MORANDO: «Autonomie forti garanti unità nazionale»

Si sono sfiorati senza incontrarsi, anzi con un piccolo cambiamento d'orario per evitare di sovrapporsi. Se a Trento sud nel pomeriggio c'era il ministro Calenda per Dellai, in centro (all'hotel America) parlava il viceministro all'economia Enrico Morando a favore dei candidati del Pd.
G. Tessari, "Trentino", 1 marzo 2018

Ad attenderlo Mariachiara Franzoia, Franco Panizza e Michele Nicoletti, il segretario del Partito Democratico Italo Gilmozzi, il presidente della Provincia Ugo Rossi, e l'assessore alla salute Luca Zeni. Ma anche il presidente del Partito Socialista Europeo Sergej Stanisev.Tanta mobilitazione, va detto, si giustifica col fatto che, come presidente della Commissione bilancio, Morando è stato un interlocutore attento e prezioso per la Provincia nella legislatura appena conclusa, anche grazie al fatto che nella stessa commissione era presente il senatore Giorgio Tonini, ieri in platea a salutare l'ex collega.

Parole di ringraziamento espresse anche da Rossi ma Morando ha fatto capire che un'Autonomia ben amministrata è utile sia all'Italia che alll'Europa: « C'è stato, oggi c'è forse un po' meno, un sentimento diffuso a proposito di autonomie speciali. Un sentimento diffuso, ed interpretato da alcune forze politiche, volto ad interpretare le specialità come un mero privilegio. Come un residuo del passato. Non si dice che serve ma che siamo tenuti a rispettare. Questo sentimento va contrastato per una ragione che è diventata più chiara a causa di un evento molto negativo per l'Europa, ovvero la vicenda spagnola. Si è squadernata la realtà delle cose: è l'unità nazionale che si deve costruire anche attraverso accordi e nuovi passi in avanti con le autonomie locali. Con quelle speciali e quelle ordinarie, alcune delle quali stanno chiedendo nuove funzioni e nuovi poteri».

Ha continuato Morando: «E' diventato più chiaro con la vicenda catalana che se l'autonomismo è fonte di una rivendicazione di rottura (o privilegio superato dalla storia) rischia di essere la base per la secessione. Quindi per la rottura dell'unità nazionale: sembrava impossibile in una grande nazione europea. Ma è una drammatica realtà. In questa legislatura in Italia abbiamo lavorato per ricostruire le ragioni dell'unità nazionale attraverso il confronto con le realtà locali. Qui voi ne avete migliore cognizione, ma questioni che potevano diventare di crisi tra autonomie e governi, sono state affrontate e risolte in modo molto positivo».Insomma se si vuole uno Stato centrale forte e credibile le periferie debbono continuare a crescere, esser più forti. Ecco la ricetta utilizzata in questi anni, così come è stata spiegata ieri. In Spagna questa risposta non è arrivata.

 

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 Enrico Morando assicura che l’affidamento in house dell’A22 a una società pubblica degli enti locali resta priorità anche per il centrosinistra nazionale. «Siamo nella fase di attuazione di quel percorso — sottolinea il viceministro uscente dell’Economia — l’ho ribadito anche a Luigi Olivieri, presidente della società autostradale, che ho incontrato per fare il punto. Ci impegniamo perché la prospettiva si realizzi compiutamente e in tempi celeri». L’obiettivo è affidare al sistema delle autonomie locali la cabina di regia di una infrastruttura strategica per tutto il Paese. «Un sistema plurale — spiega Morando — che comprende tutti gli enti di governo territoriale lungo l’asse dell’Autobrennero: le Regioni, le province, in primis quelle autonome di Trento e Bolzano, i Comuni E da qui passa la complessa operazione che all’autostrada affianca il nuovo tunnel ferroviario. Così si rinnova, giorno dopo giorno, il rapporto con i territori, in un patto che rafforza l’unità nazionale ».. Una scommessa che, per Morando, può divenire un simbolo dell’autonomia trentina come esperienza attuale e di valore europeo. «E’ un modello virtuoso che va tutelato, l’unità nazionale — ribadisce — si costruisce e ricostruisce anche attraverso accordi con le autonomie locali, speciali e ordinarie, e il centrosinistra lo ha concretamente dimostrato nella propria azione di governo, a differenza anzitutto del centrodestra». Elemento su cui ha voluto esprimere la propria condivisione tutto il vertice del centrosinistra autonomista, a partire da Ugo Rossi che ha marcato la solidità del rapporto tra piazza Dante e i governi a trazione Pd. Diversi gli esponenti della coalizione presenti all’appuntamento con Morando, tra cui il segretario dem Italo Gilmozzi, l’assessore provinciale Luca Zeni, il deputato uscente Giorgio Tonini. Tra i candidati all’uninominale sono intervenuti Maria Chiara Franzoia (Camera Trento), Franco Panizza (Senato Trento), Michele Nicoletti (Camera Rovereto). Quest’ultimo, in particolare, ha raccolto il plauso di Sergej Stanišev, presidente del Partito socialista europeo (Pse), per l’impegno alla guida dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Il numero uno del Pse, giunto a Trento per esprimere il proprio sostegno alla coalizione, ha speso parole lusinghiere per l’autonomia speciale. «In Trentino — sostiene l’ex primo ministro bulgaro — avete strutturato un modello di riferimento per tutta l’Europa, sviluppando convivenza e coesistenza. Il voto del 4 marzo, è un voto contro populisti e razzisti, contro le demagogie di Lega e 5 Stelle, per rilanciare il progetto europeo anche sulla vostra esperienza». E rispetto all’alleanza tra Pd, Patt-Svp, Intesa (Psi, Verdi, Area civica), +Europa, Civica Popolare (di cui in Trentino l’Upt è primo referente) sottolinea «quanto un suo successo inciderebbe in modo fortissimo e positivo sullo sviluppo del processo europeo, in cui il campo progressista rappresenta l’alternativa all’austerità e la centralità del lavoro».

 

 


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