L’idea di Andreatta: «Uno spazio pubblico intitolato ad Antonio»

L’intitolazione di uno spazio pubblico, ma anche progetti di lungo respiro che non si esauriscano nello spazio di un giorno o di poche ore, bensì durino nel tempo. La città di Trento farà la sua parte per fare in modo che «lo spirito e la passione di Antonio Megalizzi continuino a vivere» come dice Alessandro Andreatta: «Il Comune potrebbe anche essere disponibile a un ruolo di coordinamento – spiega il sindaco – per raccogliere le idee e capire quale possa essere il percorso più significativo».
E. Ferro, "Corriere del Trentino", 18 dicembre 2018

 

Lasciando a tutti i soggetti potenzialmente interessati la libertà di fare la propria proposta.

E intanto Trento si prepara a riabbracciare la salma di Antonio, che dovrebbe arrivare nella giornata di oggi da Strasburgo. Ieri si è svolta infatti l’autopsia sul corpo del 29enne, morto venerdì dopo aver trascorso tre giorni in coma all’ospedale della città dove è avvenuto l’attentato terroristico. La Procura francese ha quattro giorni di tempo per dare il proprio nulla osta: è però quasi certo che il via libera arriverà già questa mattina. Quindi la salma di Antonio, con al seguito il padre, dovrebbe partire per Roma, dove sarà eseguita una seconda autopsia come previsto dalla normativa in materia di terrorismo. Un passaggio obbligato che però le autorità locali cercheranno di rendere più rapido possibile, in modo che il feretro possa giungere a Trento già nella serata di oggi. Nella chiesa di Cristo Re infatti, dove sarà allestita la camera ardente, la consueta veglia delle 17.30 sarà guidata dal vescovo, nella speranza di poter già accogliere il corpo di Antonio.

Il rettore dell’università Paolo Collini proprio ieri ha sentito Domenico, il papà di Antonio, per mettere a disposizione anche l’ateneo per ospitare la camera ardente. «Ha detto che avrebbe valutato la nostra offerta», ha aggiunto Collini, che adesso ha il compito di dare seguito all’idea del suo ex studente di una radio europea. Racconta: «La radio esiste già ed è EuroPhonica, quella in cui Antonio ha creduto e di cui era il referente per l’Italia: l’università di Trento, però, si impegna a dare gambe e braccia questo progetto, con cose molto concrete. Metteremo a disposizione lo spazio e, naturalmente, anche le risorse economiche». In ogni caso i funerali, in Duomo, probabilmente si terranno giovedì salvo slittamenti dell’ultima ora.

Nel frattempo anche il gruppo consiliare del Pd-Psi ha presentato un ordine del giorno collegato al bilancio chiedendo di promuovere eventi per i giovani dedicati all’Europa.«Un’Europa senza muri, solidale, aperta, casa di tutti, insomma un’Europa futuro comune» chiosa Elisabetta Bozzarelli, prima firmataria del testo.

Una proposta che è già nelle corde del sindaco, per il quale l’intitolazione di uno spazio pubblico al giovane giornalista vittima del terrorismo «è una delle possibilità», per la quale rivela di aver ricevuto sollecitazioni «già poche ore dopo la sua morte». «Così è stato, ad esempio, nel caso di Valeria Solesin – ricorda Andreatta – alla quale è stata dedicata la piazzetta antistante il nuovo studentato Mayer, uno spazio pubblico strettamente legato all’università e ancora senza nome. Ricordare Antonio in un luogo che si libera tra alcuni mesi tuttavia, in una zona magari periferica della città, sarebbe meno significativo».

Anche per questo le possibilità potrebbero essere diverse: «I mondi della scuola, dell’università, della cultura e dell’informazione potrebbero suggerirci, oppure condividere con l’istituzione, qualche progetto – aggiunge il primo cittadino – non solo legato a un giorno, a un percorso breve, ma anche programmi che accompagnino il percorso di classi delle scuole superiori oppure qualche ambito da approfondire in sede universitaria o sul piano della comunicazione».

Importante, secondo Andreatta, «non gareggiare per l’idea più bella» bensì «individuare il modo vero di ricordare e onorare Antonio e di organizzare azioni o momenti che possano continuare nel tempo: credo sia il modo più serio per averlo vivo in qualche modo in mezzo a noi, affinché ne continuino lo spirito e la passione». Le occasioni, insomma, potrebbero essere più d’una e in grado di coinvolgere «diverse persone anche all’interno degli ambiti che lui ha attraversato nella sua storia, i giovani, l’università, la comunicazione, l’Europa».

 

 


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