Le donne forti della politica in pressing sul governatore

Alla faccia di un Parlamento dove la lobby trasversale dei maschi ha tagliato le gambe alle rivendicazioni femminili, il Trentino della politica va controcorrente. Nel giro di poche settimane il primo partito della provincia, il Pd, e uno dei principali alleati di governo del centrosinistra, l'Upt, hanno assunto alla guida due donne. Dopo l'incoronamento di GIULIA ROBOL da parte dell'assemblea del Partito Democratico, domenica è stata la volta di DONATELLA CONZATTI, designata al vertice dell'Unione per il Trentino.
F. Gottardi, "L'Adige", 8 aprile 2014

Vero che in questo caso succede a un'altra donna, Flavia Fontana. Ma mentre Fontana era stata scelta a suo tempo come figura di mediazione con Conzatti il partito ha fatto una precisa scelta di campo e l'impressione è che la sua sarà una segreteria vera.

Robol e Conzatti hanno diversi aspetti in comune. Entrambe sono roveretane. Sono quasi coetanee, la prima ha 41 anni, la seconda 40. Si conoscono, e si stimano, nonostante abbiano sempre militato in partiti diversi. Giulia ha un passato nella Margherita, di cui è stata coordinatrice cittadina. Conzatti viene da un'esperienza nelle liste civiche di Valduga.

Giulia Robol è sposata e ha due figli. Di professione architetto è dal 2010 assessore comunale all'urbanistica. Donatella Conzatti è sposata e tre volte madre. Laurea in economia e commercio, dal 2011 è mediatrice civile e commericale alla Camera di Commercio di Trento. È stata consigliera della Comunità della Vallagarina, candidata alle politiche dell'anno scorso per Scelta Civica e alle ultime provinciali nell'Upt.

Due donne con famiglia e figli, con un lavoro impegnativo e che sono comunque riuscite a coltivare anche la loro passione per la politica. Dove sembrano intenzionate a lasciare la loro impronta.

Le prime dichiarazioni della neo segretaria Upt lo stanno a dimostrare. Nessun timore reverenziale e parole chiare dirette al governatore Ugo Rossi. Ribadite anche nell'intervista qui sotto. E nei confronti del presidente della giunta provinciale si esprime più o meno negli stessi termini anche Giulia Robol nell'intervista a fianco. Entrambe chiedono un salto di qualità all'azione del governo provinciale. Chiedono alla giunta di non limitarsi a gestire il quotidiano ma di cercare di dare una prospettiva, un'impronta, un'identità al Trentino.


INTERVISTA A GIULIA ROBOL
«Rossi troppo permaloso»

Giulia Robol, due donne alla guida di due partiti importanti come Pd e Upt. Segno che qualcosa sta cambiando anche in politica? Le quote rosa non servono più? Sicuramente è un segnale positivissimo. Io sono molto contenta che abbia vinto la competizione dell'Upt Donatella Conzatti, che oltretutto è roveretana come me. La conoscono, è una donna molto determinata e sono convinta che si potrà lavorare molto bene insieme. Dopodiché credo che le quote rosa abbiano svolto un ruolo importante dove le donne sono sottorappresentate. Per vari motivi per una donna non è facile fare politica, come non è facile arrivare ad alti livelli dal punto di vista professionale. Quindi il problema è effettivo e la rappresentanza secondo me dovrebbe essere al 50%. È una questione di democrazia. 

Il congresso dell'Upt ha affrontato domenica la questione della riforma delle Comunità di Valle invitando a fermare il progetto messo in atto dalla giunta Rossi. Condivide? Io credo che sulla riforma vada fatto un ragionamento profondo e auspico che sia un ragionamento politico di coalizione, senza scelte precostituite. È vero che le Comunità non hanno funzionato ma credo che ci voglia una mediazione che porti all'efficienza. Delle modifiche importanti vanno attuate e il ragionamento sul referendum che sta portando all'Unione di molti comuni non va sottovalutato. Io vorrei che si facesse un tavolo politico di serio confronto per arrivare a una scelta positiva. 

Ma le Comunità devono rimanere elettivo o no? Dipende, prima bisogna capire bene che ruolo devono avere. 

Che voto dà ai primi mesi della giunta Rossi? Il giudizio è positivo ma ritengo francamente che le uscite del presidente siano un po' troppo permalose. C'è un po' di confusione per cui non si è ancora capito quali sono gli ambiti irrinunciabili su cui la giunta ritiene di dover investire significativamente. Finora sono emerse indicazioni spot ma oltre che ragionare sui tagli bisogna decidere anche qual è la visione del Trentino che vogliamo. E se qualcuno lo fa presente non la prenderei in modo permaloso bacchettando a destra e a manca. Credo che Rossi, che è il condottiero di questa nave, dovrebbe tenere accanto a se i partiti rafforzando la coalizione e le scelte della giunta, facendo capire che sono scelte collegiali fatte nell'interesse del Trentino. 

Le sue priorità quali sono? Il tema dei temi è il lavoro, a cui sono legati formazione e conoscenza. E un pensiero generale su questo non è ancora uscito. Non sono emerse con chiarezza le politiche su cui si vuole investire. Poi ci sono sanità e welfare. Sappiamo che c'è il grande investimento del Not ma cosa succede rispetto al resto non è chiaro. La sensazione è che si stanno facendo delle scelte volta per volta ma un grande confronto generale non ci sia stato. Forse dovremmo riprendere un ragionamento più collegiale e partecipativo da parte delle forze politiche sulle scelte importanti. 

A proposito di partiti si discute di un nuovo partito territoriale in cui c'è anche chi vorrebbe coinvolgere il Pd. Cosa ne pensa? Mi pare un ragionamento un po' fuori dal tempo. Comunque non sono cose che possono decidere le segreterie. Oltretutto siamo in un momento molto basso di consenso per la politica. Più che parlare di alchimie tra partiti dovremmo forse recuperare un immagine della politica che sia di servizio ai cittadini e di bene comune. Dopodiché che il Pd abbia una conformazione diversa da quella romana è nelle cose, perché il Trentino stesso è diverso. Credo comunque che tutte le forze politiche debbano essere partecipi di questo e non si difende l'autonomia strutturandosi in un partito unico, lo si fa perché questa è una sensibilità condivisa da tutti. 

Ma l'autonomia speciale è veramente a rischio? Non credo lo sia totalmente, ma che ci sia una volontà di centralizzazione da parte dello Stato è evidente. Se la nostra azione politica non sarà incisiva credo che qualche rischio lo corriamo, per questo serve un lavoro collegiale. Vicenda vitalizi.

La proposta della giunta è di restituire una parte dei soldi stanziati. È sufficiente? Restituire e risparmiare un tot è il principio generale dell'ultima riforma. Ma il criterio non deve essere solo la ridefinizione dell'attualizzazione degli anticipi. Non basta. Ci sono dei privilegi per i politici in termini di sistema pensionistico ma anche di altro tipo, tutta una serie di situazioni strane. Io credo che i cittadini si aspettino che il politico venga sì pagato ma venga trattato come un lavoratore normale, con le stesse condizioni e gli stessi trattamenti.  


INTERVISTA A DONATELLA CONZATTI
«Più visione d'insieme»


Donatella Conzatti, un'altra donna al vertice di un importante partito. È un caso o sta cambiando qualcosa in politica? Mi sembra che sia un segnale molto bello. Nel dibattito sulle quote rosa spesso si sente dire: servono solo per piazzare qualcuno senza merito. Invece mi pare che il merito ci sia e la grinta anche. Se ci impegniamo ce la facciamo ma a parità di merito e di condizioni le donne fanno più fatica e dunque, come dice la Costituzione, bisognerebbe trovare il modo quantomeno per parificare il punto di partenza. Con Giulia Robol il confronto sarà più semplice di quello che sarebbe stato con un maschio. No, qui non ne faccio una questione di genere. Giulia mi piace perché è brava, competente e preparata. È molto determinata e ha un partito complicato da gestire. Ci siamo già trovati su tavoli opposti. Si discute ma mi trovo bene e la stimo molto. 

Lei al congresso dell'Upt ha bocciato la riforma istituzionale delle Comunità di valle proposta dalla giunta. È da rifare? Noi non abbiamo condiviso il metodo. Non ci sembrava giusto iniziare a discutere una cosa così importante leggendo le intenzioni della giunta sul giornale. Poi nel merito ci piacerebbe che venisse data attenzione su quanto scritto sul programma di legislatura. E cosa c'è scritto? Che i partiti della coalizione credono nella riforma e che vanno trasferiti personale e funzioni alla Comunità di valle. Che ci si rende conto che le assemblee vanno snellite e che i sindaci devono essere maggiromente coinvolti. 

Lei arriva alla segreteria dell'Upt in un momento pessimo per l'immagine della politica e dei partiti. Come pensa di riaccendere l'interesse e riavvicinare la gente? Non vorrei essere troppo ottimista, ma ho visto che nella campagna elettorale del 2013 sono riuscita ad avvicinare molte persone e anche nell'assemblea di gennaio "Upt cambia passo" c'era stata un'ottima partecipazione. Si tratta di essere seri e il più credibili possibili, di usare una terminologia che non sia politica. La gente deve venire e poter discutere di problemi concreti. 

È un problema per l'Upt non avere un referente nazionale? Lei cosa voterà alle europee? Vedremo quali saranno le indicazioni di Dellai. Vorrei capire se ci sarà una lista di ispirazione democratica e popolare alleata col centrosinistra.  Che giudizio dà dei primi cinque mesi della giunta Rossi? Ci sono aspetti molto positivi che riguardano l'innovazione e la modernità. Forse mi concentrerei di più sulla questione di una visione d'insieme. Secondo me va ridisegnato un modello di sviluppo del Trentino un po' più competitivo e in questo senso c'è da lavorare ancora. Personalmente qualche idea ce l'ho e daremo il nostro contributo. Lei ha parlato chiaramente della prospettiva di un'evoluzione dei partiti del centrosinistra verso un partito territoriale unico. È alla testa di un partito che vuole far sparire in fretta. Non so se sarà un percorso così breve.

La mozione votata al congresso dice di avviare al più presto un tavolo di confronto. Ma la cosa dovrebbe riguardare tutti, anche il Pd? Mi piacerebbe coinvolgere quelli che fanno parte della coalizione. Si tratta di convincere tutti a fare un passo indietro, compreso il Pd anche se non mi pare sia così interessato, e ridisegnare assieme un modello di sviluppo per il Trentino. Una volta che abbiamo un'idea e un progetto condiviso si può partire. 

A livello nazionale si sta assistendo a una deriva centralista. L'autonomia trentina è a rischio? C'è un clima di non comprensione sulle ragioni della specialità e forse il Partito territoriale va anche in questa direzione. In questo momento mi fa molta paura il clima di totale incomprensione di quello che siamo e di come gestiamo il nostro territorio. 

Vicenda vitalizi. Che idea si è fatta? È sufficiente la proposta della giunta Rossi sulla restituzione di parte degli anticipi ricevuti dagli ex consiglieri? Io faccio la commercialista di professione e voglio leggere per capire meglio. Gradisco la tempestività, dopodiché ci sono questioni giuridiche credo invalicabili. Ho i miei dubbi ad esempio che si possa obbligare gli ex consiglieri a restituire il Fondo Family già assegnato, diverso per i contributi anticipati dalla Regione. In generale credo che i politici vadano pagati, i vitalizi invece non hanno senso di esistere ed è stato giusto averli aboliti. La pensione invece uno se la deve pagare versando i contributi e percependola nei tempi previsti per gli altri lavori, senza privilegi. 


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