Politica del lavoro, più integrazione tra pubblico e privato

TRENTO Via libera dalla giunta provinciale al nuovo documento degli interventi di politica del lavoro per il periodo 2015-2018. Il piano contiene le azioni che la Provincia autonoma può attivare per sostenere l’occupazione nel territorio trentino. «È un piano che si pone nettamente sotto il segno del cambiamento e dell'innovazione - sottolinea Olivi - e i punti di discontinuità rispetto al passato consentiranno di migliorare l'efficienza delle politiche pubbliche in questo settore.
"Trentino", 3 novembre 2015

 

Innanzitutto, puntiamo ad una maggiore integrazione fra pubblico e privato. Al pubblico rimane la regia generale del sistema, ma vogliamo mobilitare tutta una serie di soggetti privati e del terzo settore, non solo agenzie ma anche scuole, sindacati, enti intermedi e così via, affinché collaborino con i nostri centri per l'impiego per generare occupazione. Si passerà in sostanza da un sistema basato su appalti ad uno prevalentemente basato sui voucher: il disoccupato percepirà un assegno che potrà scegliere di spendere, ad esempio per un percorso di riqualificazione, presso uno dei soggetti accreditati.

L'Agenzia del lavoro dal canto suo dovrà mettere a fuoco i bisogni di ciascuna persona, per poi mobilitare la Rete dei servizi per l'impiego territoriale affinché essa individui al suo interno la risposta più appropriata». Il secondo punto - continua Olivi - «riguarda la riforma dei servizi per l'impiego: i Centri per l'impiego diventeranno snodi fondamentali fra lavoratori e imprese, e dovranno di conseguenza conoscere approfonditamente i bisogni di domanda e offerta di lavori. Cureranno anche uno strumento nuovo dove incrociare tutti i dati, il portale Trentinolavoro». Il terzo punto riguarda la formazione: «Si passerà da un approccio generalista ad uno più personalizzato e premiale.

La novità è che si premierà con l'incentivo economico solo il formatore che raggiungerà il risultato concreto di portare il lavoratore fino ad un nuovo impiego». Infine gli ammortizzatori sociali, «che saranno sempre meno categoriali e sempre più universali: le parole d'ordine qui saranno condizionalità e maggiore collaborazione con le imprese. Tra gli obiettivi che ci proponiamo allargare le tutele ai disoccupati non sufficientemente”'coperti” dallo Stato, e dar vita ad un welfare realmente partecipato». Positive le reazioni dei sindacati. «Il nuovo piano di interventi di politica del lavoro rafforza la posizione dei lavoratori e delle lavoratrici sul mercato in tutte le fasi del loro percorso occupazionale, soprattutto nei delicati momenti delle transizioni», affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Trentino. «Abbiamo sempre sostenuto, e ne restiamo convinti, che le politiche attive del lavoro - sottolineano Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti - rappresentino un elemento centrale per rafforzare le persone sul mercato e nel contempo per favorire in chiave positiva la rigenerazione del tessuto economico della nostra provincia».

Una sorta di staffetta generazionale quella che si è concretizzata all'Agenzia del Lavoro, dove il professor Michele Colasanto lascia la presidenza, che viene raccolta dal professor Riccardo Salomone, classe 1974, professore associato in diritto del lavoro presso l'Università di Trento. La nomina è stata formalizzata ieri dal presidente della Provincia Ugo Rossi e dal vicepresidente Alessandro Olivi che hanno ringraziato il professor Colasanto per il prezioso contributo fornito in questi anni. «All'inizio della legislatura - ha spiegato Olivi - avevamo deciso, insieme al professor Colasanto, che oggi (ieri, ndr) ha partecipato alla presentazione alla stampa del piano degli interventi di politica del lavoro, di proseguire nel suo impegno alla guida dell'Agenzia del Lavoro per completare il percorso di riforma avviato con la delega sugli ammortizzatori sociali, consapevoli che le sue capacità nel tessere relazioni, unitamente alle sue conoscenze giuridiche, fossero una risorsa imprescindibile per portare a termine la riforma. Lo ringrazio per quanto fatto».


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