Primo sì alla doppia preferenza di genere nella legge elettorale trentina

La prima Commissione di Mattia Civico riunitasi nella mattina di oggi, ha espresso parere favorevole ad una delibera di Giunta e, ai sensi dell'art. 8 della legge 10/2010, ha espresso il parere in ordine alle nomine e designazioni nel CdA dell'APSP don Ziglio di Levico Terme (si vedano in allegato le proposte).
Ufficio Stampa Consiglio provinciale, 21 luglio 2016

A seguire sono state completate le audizioni e l'esame del testo unificato dei due disegni di legge 18 e 23 a firma Lucia Mestri e Giacomo Bezzi, che recano modificazioni alla legge elettorale provinciale in tema di parità di genere. Le norme sono state approvate con 2 voti contrari (Simoni e Borga).

Sentito il Consiglio delle autonomie: c'è bisogno di un supplemento di riflessione e di confronto

La Commissione ha poi affrontato il tema della parità di genere posto dal testo unificato dei disegni di legge 18 e 23 di Maestri e Bezzi. Il documento di modifica della legge elettorale vigente contiene sostanzialmente tre previsioni: la formazione delle liste a pettine con alternanza dei generi (e conseguente eccedenza di un genere di massimo un'unità in caso di liste di numero dispari); l'indicazione di due preferenze di genere diverso, pena la decadenza della seconda preferenza; il rispetto della partecipazione attiva della presenza femminile nella misura minima del 50% nella comunicazione politica durante lo svolgimento delle campagne elettorali e referendarie.

Sulle norme sono stati sentiti Paride Gianmoena e Marco Riccadonna, Presidente e segretario del Consiglio delle autonomie locali. Gianmoena ha precisato che le osservazioni (si veda documento allegato) sono frutto di un'ampia operazione di ascolto che però necessiterebbe di ulteriore spazio di approfondimento. Non è stato espresso un parere definito perché le posizioni fini qui emerse sono state differenziate ed è stato impossibile "su un tema così delicato trovare un'omogeneità di vedute all'interno dell'organismo". "Sicuramente si tratta di un passaggio culturale importante che forse i partiti dovrebbero affrontare e superare al loro interno. Sarebbe interessante", ha aggiunto Gianmoena, riparlarne in autunno dopo un supplemento di riflessione e di confronto. Sui contenuti, ad esempio, rispetto all'ipotesi della riduzione da due a tre delle preferenze, è emersa la preoccupazione che l'elettore percepisca l'innovazione come una restrizione della libertà di voto. Maggiore convergenza si è registrata invece sull'opportunità di garantire parità di spazi a uomini e donne nelle comunicazioni radio-televisive, in coerenza con le scelte in materia di composizione delle liste. Gianmoena ha ribadito in chiusura le premesse e la necessità di sensibilizzare la società sul tema, rinnovando l'invito ad un supplemento di riflessione e confronto.

Il senso di questo provvedimento è quello di stimolare la società ad entrare nel "processo di cambiamento necessario", ha osservato Donata Borgonovo Re. Questa norma serve ad accompagnare i processi: sarà una forzatura utile a costruire una normalità e un equilibrio che altrimenti non sarà mai raggiunto. "Qui c'è di mezzo la volontà dell'elettore", ha detto Rodolfo Borga (Civica): "in regime di democrazia emergono quelli che prendono più voti e non necessariamente il migliore e ciascun elettore, comunque la pensi, ha la stessa dignità": questa è la valutazione di fondo di cui occorre tenere conto a suo avviso.

Il consigliere Maurizio Fugatti (Lega) ha anticipato la posizione contraria al disegno di legge perché non servono leggi particolari per chi ha le capacità e le competenze per emergere. Anzi, questa previsione normativa sarebbe a suo avviso addirittura "sconsolante".

Dichiarazioni di voto e votazione

A seguire la Commissione ha esaminato i 5 articoli del disegno di legge e lo ha approvato con 2 voti contrari (Simoni e Borga) e 4 voti favorevoli (Civico, Borgonovo Re, Kaswalder e Passamani). Rodolfo Borga in dichiarazione di voto contrario ha annunciato la proposta sua e delle minoranze della preferenza unica, che sarà illustrata in aula dove sarà tenuta una posizione ostruzionistica alla proposta. Una provocazione da parte del Capogruppo della Civica: "questo disegno di legge mantiene una discriminazione degli "n" generi che esistono e non sono qui assolutamente considerati". Contrario anche Marino Simoni (Progetto Trentino) che pur mostrandosi meno rigido rispetto a Borga, ha annunciato una serie di valutazioni e posizioni che saranno condivise dalla minoranza e in particolare la ferma contrarietà al 50% nelle liste, una previsione che a suo parere rende di fatto impercorribile nelle realtà, in particolare nei comuni, la costruzione delle liste stesse. Donata Borgonovo Re ha ribadito il voto favorevole ricordando anche quanto detto dalla stessa Corte costituzionale. Infine ha rivolto ai Commissari quella che ha definito "una provocazione affettuosa" ricorrendo alle parole della collega giurista Lorenza Carlassare: "per ragioni storiche il potere è saldamente in mano maschi e ancora vi rimane a meno che non intervenga una legge che interrompa il monopolio". Questo disegno di legge è una misura neutra, antidiscriminatoria che va in questa direzione, ha concluso Borgonovo Re. Il Presidente della Commissione Mattia Civico, in dichiarazione di voto ha sostenuto che la questione non è né di maggiori o minori capacità, né di un diritto individuale delle donne ad essere candidate rispetto ad altri. La questione è che "i luoghi dove si prendono decisioni è bene che siano luoghi abitati da sensibilità, opinioni e punti di vista diversi, con capacità e approfondimento che non sempre appartengono agli uomini". Infine una riflessione alla quale Civico ha invitato la Minoranza in previsione del dibattito in aula, fondata su una contraddizione nel suo ragionamento: "è bizzarro", ha detto "che i più convinti oppositori a questa logica abbiano poi di fatto sostenuto che nel ruolo educativo è bene ci siano un padre e una madre: perché porre questa questione sul piano educativo e non come diritto dei cittadini ad essere governati secondo una logica di conduzione e di crescita che coinvolga uomini e anche donne"? "La famiglia non si vota, gli amministratori si scelgono" ha replicato brevemente Borga.

Walter Kaswalder (Patt) ha detto di votare questa legge perché parte del programma di Governo: tuttavia, ha aggiunto, se si parla di discriminazione si dovrebbe farlo coerentemente in tutti i campi. "Io sono stato discriminato, per esempio, nella mancata indicazione a presidente del Consiglio regionale perché non ho votato la mozione di contrasto all'omofobia" ha aggiunto.

Gianpiero Passamani, capogruppo UpT ha annunciato il voto favorevole: " questa è una norma che mi ha convinto e permesso di approfondire e comprendere, fugando i dubbi e perplessità iniziali che non nego aver avuto". L'aula è comunque sovrana e sulla composizione delle liste forse dovremo lavorare per venirci un po' incontro. La proposta sarà discussa in aula nel mese di settembre.


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