Partito Democratico del Trentino – Circolo di Pergine

 

 

Il segretario del circolo dal 23 giugno 2014 è Marina Taffara.

 

Il direttivo: Cristina Beber, Cristiana Cassinari, Serena Curzel, Annamaria Lazzeri, Mariagrazia Margoni, Roberta Reverdito Bove, Simonetta Parrotto, Alina Scrab, Marco Casagrande, Alberto Cucino, Emanuele Curzel, Giorgio Girardi, Matteo Savastano, Davide Tabarelli, Andrea Zampedri.

 

Membri di diritto del direttivo: Stefano Corradi, Bruno Dorigatti, Manlio Natale, Chiara Paoli, Roberto Valcanover, Luca Zeni.

 

CONTATTI

 

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 ATTIVITÀ RECENTI

Donazione dell'archivio del PCI al Museo Storico di Trento (19 ottobre 2014)

 Il circolo di Pergine del Partito Democratico del Trentino ha deciso di donare al Museo storico in Trento l’archivio e la biblioteca della sezione di Pergine del Partito Comunista Italiano, finora conservati nella propria sede. Si tratta di quattro scatole di materiale archivistico che documenta l’impegno politico del PCI a livello locale, soprattutto nella seconda metà degli anni Settanta e nella prima metà degli anni Ottanta, e di una settantina di volumi degli anni Sessanta e Settanta. Il Museo ha manifestato un vivo interesse per l’offerta, anche perché una parte cospicua del materiale documentario della Fondazione Museo storico del Trentino è costituita da archivi di partiti e movimenti, e tra essi l’archivio della Federazione Trentina del Partito Comunista Italiano. Archivio e Biblioteca verranno inventariati e catalogati per essere poi messi a disposizione degli utenti del Museo (fatte salve le eventuali restrizioni di legge).

La forma del Paese: incontro con Giorgio Tonini (6 ottobre 2014) 

 Di fronte a una quarantina di persone attente e partecipi il senatore eletto nel collegio della Valsugana (vicecapogruppo PD e membro della Direzione nazionale del partito) ha dapprima parlato dell’attuale percorso delle riforme istituzionali e della legge elettorale, sottolineando come si tratti di modifiche da tempo attese, che è necessario fare per superare la crisi politico-istituzionale (dalla quale, nonostante le apparenze, non siamo affatto usciti!). Al momento la nuova legge elettorale è stata approvata in prima lettura alla Camera; le riforme costituzionali (tra cui quella, importante, che pone termine al nostro “bicameralismo perfetto” modificando modalità di elezione e prerogative del Senato) sono invece state approvate in prima lettura al Senato. Si può ritenere che il percorso – cominciato, come Tonini stesso ha sottolineato, con l’esperienza del governo Letta – andrà a concludersi verso la fine del 2015, con il referendum confermativo.

Le numerose domande poste dai presenti hanno reso evidente che vi sono dubbi circa alcuni aspetti della legge elettorale e preoccupazioni per quanto riguarda le conseguenze della riforma costituzionale del titolo V sulla nostra autonomia; a questo proposito Tonini ha ricordato che è inevitabile tener conto della posizione degli altri principali partiti (non è la volontà del PD in quanto tale che può imporsi) e ha sottolineato che nuove le norme di attuazione dello Statuto di autonomia verranno comunque varate d’intesa tra Stato e Province autonome.

La seconda parte della serata è stata invece dedicata alla legge di riforma del lavoro (“jobs act”): Tonini ha introdotto il tema tratteggiando un ampio quadro circa le modifiche economiche e sociali avvenute negli ultimi decenni e parlando della necessità di favorire gli investimenti per rilanciare l’occupazione. Ha quindi sottolineato che il contesto attuale richiede di tutelare il lavoratore in quanto tale, più che il suo legame con un particolare posto di lavoro. Anche su questo secondo argomento le domande sono stato numerose; si è reso evidente che nell’opinione pubblica e nel PD vi sono opinioni diverse. La riunione si è conclusa alle 23.15, ma ci si ripromette di tornare prossimamente sul tema.

Il circolo del PD di Pergine ha così potuto offrire una nuova occasione di incontro pubblico, dopo quella dello scorso 6 settembre con Zanonato e Olivi; contiamo di proseguire nell’organizzazione di questo tipo di appuntamenti per dare la possibilità a simpatizzanti e cittadini di venire informati sui temi del dibattito politico e di dire la propria opinione in merito.

Il PD in piazza per parlare di lavoro, giovani ed Europa (6 settembre 2014)

 

Un’iniziativa coraggiosa: la politica è un po’ di tempo che scappa dalle piazze, stamattina dimostriamo che vogliamo tornare a parlare tra la gente, misurarci con le difficoltà, le inquietudini e le speranze”. Con queste parole il vicepresidente della Giunta provinciale Olivi ha introdotto il suo intervento nell’ambito dell’iniziativa Pergine: giovani e lavoro. Ripartiamo dall’Europa, che il circolo di Pergine del Partito Democratico ha organizzato nella mattinata del 6 settembre.

 

 

Dal palco di piazza Municipio Marina Taffara, segretario del circolo, ha salutato i presenti e Elisa Filippi, membro della direzione nazionale, ha introdotto il tema ricordando la realtà con la quale ci dobbiamo confrontare: una disoccupazione giovanile che in Europa è mediamente al 24%, con paesi attestati su percentuali ben più alte; e anche se il Trentino vive ancora una situazione discreta (9%), è al contesto europeo che bisogna guardare per preparare il futuro.

 

Alessandro Olivi ha dato una prima risposta parlando delle iniziative provinciali: attraverso l’utilizzo del programma “Garanzia giovani” sono stati stanziati 8.400.000 euro per sostenere il tirocinio in azienda, l’apprendistato, il servizio civile; il programma è biennale, ma l’obiettivo è di renderlo stabile.

 

Ha preso poi la parola Flavio Zanonato, già ministro dello sviluppo e ora parlamentare europeo. La crisi economica ha profonde radici politiche, connesse con scelte che hanno favorito la rendita rispetto al lavoro e all’impresa. Serve una politica industriale europea – l’Italia è uno spazio troppo piccolo – che tenga conto del fatto che enormi paesi sono entrati negli ultimi anni nella competizione economica: e non ci sono soluzioni semplicemente tecniche, devono essere fatte delle scelte politiche, rimettendo al centro il lavoro e la produzione di ricchezza. Di fronte alle istituzioni europee, l’opinione pubblica è guardinga o scettica: ma ci sono esempi di politiche capaci di dare grandi risultati (pensiamo agli scambi universitari Erasmus, ma anche ai programmi che danno ai giovani la possibilità di creare un’azienda) e di formare una nuova generazione che ha una visione culturale che supera le barriere nazionali. L’Italia non può uscire dalla crisi senza una politica europea; e oggi il PD è il gruppo più consistente all’interno del PSE, e dunque può favorire una svolta politica a livello.

 

Olivi ha poi ricordato – citando le parole di Romano Prodi – che senza il processo di integrazione europea l’Italia non avrebbe avuto né sviluppo, né democrazia; e che la deindustrializzazione è iniziata prima della crisi, quando si è pensato che le politiche industriali potessero essere abbandonate e che un’economia dei servizi potesse da sola produrre valore reale e occupazione. Così non è: ora servono regole comuni sul costo del lavoro, politiche fiscali comuni, più collaborazione tra università e mondo delle imprese. Ci sono filiere da sostenere: la meccatronica, il turismo, l’agroalimentare, l’energia. Per quanto riguarda le start-up, dobbiamo accettare il rischio della loro “mortalità” senza dispendere risorse; la Provincia ha pensato a un sistema di cofinanziamento, per cui – dopo un primo incentivo a fondo perduto – verranno concessi finanziamenti pari al capitale privato. Ultimamente è stata costruita (grazie alla delega sugli ammortizzatori sociali) una misura di sostegno per chi viene licenziato o vede scadere il termine del contratto a tempo determinato: si sostiene il reddito mentre si fa formazione, in cambio dell’attivazione per la ricerca di un’altra attività lavorativa e dunque come transizione tra un lavoro e l’altro.

 

Zanonato è poi intervenuto sottolineando che la via d’uscita dalla crisi non dipende dalla genialità o dalla bravura intellettuale di qualche soggetto; la soluzione è politica, non tecnica. A lungo abbiamo immaginato che si potesse terziarizzare l’economia, che i beni potessero essere prodotti dalle parti più arretrate del mondo; oggi non reggiamo la competizione con luoghi in cui il costo del lavoro è diverso; ma non dobbiamo consentire forme di dumping, dobbiamo fare in modo che il progresso di altri paesi corrisponda a una redistribuzione di beni anche altrove, cosa che finora è avvenuta solo parzialmente. Esiste poi un problema di rapporto con gli altri paesi europei: energia e burocrazia da noi costano di più, serve un’armonizzazione della fiscalità e delle regole sul lavoro. Ed è importante ricordare che l’immigrazione viene essenzialmente a compensare il calo demografico. In generale, dobbiamo riconquistare e diffondere un atteggiamento razionale su questi temi.

 

Una cinquantina di persone ha assistito con continuità; i tanti che hanno attraversato la piazza nel corso della mattinata hanno potuto apprezzare non solo la musica degli Alibi (che hanno aperto e chiuso l’incontro), ma anche l’impegno del PD nel portare un contributo di informazione e di proposta su temi tanto concreti, che toccano la vita quotidiana delle persone.

 

 

L’appuntamento del 6 settembre è stato il primo di una serie che il PD di Pergine vuole organizzare per promuovere la conoscenza dei temi della politica nazionale e locale. Il prossimo appuntamento sarà il 6 ottobre: parleremo di riforme istituzionali con il senatore Giorgio Tonini.

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