economia e lavoro pagina 34

Dorigatti su lavoro e sicurezza dei lavoratori

Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, Dorigatti: rimettere in discussione l’articolo 18 per creare lavoro è un falso problema. Occorre invece riportare il lavoro al centro dell’attenzione, investire sulla crescita delle imprese e sulla cultura delle sicurezza dei lavoratori. Sicurezza per cui in questo periodo di crisi non bisogna abbassare la guardia.
12 ottobre 2014 

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#JOBSACT - OLIVI: "La riforma del lavoro va fatta insieme"

Gli stimoli contenuti nelle riflessioni di Simone Casalini sono a mio avviso più che opportuni sia sul piano del metodo che su quello del merito circa le questioni che riguardano le politiche sul mercato del lavoro. Sono questioni che in radice si giocano su due fronti: i processi in atto (economici e produttivi certamente, ma anche sociali e culturali); e le persone che, in ragione di questi processi, vedono crescere la vulnerabilità loro e delle proprie famiglie nonchè i rischi di disagio se non d’impoverimento.
Alessandro Olivi, "Corriere del Trentino", 7 ottobre 2014 

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«Non si crea lavoro riducendo i diritti»

La proposta Renzi non affronta il cuore del problema: è pura propaganda politica. Il problema è la carenza di diritti, non l’eccesso: con che coraggio, davanti a milioni di posti di lavoro andati in fumo negli ultimi anni, si dice che i lavoratori italiani sono troppo tutelati?». Bruno Dorigatti, esponente di punta del Pd Trentino e oggi presidente del consiglio provinciale, riveste i panni di sindacalista Cgil e critica duramente il Jobs Act di Renzi.
C. Bert, "Trentino", 1 ottobre 2014

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"Basta parlare di art.18: servono investimenti e innovazione per rilanciare il Paese”, intervista a Ronny Mazzocchi

Di articolo 18, riforma del mercato del lavoro, flessibilità, salario minimo e tanto altro, una chiacchierata con Ronny Mazzocchi, professore di economia monetaria e finanziaria e macroeconomia all’Università di Trento, collaboratore di Unità e ItalianiEuropei nonché responsabile Formazione del PD del Trentino, a pochi giorni dalla riapertura dei lavori parlamentari sulla riforma.
Pubblicato su http://www.gdtoscana.it/, 18 settembre 2014 

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Giovani e lavoro, allarmismi esagerati

Olivi: «Un tasso di disoccupazione giovanile al 34% è certamente un dato che fa riflettere, e che tutti dobbiamo impegnarci a fare calare. È bene precisare però che il dato statistico non riguarda il totale dei giovani trentini, che sono circa 54.500, ma solo quelli che lavorano o cercano lavoro, che sono in tutto 15.569, le cosiddette forze attive. Il 34% di questi ultimi è disoccupato, quindi parliamo di 5.299 persone. Sulla popolazione giovanile totale, pertanto, i disoccupati sono il 9,7%». 
"Trentino", 11 luglio 2014

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SARA FERRARI: lavoriamo per contrastare la disoccupazione delle giovani donne

Il dato che emerge dalla lettura delle statistiche sulla occupazione nel primo trimenstre di quest'anno richiede sforzi specifici per contrastare la disoccupazione e quella delle giovani donne in particolare. Il dato più sconcertante è il differenziale tra l'occupazione di giovani uomini e giovani donne. Le motivazioni sono molteplici. C'è purtroppo anche in Trentino una questione culturale e  processi di discriminazione di genere ancora presenti nel mondo economico come in quello sociale. Vi sono purtroppo anche debolezze sul lato della spendibilità sul mercato del lavoro dei percorsi formativi scelti prevalentemente dalle donne.
Sara Ferrari, 11 luglio 2014 

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Aiuti ai senza lavoro congelati da Roma

Il sindacato lancia l'allarme: in 1.200, tra lavoratori che hanno mobilità e cassa integrazione in deroga, rischiano di rimanere senza soldi dal primo luglio, perché a Roma non hanno ancora definito la gestione delle risorse in materia. L'assessore Alessandro Olivi replica: a breve convocherò la commissione provinciale per l'impiego per prorogare l'accordo locale, firmato a fine 2013, e sbloccare così le risorse che già ci sono (2 milioni di euro) e che coprono fino a ottobre gli ammortizzatori in deroga.
A. Conte, "L'Adige", 8 giugno 2014

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Betta: «Lavoro 12 ore al giorno, prendo 3.600 euro netti al mese»

«L'indennità è un tema su cui si fa molta demagogia, noi abbiamo rispettato quando promesso in campagna elettorale, lo dimostrano i fatti». Lo sostiene il sindaco Alessandro Betta che, insieme alla sua giunta, intende chiarire la questione. «Né trucchi né inganni - dicono - questa è un'amministrazione coerente. Il comune di Arco è stato il primo in Trentino, con l'allora sindaco Veronesi, ad autoridursi lo stipendio del 20%, alla luce della legge Amistadi e con l'amministrazione di Paolo Mattei abbiamo fatto lo stesso». 
"L'Adige", 20 maggio 2014

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