Avviata in consiglio provinciale la discussione conclusiva del ddl unificato su giovani e cyberbullismo

​​La seduta del Consiglio di oggi pomeriggio si è conclusa ieri alle 17,30, all’inizio della discussione dell’articolato del disegno di legge unificato sul cyberbullissmo e le politiche giovanili, presentato da Lucia Maestri del Pd, Walter Viola e Luca Giuliani del Patt, Claudio Cia del Misto, Filippo Degasperi di 5 Stelle e dall’assessora Sara Ferrari del Pd.
Ufficio Stampa Consiglio regionale, 23 maggio 2018

 

La richiesta di rinvio a domattina del dibattito è stata fatta dal consigliere di Amministrare il Trentino, Nerio Giovanazzi, il quale ha fatto presente che sul tavolo rimane un corposo “pacchetto” di emendamenti firmati da Borga e Civettini della Civica Trentina. Anche se lo stesso Borga ha affermato in aula di voler ritirare 250 emendamenti. Nel corso della seduta di oggi sono state discusse anche due interrogazioni: quella di Giuseppe Detomas (Ual) sui confini della Marmolada e quello di Violetta Plotegher (Pd) sull’applicazione della legge contro le ludopatie. I lavori riprendono oggi alle 10.00.

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Sempre nel pomeriggio, dopo la discussione di due interrogazioni, si è aperta la discussione sul disegno unificato sul contrasto al cyberbullismo, la modifica della legge sul Consiglio provinciale dei giovani e la promozione della conoscenza dei giovani del territorio. Da questo ultimo aspetto è partita Lucia Maestri del Pd, la quale ha affermato che la sua proposta parte da un ddl, presentato la scorsa legislatura, che voleva restituire un ruolo di protagonista del mondo giovanile nella promozione del territorio. Nel testo, ha lamentato la consigliera, questo obiettivo è uscito limitato, anche se ci possono essere altri strumenti per raggiungerlo.

Filippo Degasperi (5 Stelle), sul piano del contrasto del bullismo e del cyberbullismo, ha detto che il ddl unificato ha raggiunto un buon risultato e una buona condivisione. Condivisione che èmancata, invece, ha ricordato, sulla mozione sulle stabilizzazioni delle maestre delle scuole d’infanzia. Tornando al cyberbullismo il consigliere di 5 stelle ha detto che con questo ddl la Pat deve fare una scelta di campo e stare a fianco di chi subisce questi gravi fenomeni che non vanno sottovalutati, anche perché, attraverso i social, sono diventati devastanti per le vittime, che, secondo l’Istat, sono il 20% degli adolescenti. Con queste proposta, ha detto ancora, si rompe quella che viene definita la neutralità educativa perché la Pat dovrà coordinare le iniziative di contrasto, avviando l’osservatorio sul fenomeno. I 5 Stelle, ha concluso Degasperi, su questa proposta di legge non si sono mostrati ciechi e presuntuosi come dissero, tre anni fa, alcuni professionisti, che lavorano nella scuola trentina, quando venne presentato il primo ddl. Infine, il consigliere di 5 Stelle ha criticato il termine contributi inserito nell'articolo sulle disposizioni finanziarie. Una parola, ha detto, che si spera non apra la strada a conventicole.

Walter Viola del Patt ha ricordato che il suo ddl è partito dal confronto con insegnanti e dirigenti scolastici che lamentavano, di fronte a questi fenomeni, la mancanza di strumenti idonei. Gli studi del Ceis e Polizia Postale, ha aggiunto, dimostrano che di fronte alla gravità del fenomeno c’è una sottovalutazione da parte di genitori e ragazzi. Un tema, questo della sottovalutazione, emerso anche nelle audizioni e che si accompagna alla natura del cyberbullismo che è meno evidente del bullismo. La proposta di Viola, quindi, punta in particolar modo sulla sensibilizzazione degli insegnanti e dei giovani. Il consigliere ha aggiunto che il testo del ddl unificato, da parte della maggioranza, è “blindato”: non ci saranno quindi emendamenti, non tanto per timori politici, ma per difenderne l’impostazione. La sfida, ha concluso, è sopratutto quella di attuare la norma. Luca Giuliani, sempre del Patt, ha ricordato che il suo ddl è nato su sollecitazione di famiglie i cui figli sono stati vittime di cyberbullismo e bullismo. Ragazzi che hanno dovuto cambiare scuola e che si sono trovati indifesi perché mancano gli strumenti di contrasto di aggressioni che vengono potenziate dalle nuove tecnologie.

L’assessora Sara Ferrari del Pd ha detto che il testo riconosce fondamentalmente i giovani come elemento centrale dello sviluppo della nostra comunità. Il motivo per il quale la legge sulle politiche giovanili del 2007 sta funzionando bene. Trentadue sono i piani giovani di zona e, ha ricordato, si sono create anche professionalità che vengono riconosciute in questo ddl. Una proposta normativa che va a dare riconoscimento a realtà come le esperienze formative estive promosse dai piani giovani e prevede esperienze come innovative come co - housing per dare la possibilità ai ragazzi di uscire dalla famiglie. Altro aspetto importante il riconoscimento dello strumento del Servizio civile. Dal 2013, ha ricordato l’assessora, si è passati da 70 ragazzi in Servizio civile agli attuali 500 che ricevono 430 euro al mese, che, ha detto, non sono pochi per un’esperienza formativa. C’è, inoltre, nel ddl la risposta ai limiti, anche di partecipazione, sollevati dal Consiglio provinciale dei giovani. Un Consiglio che non sarà composto solo da ragazzi della Consulta degli studenti ma anche da giovani più adulti. Inoltre, il ddl prevede risposte al bullismo che oggi è diventato un’emergenza perché ha cambiato pelle e trova i cittadini disorientati. Già da anni si lavora su questo tema nelle scuole, ha ricordato l'assessora, ma oggi c’è bisogno di dare risposte più strutturate. Da due anni c’è una cabina di regia che ha messo in piedi due bandi per le scuole per progetti all’educazione alla cittadinanza digitale che hanno coinvolto un centinaio di scuole. Ma, ha aggiunto, il disegno di legge non si limita sono alla scuola ma interessa l’intero mondo giovanile. Per questo è stato inserito nelle politiche giovanili e non nella legge sulla scuola, anche perché coinvolge tutte le figure educative.

Nella replica l’assessora ha aggiunto che nel ddl è stato introdotto uno strumento che è lo sportello giovani che ha sede in via Belenzani a Trento e che è gestito il collaborazione col Comune di Trento. Sportello fisico e informatico, embrione del centro giovani che verrà creato nell’ex mensa Santa Chiara, nel quale i ragazzi possono trovare risposste a molti loro bisogni. Claudio Cia del Misto ricordato che nella sua proposta ha preso in considerazione, oltre al cyberbullismo, anche la cyberpedofilia. Il consigliere ha letto in aula una lettera di du genitori di una ragazza, presa di mira con un biglietto di pesanti offese, ad un dirigente scolastico nella quale si lamenta la scarsa concretezza delle risposte e la solitudine nel quale rimangono confinate le vittime degli epidodi di bullismo. Una lettera nella quale si afferma che la scuola non è un luogo sicuro anche a causa dell’impossibilità di punire i protagonisti di questi atti. I genitori, alla fine, hanno comunicato che la ragazza, come è accaduto, si sarebbe recata a scuola solo per gli esami finali di terza media. Cia ha letto anche la replica del dirigente che ha riconosciuto la gravità del fatto, dichiarando la consapevolezza che spesso la scuola è impotente di fronte a queste situazioni. Il Dipartimento della conoscenza, ha aggiunto Cia, informato del fatto, avrebbe dovuto intervenire per non lasciare sola questa famiglia. C’è, inoltre, ha aggiunto il consigliere, la paura da parte degli insegnanti di intervenire nei confronti dei bulli perché rischiano di finire in tribunale denunciati dai genitori. La legge in discussione, quindi, è un segnale, ma la situazione è seria e vanno previsti anche strumenti repressivi. 


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