Boulevard e ferrovia interrata, Delrio apre ad Andreatta. Concessione A22, fissate le rate

Trento Soffermandosi un istante sul combinato disposto di alta velocità, trafori alpini e passaggio del traffico da gomma a rotaia, la sua nota sobrietà cede all’entusiasmo: «Non stiamo promettendo il futuro, lo stiamo già costruendo e il piano “Connettere l’Italia” da 123 miliardi di euro lo conferma».
M. Damaggio, "Corriere del Trentino", 15 dicembre 2017

 

Il cambiamento, a detta di Graziano Delrio, «sarà epocale» e il tunnel del Brennero, prossimo all’inaugurazione nel 2027, «rivoluzionerà il destino del territorio, così come fece il passaggio dal cavallo alla ferrovia».
Ospite del convegno dedicato al corridoio del Brennero, il ministro alle infrastrutture ieri ha rimarcato la rilevanza del tunnel («Ci connetterà all’Europa»), sedando le paure circa le tratte d’accesso trentine («Le risorse verranno allocate annualmente»). Di più: dopo anni di dibattiti sull’interramento della ferrovia di Trento, Delrio ha raccolto le proposte del sindaco Alessandro Andreatta. Risultato: partirà, da subito, un tavolo tecnico per valutare la sostenibilità dell’opera inizialmente disegnata da Jean Bousquet. Nel mezzo delle buone notizie, per il Trentino resta un solo nervo scoperto: la Valdastico nord. Qui le certezze sono poche, eccetto una: difficilmente si sceglierà la soluzione dell’autostrada. «Sarà un’infrastruttura sobria e poco impattante», ha garantito Delrio.

Il boulevard

Ogni tassello compone il medesimo mosaico: concessione dell’A22, trasferimento del traffico pesante su rotaia, collegamento con l’Europa. Nella sua visita a Trento, Graziano Delrio ha inevitabilmente toccato ogni aspetto della mobilità futura. «Perché — ha esordito — il cambiamento toccherà le persone, le città e l’economia». E a proposito di città, il sindaco Andreatta s’è rivolto direttamente al ministro per presentare l’ultima versione dell’interramento della ferrovia cittadina: «Ovvero — ha detto — utilizzare momentaneamente la nuova ferrovia per l’alta velocità di Trento est, non solo per i treni merci ma anche per i passeggeri, consentendo i lavori di interramento della stazione nel cuore della città». Un’ambizione partita dal Piano regolatore generale del 2003 che, ha rimarcato il primo cittadino, «ci consentirebbe di recuperare il sedime dei binari per ricucire con un boulevard la città, da nord a sud, da est a ovest». «Mi piace l’idea che ci siano visioni strategiche di lungo periodo — ha risposto Delrio — Non è mio stile fare promesse ma questa è una soluzione interessante e non improvvisata». Ed ecco lo spiraglio, quantomeno per un confronto tecnico: «Noi mettiamo tutta la nostra disponibilità nella valutazione dei costi-benefici e siamo disponibili a istituire subito un tavolo di lavoro congiunto».

Alta velocità

Al di là del destino del capoluogo, la cerniera del Brennero è oggetto delle attenzioni ministeriali. «La realizzazione del solo tunnel di base, che costerà all’Italia 4,4 miliardi, che diventeranno 5,9 considerando anche altri interventi, consentirà di risparmiare circa un’ora di viaggio a merci e passeggeri», ha spiegato Ennio Cascetta, amministratore unico di Ram logistica, la società in-house del ministero. Non solo tunnel. «La linea del Brennero sarà parte della rete dell’alta velocità italiana» ha annunciato. Obiettivo: «Trento-Roma in meno di 3 ore».

Tratte d’accesso

Ma se le aspettative sul tunnel sono alte e se, ancora, in Alto Adige è già stato definito l’impegno finanziario per la tratta d’accesso Fortezza-Ponte Gardena (1,5 miliardi), in Trentino ancora non sono state assegnate le risorse per i bypass. «È così ma non è del tutto così — ha replicato con un gioco di parole Delrio — Abbiamo già predisposto gli stanziamenti sui progetti più vicini al tunnel ma continueremo, anno dopo anno, a finanziare tutto l’asse. È semplicemente la priorità progettuale che determina l’allocazione delle risorse: quando il progetto è pronto vengono stanziate nel contratto di programma». Per essere chiari: «Man mano che progrediamo, i finanziamenti verranno definiti».

Valdastico Nord

Tutto bene, fin qui. Da mezzo secolo c’è un’altra questione che tiene banco in Trentino: le pressioni del Veneto sul prolungamento dell’A31. «So che i trentini sono ansiosi di fare la Valdastico Nord, ne sono consapevole — ha ironizzato il ministro — Posta la necessità di ridurre del 30% il traffico pesante, sposandolo da gomma a rotaia, alcune razionalizzazioni del sistema stradale vanno fatte». Di qui il confronto aperto fra ministero, Veneto e Trentino: «Dopo aver litigato per anni ci siamo messi a sedere e abbiamo avviato un percorso di approfondimento serio con le due Regioni; abbiamo detto che si studieranno i tracciati insieme e si sta lavorando». L’interconnessione viaria tra Valle dell’Astico, Valsugana e valle dell’Adige è già inserita nei progetti in revisione. Verso quale obiettivo? «Per ora ci siamo dati uno stile: fare un’infrastruttura poco impattante e molto sobria». Un’autostrada o una superstrada? «Sarà sicuramente a scorrimento veloce, ma non è interesse prioritario farla come autostrada anche perché non c’è grande richiesta dei cittadini di pagare pedaggi».

Concessione A22

E a proposito di grandi arterie, a gennaio scatteranno due anni dal protocollo sulla concessione dell’A22. Ma a inizio 2018 si potrebbe chiudere il cerchio. Dopo l’emendamento approvato nel decreto fiscale che fissa i criteri della concessione, il governo ha predisposto un ulteriore emendamento da inserire nella manovra. Il testo prevede in sostanza l’anticipo delle prime rate. Il valore minimo della concessione è di 650 milioni e la prima tranche andrà pagata nel 2018 per un totale di 160 milioni di euro. Le tranche successive, dal 2019 al 2025 «e comunque fino a concorrenza del valore di concessione», ammontano invece a 70 milioni di euro annui. L’anticipo ha il suo perché: gli incassi sono destinati al finanziamento delle misure a favore degli enti locali. Un testo tecnico sulle rate della concessione. «Attendiamo l’approvazione dell’emendamento che chiarisce alcuni aspetti legali che erano rimasti aperti a diverse interpretazioni — ha detto Delrio — Quindi un ulteriore punto per fissare la partenza dell’operatività, speriamo nei prossimi mesi».

 

 


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