Donne, 50 «posti occupati» per dire no alla violenza

Il 25 novembre è la «Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne» e l'impegno di tutti, dalle istituzioni alle associazioni, alle singole persone, è fare in modo che l'attenzione non si esaurisca in una giornata ma diventi quotidiana. Un impegno, quello contro la violenza sulle donne che coinvolge tante persone e che nel fine settimana si manifesterà con diverse iniziative.
"Trentino", 21 novembre 2017

 

Iniziando dall'evento «Wirun Trento 2017», che si correrà domenica alle 10, con partenza ed arrivo in piazza Dante, cinque chilometri da correre o camminare per sostenere l'attività del fondo «La violenza non è un destino» (iscrizioni su www.endu.net/events/wirun-trento. ed in alcuni negozi del territorio).

In Comune, la conferenza di presentazione, resa "teatrale" dall'intervento di Mirko Corradini di Estroteatro che ha recitato un brano da «Ferite a morte» di Serena Dandini, mentre al termine, Massimo Lazzeri ha proposto il suo brano «Non si ripeterà», dedicato ad un'amica vittima di violenza.

Nel mezzo gli interventi dell'assessore Andrea Robol, della presidente del consiglio comunale Lucia Coppola, del presidente del consiglio provinciale Bruno Dorigatti e della responsabile del Centro antiviolenza Barbara Bastarelli. Che ha spiegato come siano fra le 500 e le 600, le donne che ogni anno in Trentino subiscono violenza. Il 75% tra le mura di casa. In sala anche la presidente di Trentino Trasporti Monica Baggia: sui mezzi pubblici appariranno manifesti che ricordano la data e la sua importanza. Il Comune ha deciso di contribuire ad un cambio di mentalità, per non considerare le violenze subite un mero dato statistico, appoggiando e diffondendo a livello locale la campagna «posto occupato». L'iniziativa rende visibile quel vuoto generato da gesti violenti e vuole essere un momento di riflessione affinché la frenetica quotidianità non sommerga il problema della violenza sulle donne.

Il Comune ha invitato istituzioni culturali, associazioni, università e luoghi di cultura a contribuire collocando nei propri spazi, in questa settimana, una sedia vuota (50 in tutto) con una sciarpa, un paio di scarpe rosse, simbolicamente riservata a una donna vittima di violenza, con il cartello della campagna che invita a riflettere sul tema. Oltre all'impegno sociale espresso attraverso questo gesto simbolico, il Comune sostiene chi opera concretamente sul territorio: l'azione del Centro Antiviolenza di Trento viene promossa con la personalizzazione del cartello "un posto occupato", perché le donne sappiano a chi rivolgersi. Anche i sindacati si sono mobilitati: la Cgil ha organizzato per venerdì alle 15 in piazza d'Arogno, «Libera dalla violenza», un momento informale per riflettere insieme, anche leggendo frasi, brani di canzoni e poesie che raccontano di questo dramma.

La Cisl, invece propone tre momenti distinti, che fanno riferimento a coordinamento donne, scuola e pensionati, con Milena Sega, Stefania Galli e Tamara Lambiase. Si tratta di un convegno dal titolo «Diamo un taglio al silenzio», domani, dalle 9 nella sede di via Degasperi, un concorso aperto ad ogni espressione artistica, rivolto alle scuola secondaria di II grado dal titolo «Il linguaggio della violenza. Parole e gesti per riconoscerla e contrastarla» e di un incontro che si svolgerà in occasione della giornata della donna, per parlare del miglior deterrente della violenza: l'amore. 


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