«Buona prestazione, è iniziata l'inversione di tendenza»

«Il Trentino va riportato sui giusti binari della propria storia e della propria peculiarità. Dobbiamo ripartire da qui». Cristina Donei mescola sentimenti contrastanti e non potrebbe essere altrimenti. L'ex procuradora della Val di Fassa, sostenuta in queste elezioni dall'Alleanza democratica formata da Pd, Upt, Futura2018, Socialisti, Verdi e Leu, ha ottenuto poco meno di 20.000 voti (19.386), ovvero un risultato che era tutt'altro che scontato alla vigilia, ma soprattutto ha superato di dieci punti la performance di un anno fa di Lorenzo Dellai (35,9% contro 26,7%).
"Trentino", 28 maggio 2019

 

Nonostante ciò, rimane la delusione per l'esito della competizione elettorale che anche in Trentino ha premiato l'onda leghista ormai inarrestabile. «Più che leghista è un'onda salviniana - spiega la candidata del centrosinistra - contro la quale nulla ha potuto neppure il Trentino. Il collegio della Valsugana è sempre stato un presidio della Lega, almeno negli ultimi appuntamenti con il voto, dunque non era una sfida affatto facile, ma la buona prestazione dimostra che vi è stata una inversione di tendenza rispetto al recente passato.

I dieci punti in più rispetto alle politiche di un anno fa significano che possiamo e dobbiamo rimetterci in cammino per riportare il Trentino sui giusti binari della propria storia, delle proprie peculiarità e verso un futuro fatto di coraggio e intraprendenza, sempre tenendo ben presente quella solidarietà alpina che in campagna elettorale ho spesso citato. Per quanto mi riguarda, credo abbia dato i suoi frutti una campagna elettorale impostata sul recupero dei valori e anche sulla leggerezza nei modi e nei termini. Dopodiché, l'esito è quello che è ed è dovuto soprattutto all'onda lunga della Lega nazionale e devo dire che fa molto dispiacere vedere che anche il Trentino, alla fine, si sia omologato al resto d'Italia, noi che veniamo da una storia contraddistinta dall'autonomia e un territorio, il nostro, speciale e con delle peculiarità che nulla hanno a che vedere con ciò che, invece, connota la Lega».

All'ex procuradora risultano incomprensibili le ragioni per le quali il Trentino e i trentini abbiano deciso di aprire completamente le porte all'avanzata della Lega. «A essere sincera, non riesco a darmi una spiegazione, non trovo le ragioni per le quali il Trentino sembra dimenticarsi della propria storia, mentre mi preoccupa pensare che i trentini non siano più orgogliosi della loro specialità. Siamo e dobbiamo essere diversi dalla Padania», commenta Cristina Donei, che poi prosegue: «Mi auguro che i trentini si possano sentire sempre speciali e che vi sia un recupero di determinati valori. I segnali di ripresa ci sono e sono importanti, dobbiamo cominciare da qui per rimetterci in movimento cercando di ritessere i legami. Ho sempre fatto politica con passione e per passione, e continuerò a farlo. Questo è un momento di riflessione, non certo di arrivo». Nessun rammarico, dunque, su come si è svolta la campagna elettorale. Anzi, no. Un rammarico, in verità, c'è: «Mi rammarico soltanto di aver avuto poco tempo, è stato tutto troppo veloce, avrei voluto fare e dire più cose». 


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