore Fugatti.Può anche darsi che il Pd sappia di dover percorrere il proprio tratto di camminata nel deserto e, d'altra parte, uno scenario simile richiederebbe tempi brevi, anzi brevissimi. I due partiti più grandi dell'opposizione sanno d'altra parte molto bene che presentarsi ognuno per proprio conto sarebbe una sconfitta pressoché certa. Il tema è sul tavolo, forse già dell'assemblea di stasera.


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