PopLar, il primo festival universitario alle “Albere”

E’ stato siglato ieri mattina il protocollo d’intesa tra il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il Rettore dell’Università di Trento Paolo Collini in materia di sicurezza urbana e protezione del cittadino. Il progetto sperimentale, ancor oggi unico nel suo genere, è coordinato da “eCrime”, il gruppo di ricerca dell’ateneo trentino guidato dal prof. Andrea di Nicola e specializzato in ricerca applicata interdisciplinare in materia di criminalità e scienze della sicurezza.
A. Collavo, "Trentino", 26 settembre 2017

 

“Il protocollo – ha spiegato Emiliano - consentirà all'Università e alla Regione Puglia di studiare i dati del crimine della regione in modo da avere dati predittivi sulla futura commissione di reati”. Questi dati saranno inoltre utili alle attività dell'antimafia sociale: dall’educazione alla legalità alla prevenzione del crimine e della violenza sulle donne.di Alissa Claire Collavo wTRENTO Un progetto giovane e “rivoluzionario” pensato per creare un legame tra mondo universitario, associazioni locali e territorio. Si chiama PopLar ed è il primo festival studentesco trentino. La manifestazione, giovedì 28 settembre al parco Fratelli Michelin del quartiere “Le Albere”. «Più che festival a noi piace chiamarlo progetto – dice Luca Bocchio, responsabile organizzativo dell'evento e membro del Consiglio di amministrazione dell'Opera universitaria – il festival è quello che si vedrà giovedì, un lavoro che ha coinvolto una quarantina di persone accomunate dalla volontà di portare a Trento qualcosa di nuovo, qualcosa che a Trento ancora non c'è». E la sfida sta nel portare in una zona «purtroppo nota per le sue problematiche - spiega Bocchio - ma con tanti elementi positivi, come la biblioteca, e dalle grandi potenzialità», un’occasione di aggregazione giovanile sana che stimoli l’interesse e la curiosità verso tematiche che vanno dalla musica e dallo sport alla divulgazione scientifica e ai diritti umani.

«Trento è un luogo universitario relativamente giovane - spiega ancora Bocchio - e per questo motivo non è ancora riuscito a creare dei momenti di aggregazione trasversale che vadano oltre lo studio e il “vivere la città”». Manca infatti una forma mentis che «riconosca gli universitari come ciò che sono», continua Bocchio, e che consenta loro di dare un contributo a territorio e città. Cosa che già accade a livello europeo. Entusiasta della proposta, l’assessora all’università e ricerca, politiche giovanili e pari opportunità Sara Ferrari che riconosce l’impegno messo dal Tavolo delle associazioni universitarie trentine (Taut) per aver saputo collaborare «anche con altre realtà di questo territorio come associazioni, istituzioni, privati» nella realizzazione dell’evento. «Questo significa che il mondo universitario non resta più chiuso all’interno delle sue mura, delle relazioni spesso elitarie (in termini di scelte)» che lo contraddistingue, spiega l’assessora Ferrari, «ma che comincia a entrare in relazione, a dialogare con il territorio». E sono proprio di giovani a fare da trait d’union tra questi due mondi.

Dello stesso parere, l’assessora per le politiche sociali Mariachiara Franzoia che riconosce come questo «progetto nato dal basso» abbia richiesto «una lunga preparazione» da parte di un «connubio virtuoso di istituzioni» . E l’impegno degli universitari non è passato inosservato nemmeno alla prorettrice di UniTn Paola Iamiceli: «l’Università di Trento è contenta di iniziative come questa », dice, a partire «dalla gestione autonoma» dell’evento. PopLar si svolgerà nel parco Fratelli Michelin a “Le Albere”, «un’area di diecimila metri quadrati - spiega Luca Bocchio - recintata a causa delle misure di sicurezza che hanno seguito i fatti di piazza San Carlo a Torino». Ci saranno una trentina di stand: «la maggior parte, associazioni universitarie - aggiunge Bocchio - le restanti del terzo settore». Ad aprire la manifestazione, «una conferenza della European Students’ Union a spiegare come funziona il mondo dell’associazionismo in Europa» alla quale seguiranno una serie di «concerti no-stop (ma la musica si fermerà alle 00.30) tenuti da band del panorama universitario ma anche nazionale».


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