Calenda, primi sì trentini «Europee, ok al listone»

Il Pd ci sta. Il resto del centrosinistra non nega di guardare con interesse al manifesto "Siamo Europei" di Carlo Calenda. I Dem, chiunque conquisti la poltrona di segretario al Nazareno, hanno già detto all'ex ministro di essere pronti a correre con una lista unitari alle Europee.
"Trentino", 17 febbraio 2019

 

Il consigliere provinciale del Pd Luca Zeni appare in linea con le valutazioni che arrivano da Roma (la corsa alla segreteria trentina si svolge in parallelo, il 3 marzo) ma espressioni di apertura arrivano a Calenda anche da Paolo Ghezzi, Futura 2018 e da Vittorio Fravezzi, Upt.

Ecco l'ex assessore alla salute Luca Zeni: «Va detto che non è facile invertire nel breve periodo il trend politico: la retorica della Lega è ancora forte, ma i danni si stanno cominciando a vedere. Il quadro politico attuale, va detto, è anche frutto di tanti errori fatto dal centrosinistra. Ma siamo dentro uno scenario non solo nazionale, ma anche internazionale. L'idea di Calenda è quella di mettere in campo una proposta che superi l'offerta politica di oggi e vada al cuore delle questioni. Alle Europee si deve fare capire che ci sono delle scelte che poi hanno della ricadute molto forti sui cittadini. C'è chi propone il nazionalismo ma qui da noi questo è un concetto antitetico a quello dell'Autonomia. Che invece, guarda caso, si colloca molto bene nell'idea di Europa che mette in relazione cmunità e popoli. Il rischio è quello che questo messaggio, visto che anche l'Europa ha fatto tanti errori, sia percepito come conservatore. La nostra capacità dovrà essere quella di smascherare i limiti, anche concettuali, del sovranismo».

Osserva da parte sua Paolo Ghezzi: «Siamo europei" è un bello slogan. L'iniziativa è interessante. Noi come Futura siamo orientati a lasciare libertà di scelta alle europee, tra le varie liste europeiste. Ma a me personalmente piacerebbe che un manifesto "siamo umani, siamo europei, siamo autonomisti" nascesse per le suppletive per raccogliere tutte le forze antilegasovraniste del Trentino. Stiamo cercando i candidati giusti per questa alleanza larga, eurocivica e civile. Insomma, dalla sinistra a Dorfmann, passando per Calenda e i Verdi, purché ci si opponga al qualunquismo di governo a Roma: stessa formula per europee, suppletive e comunali 2020» conclude.

La palla passa a Vittorio Fravezzi, Upt, che sul tema (ma non solo) riunirà un proprio parlamentino la settimana prossima: «Si tratta di un manifesto in cui chi viene da una cultura riformista, liberal democratica, si può sicuramente riconoscere: sia nell'analisi di Calenda che negli obiettivi che si vuole perseguire. Sapendo comunque che l'Italia, ed il Trentino, fuori dall'Europa, non hanno un futuro. Quindi è condivisibile l'impostazione del manifesto. Le giovani generazioni che partecipano all'Erasmus, o chi opera nell'economia locale, ha bene in mente che cosa significhi l'Europa. Guai a volersi chiudere in se stessi. Come verrà declinato politicamente, se ci sarà un unico listone unitario, va capito. Oppure se ci potranno essere più liste, con la stessa condivisione. Però il suo contributo, in questa fase, è molto importante: dobbiamo porci il problema di come creare un'alternativa seria e credibile rispetto alle altre proposte che sono nate contro l'Europa» chiude Fravezzi


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