Sorpresa: crescono i versamenti ai partiti

Sono in aumento i soldi che i contribuenti scelgono di destinare ai partiti politici al momento di presentare la propria dichiarazione dei redditi. Gli ultimi dati del 2 per 1000 sono stati pubblicati l'altro giorno dal ministero dell'economia e delle finanze, si riferiscono alle dichiarazioni presentate nel 2017 (su redditi del 2016) e indicano un aumento generalizzato delle somme destinate ai partiti.
"Trentino", 13 gennaio 2018

 

Con un risultato estremamente positivo della Svp che quasi ha visto raddoppiare i contribuenti: le stelle alpine altoatesine nel 2016 hanno incassato 234 mila euro che diventeranno 477 mila euro (grazie alla firma di 24 mila contribuenti) quando saranno versate le quote del 2 per 1000 del 2017. È proprio grazie al risultato della Svp (che gode di un radicamento sul territorio senza pari in Italia) che in Trentino Alto Adige si registra una propensione a contribuire al finanziamento dei partiti maggiore rispetto al resto d'Italia: il 4,59 per cento dei contribuenti ha scelto di devolvere il proprio 2 per 1000 ai partiti a fronte di un 3 per cento che rappresenta la media nazionale.

Nella classifica delle scelte locali svetta quindi la Svp, seguita dal Partito Democratico, dalla Lega Nord, dal Patt, dai Verdi, dall'Upt e da Sinistra Ecologia e Libertà. Seguono - a buona distanza - Rifondazione Comunista, Fratelli d'Italia e Forza Italia che si classifica solamente al decimo posto.

L'aumento dei fondi destinati ai partiti si inserisce in una tendenza che prosegue dal 2014 quando per la prima volta è stata prevista la scelta del 2 per 1000 ed è il frutto di campagne (anche mediatiche) che i partiti organizzano con sempre maggiore energia in seguito all'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Attualmente - spiega un addetto alla tesoreria di un partito locale - in seguito all'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti (abrogato nel 2013) le uniche forme di finanziamento dipendono dai versamenti volontari degli eletti (o titolari di cariche in enti pubblichi), dai tesseramenti e dal 2 per 1000 che rappresenta una parte sempre più importante del bilancio dei partiti politici. Il finanziamento è riservato ai partiti iscritti in un apposito registro nazionale e nell'elenco non si trova il Movimento 5 Stelle che si è chiamato fuori, rinunciando a questa forma di finanziamento. Tra i requisiti c'è anche l'elezione di un rappresentante in Parlamento.Inutile stupirsi quindi delle campagne per il 2 per 1000 che i partiti intensificheranno in vista del periodo delle denunce dei redditi.Dall'analisi dei dati pubblicati dal ministero dell'economia e delle finanze emerge che tutti i partiti politici hanno una distribuzione nazionale dei versamenti dei contribuenti. Anche i partiti locali, che possono contare (in misura che nemmeno i tesorieri riescono in realtà a spiegare) anche sui versamenti da parte di contribuenti residenti in altre zone italiane. Potrebbe essere l'effetto del turismo o dell'emigrazione.


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