#POLITICHE2018 - I diritti civili marcano le differenze. Lo «ius soli» il grande spartiacque

Appassionano, dividono, talvolta spostano anche voti: i diritti civili sono uno di quei campi in cui le proposte politiche paiono ancora chiaramente distinguibili. Se sullo ius soli Pd e Leu camminano ancora, con passi diversi, nella stessa direzione, il centrodestra ribadisce in ogni occasione un corale «mai». Anche in materia di diritti delle persone Lgbt, il centrodestra italiano resta tradizionalista e promette di mettere subito in soffitta la Cirinnà e le unioni civili.
T. Scarpetta, "Corriere del Trentino", 22 febbraio 2018

 

Anche sul testamento biologico, legge che raccoglie consensi trasversali nell’opinione pubblica, il centrodestra promette dietrofront. Poi — seppure in questa occasione alleati del Pd — ci sono i Radicali e le loro posizioni, assai più nette del «diritto mite» proposto dai dem.

«La cittadinanza non è un regalo» premette la candidata del centrodestra alla Camera nel collegio di Rovereto, Vanessa Cattoi. «Se la si regala, la si svilisce: essere cittadini significa aver acquisito i valori di un popolo e poi si è disposti ad accogliere solo se vive bene. Per questo io dico: prima i nostri figli. Se venisse approvato lo ius soli, avremo uno tsunami, un’invasione». Nessun dubbio nemmeno sulla necessità di cancellare la Cirinnà: «Il centrodestra — ricorda Cattoi — è chiaro: va privilegiata la famiglia tradizionale, prima di tutto per tutelare i minori». Cattoi non si riferisce tanto a un futuro in cui anche gli omosessuali potrebbero adottare, ma «al valore educativo della legge»: «Non possiamo dare ai ragazzi il messaggio secondo cui possono essere tutto ciò che vogliono, l’immagine di una società in cui tutto è lecito». Quanto al testamento biologico, Cattoi la vede così: «Troppo permissivismo può ledere: a 18 anni non si possono prendere decisioni del genere. Mi pare un modo della politica per togliersi un problema: sia la politica, con i medici, a disciplinare i casi».

«Sui diritti civili — osserva Michele Nicoletti (Pd), candidato alla Camera a Rovereto — in questa legislatura abbiamo fatto significativi passi avanti, superato il clima di lacerazione che aveva congelato per molti anni questioni che un “diritto mite” ha permesso di affrontare». L’eccezione è nota: lo ius soli. «Mi è dispiaciuto molto. Tutti i testi possono essere migliorati, ma in questo caso c’è stata una guerra ideologica. Ad esempio, si è evocata una fantasiosa invasione che la norma avrebbe prodotto, quando si parlava di persone nate in Italia e qui stabilmente residenti da anni. Una norma di civiltà che, confido, riusciremo ad approvare nella prossima legislatura». Assai più soddisfatto, il deputato dem in corsa per la riconferma, sul fronte Lgbt. «La Cirinnà ha adeguato una parte del diritto italiano, ad esempio in materia di coppie di fatto, che andava da tempo rivisto. Ha poi garantito alle persone omosessuali dei diritti importanti. A Costituzione invariata, ritengo che fosse il massimo possibile perché il matrimonio egualitario, giusto o sbagliato che sia, si espone a un profilo di incostituzionalità. In ogni caso, mi pare che il passo avanti sia stato significativo». Il testamento biologico è, invece, un legge approvata ma ancora inapplicata, come ha dimostrato l’avvocato Alexander Schuster provando a depositare le proprie disposizioni all’anagrafe di Trento e ricavandone solo lo strabuzzar degli occhi degli impiegati. «Mancano i regolamenti attuativi e vanno fatti — riconosce Nicoletti — ma si tratta di una legge che ha finalmente reso soggetto, e non più oggetto, il paziente, senza il pericolo di derive eutanasistiche».

«Diciamoci la verità — esordisce Andrea Pradi, candidato a Trento al Senato per Leu — la legislatura si è interrotta per non votare lo ius soli: un atto di civiltà e un riconoscimento doveroso». Pradi evita la polemica diretta con il Pd, ma il messaggio è chiaro: poco coraggio. «Parliamo di bambini che nascono in Italia, frequentano le nostre scuole, ma che vengono discriminati perché figli di genitori che magari risiedono e lavorano in Italia da anni, ma sono stranieri». Anche sulla Cirinnà, Leu alza l’asticella dei diritti. «Un passo avanti, ma una legge rimasta a metà strada per ragioni di tattica politica. Nel nostro programma, si parla di matrimonio egualitario e di genitorialità per tutti coloro, etero o no, che dimostrano di essere in grado di crescere dei bambini adottati». La legge sul testamento biologico è stata «un ottimo passo avanti, ma che va implementato rendendo le disposizioni operative, cosa che Schuster ha dimostrato mancare. Perché, ad esempio, non lasciare al medico curante le proprie disposizioni?».

Fabio Valcanover, candidato nel listino della Camera per +Europa, di professione avvocato, osserva i temi attraverso le lenti del diritto. «Purtroppo, in questi anni, sono le corti di giustizia a imporre il riconoscimento dei diritti civili in questo paese. Si pensi alla procreazione medicalmente assistita. Un bene per i diritti, la fotografia della sconfitta della politica. Sulle disposizioni di fine vita si è finalmente superata una legge di impostazione fascista che vede il singolo come proprietà dello Stato e non libero di determinare il proprio destino. Stesso concetto per la legalizzazione della cannabis, che per di più toglierebbe proventi alla criminalità ed eviterebbe di trasformare molti consumatori in piccoli spacciatori affollando così le carceri. Anche sullo Ius soli — continua Valcanover — finirà per essere l’Europa a dirci che se una persona vive in Italia, studia e lavora qui e manifesta interesse alla cittadinanza quello è un diritto che non si può negare. Su tutti questi punti ed altri ancora , la presenza di radicali in parlamento potrà fare la differenza».

 

 


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