Mozione di Alessandro Olivi: un quartiere logistico permanente dell’associazionismo, della solidarietà e del volontariato sociale negli spazi dell’“ex Ariston” di Rovereto

Realizzare all’“ex Ariston” di Rovereto un quartiere logistico permanente dell’associazionismo della solidarietà e del volontariato sociale. E’ questo l’impegno che Alessandro Olivi chiede alla Giunta di assumersi, depositando la proposta di mozione. “Anche a Rovereto, come in molti centri urbani europei, la riqualificazione e il recupero delle aree industriali dismesse rappresenta uno dei fronti più interessanti e delicati per provare a disegnare le città del futuro”.
Trento, 5 aprile 2019

 

Olivi ha le idee chiare, e d’altra parte la collaborazione tra Trentino Sviluppo e Fondazione Comunità Solidale (braccio operativo dell’Arcidiocesi di Trento e della Caritas Diocesana di Trento) parte da lontano. Da quanto, nel 2012, proprio con la supervisione dell’assessorato allo sviluppo economico e lavoro, i volontari hanno potuto realizzare in quegli spazi una struttura residenziale per uomini adulti in situazioni di emarginazione sociale o temporanea difficoltà, ampliando due anni dopo le attività con il progetto “Magazzino Mobili”, grazie al quale all’ex Ariston vengono portati i mobili dismessi e in buone condizioni donati dagli abitanti del comprensorio alle famiglie in difficoltà, che lì possono ritirarli a una cifra simbolica.

A dimostrazione che le buone idee camminano con le proprie gambe, una nuova intesa nel 2018 ha concesso in comodato gratuito ai volontari la palazzina mensa e servizi dello stabile, valorizzando il lavoro di 250 persone impegnate nei diversi progetti di ascolto, accoglienza, riuso e riciclo solidale. “Il fatto che gli spazi “ex Ariston” siano di proprietà pubblica, affida al pubblico una responsabilità in più, perché toglie di torno l’alibi con il quale qualcuno cerca di nascondere la totale assenza vista fin’ora di una linea politica industriale – afferma Olivi – c’è quindi, da un lato, la responsabilità di un territorio che deve ripensare l’utilizzo delle aree che la crisi lascia libere, dimostrando che l’uscita di scena di una azienda non sancisce automaticamente il declino di un sito; e dall’altro l’occasione per mostrare un approccio più innovativo, riconoscendo quanto d’importante è già stato fatto assieme alle organizzazioni dell’associazionismo e del volontariato, e realizzando un Quartiere logistico permanente dell’associazionismo della Solidarietà e del Volontariato Sociale che consentirebbe anche ad altre associazioni presenti sul territorio lagarino di convergere e rigenerare quegli spazi”.

 

 


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